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''Palermo, 20 luglio 1838''<br><br>
Non sono un [[natura]]lista, e conosco mediocremente il [[Grecia|greco]]; il mio principale [[fine]], venendo in [[Sicilia]], non è stato dunque di osservare i fenomeni dell'[[Etna]] o chiarire in qualche modo a me stesso e agli altri quanto gli antichi scrittori greci hanno detto sulla Sicilia. Ho cercato innanzi tutto il [[piacere]] degli occhi che in questo singolare [[paese]] è assai vivo. Dicono che la [[Sicilia]] somigli all'[[Africa]]; certo, somiglia all'[[Italia]] solo per l'intensità delle sue passioni. Per i siciliani si può dire davvero che non esiste parola impossibile quando l'[[amore]] e l'[[odio]] li accendono; e l'odio, in questa [[terra]] felice, non nasce mai da questioni di [[denaro]].
 
===''Roma, Napoli e Firenze''===
''Berlino, 4 ottobre 1816''. Apro la lettera che mi accorda quattro mesi di licenza. Trasporti di gioia e batticuori. Vedrò finalmente la bella Italia!<ref>Il luogo e la data d'inizio di questo preteso «diario» sono di fantasia. Stendhal non fu a Berlino, per pochi giorni, che nel 1811 e nel 1813; e la licenza di cui parla gli fu accordata a Parigi nel 1805.</ref><br>
{{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}}
 
===''San Francesco a Ripa''===
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