Differenze tra le versioni di "Karl Marx"

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*La crudeltà, come qualsiasi altra cosa, subisce la moda, cambia secondo i tempi e i luoghi.
*La maggior parte dei sudditi crede di essere tale perché il re è il Re, non si rende conto che in realtà è il re che è Re perché essi sono sudditi.
*La ''natura umana'' è la ''vera comunità umana''. Come il disperato isolamento da essa è incomparabilmente più universale, insopportabile, pauroso, contraddittorio dell'isolamento dalla comunità politica, così anche la soppressione di tale isolamento e anche una reazione parziale, una ''rivolta'' contro di esso, è tanto più infinita quanto più infinito è l'''uomo'' rispetto al ''cittadino'' e la ''vita umana'' rispetto alla ''vita politica''. La rivolta ''industriale'', perciò può essere ''parziale'' fin che si vuole, essa racchiude in sé un'anima universale; la rivolta ''politica'' può essere universale fin che si vuole, essa cela sotto le forme ''più colossali'' uno spirito ''angusto''.
 
:{{NDR|Karl Marx, Glosse marginali di critica all'articolo "Il re di Prussia e la riforma sociale, firmato un prussiano, pubblicato sul numero 60 del Vorwarts.", Vorwarts n.63 1844, inserito ne La Questione Ebraica - Editori Riuniti 1974 e poi eliminato nelle edizioni contemporanee.}}
*La necessità di rinunciare alle illusioni è la necessità di rinunciare a una condizione che ha bisogno di illusioni. La critica non ha strappato i fiori immaginari dalla catena perché l'uomo continui a trascinarla triste e spoglia, ma perché la getti via e colga il fiore vivo
*La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. È l'oppio dei popoli. (da ''Critica della filosofìa hegeliana del diritto pubblico'')
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