Differenze tra le versioni di "Giustino Fortunato"

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==''Il Mezzogiorno e lo stato italiano''==
*L'Italia non è fusa nemmeno nel male; tra noi, più che altrove, anche la criminalità è regionale: essa è di corruzione e di astuzia nel Settentrione, di violenza e di miseria nel Mezzogiorno. (p. 203)
*Che esista una questione meridionale, nel significato economico e politico della parola, nessuno più mette in dubbio. C'è fra il nord e il sud della penisola una grande sproporzione nel campo delle attività umane, nella intensità della vita collettiva, nella misura e nel genere della produzione, e, quindi, per gl'intimi legami che corrono tra il benessere e l'anima di un popolo, anche una profonda diversità fra le consuetudini, le tradizioni, il mondo intellettuale e morale. (p. 311-312)
*L'Italia meridionale entrò disgraziatamente a far parte del nuovo Regno in condizioni assai diverse da quelle che il [[Francesco Saverio Nitti|Nitti]] lascia credere. Essa viveva di una economia primitiva, in cui quasi non esisteva la divisione del lavoro, e gli scambi erano ridotti al minimo: si lavorava più spesso per il proprio sostentamento, anziché per produrre valori di scambio e procurarsi, con la vendita di prodotti, quello di cui si aveva bisogno. (p. 340)
*Il Mezzogiorno entrò a far parte della nuova Italia assai meno ricco e assai meno progredito delle altre regioni, e la politica troppo fantasiosa dello Stato unitario non contribuì certo a fargli né superare la distanza originaria né, quando anche i vantaggi materiali fossero stati meglio ripartiti, colmare le profonde differenze anteriori. (p. 344)
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