Differenze tra le versioni di "Arthur Rimbaud"

corsivo, nomi traduttori
m (Automa assistito: correzione semiautomatica di alcuni errori comuni.)
(corsivo, nomi traduttori)
'''Jean Nicolas Arthur Rimbaud''' (1854 – 1891), poeta francese.
 
==''Lettere''==
*Fra due anni, fra un anno forse, sarò a Parigi.<br />– ''Anch'io'', signori del giornale, sarò Parnassiano! – Ho in me qualcosa, non so bene… che vuol salire...– (''a Théodore de Banville''; Charleville, 24 maggio 1870)<ref name=OpGran>In ''Opere'', a cura di Diana Grange Fiori, 1992.</ref>
*Caro Signore,<br />quel che lei mi consigliava di non fare, l'ho fatto: sono venuto a Parigi, ho abbandonato la casa materna! Ho combinato questo bello scherzo il 29 agosto.<br />Arrestato all'arrivo perché non avevo un soldo [...] (''a Georges Izambard''; Parigi, 5 settembre 1870)<ref name=OpGran/>
*Ma siccome investigare l'invisibile e udire l'inaudito è cosa diversa dal riprendere lo spirito delle cose morte, [[Charles Baudelaire|Baudelaire]] è il primo veggente, il re dei poeti, un vero Dio. Tuttavia egli è vissuto in un ambiente troppo artistico; e la forma tanto vantata in lui è meschina: le invenzioni d'ignoto richiedono forme nuove.<ref name=OpMarg/>
 
==''Poesie''==
[[File:Rimbaud manuscrit Voyelles.jpg|thumb|right|300px|manoscritto originale di una poesia]]
 
*''Non dirò niente, non penserò niente: ma | L'amore infinito mi salirà nell'anima, | E andrò lontano, più lontano, come uno zingaro | Nella Natura, – felice come con un donna.'' (da ''Sensazione'', vv. 4-8, 1992)
*''Il [[Sole]], focolare di tenerezza e vita, | Versa amore bruciante alla terra estatica, | E stesi nella valle noi sentiamo | Che la terra è nubile e trabocca di sangue; | Che il suo seno immenso, gonfiato di un'anima, | È amore come dio, è carne come donna, | E in sé racchiude, pregno di raggi e linfa, | Il vasto brulicare di tutti gli embrioni! | E tutto cresce, e tutto sorge! | – [[Venere]], oh Dea!'' (da ''Credo in Unam'', vv. 1-9, 1992)
*''Il [[lupo]] urlava sotto le foglie | Sputando le piume più belle | Del suo pasto di polli: | Come lui mi consumo.'' (da ''Il lupo urlava'', vv. 1-4, 1992)
 
===''Stupra''===
*''Un tempo gli animali montavano anche in corsa, | Con il sesso fasciato di escrementi e di sangue. | I nostri padri ostentavano il [[pene|membro]] fieramente | Dalla grana del sacco e da guaìne aperte.'' (''I'', vv. 1-4, 1992)
*''I nostri [[natiche|deretani]] non sono i loro. Spesso | Ho visto gente sbottonata di là da qualche siepe | E, nei bagni impudichi in cui l'infanzia gioca, | Osservavo gli scorci e gli effetti dei culi.'' (''II'', vv. 1-4, 1992)
==''Una stagione all'inferno''==
===[[Incipit]]===
 
====Originale====
<poem>Jadis, si je me souviens bien, ma vie était un festin où s'ouvraient tous les coeurs, où tous les vins coulaient.
Et le printemps m'a apporté l'affreux rire de l'idiot.</poem>
 
====TraduzioneGabriele-Aldo Bertozzi====
Un tempo, se ben ricordo, la mia vita era un festino dove si schiudeva ogni cuore, ogni vino scorreva.<br />Una sera, feci sedere la [[Bellezza]] sulle mie ginocchia. — E la trovai amara. — E l'ingiuriai.<br />Mi armai contro la giustizia.<br />Fuggii. Oh streghe, oh miseria, oh odio, a voi il mio tesoro fu affidato!<br />Riuscii a cancellare dal mio spirito ogni speranza umana. Su ogni gioia per strangolarla feci il balzo sordo della bestia feroce.<br />Invocai i carnefici per mordere morendo il calcio dei loro fucili. Invocai i cataclismi per soffocarmi con la sabbia, il sangue. La sciagura fu la mia dea. Mi stesi nel fango. Mi asciugai al vento del crimine. E giocai brutti tiri alla follia.<br />E la primavera mi portò il riso orrendo dell'idiota.
 
*Scrivevo silenzi, notti, segnavo l'inesprimibile. Fissavo vertigini. (da ''Alchimia del Verbo'', 1972)
*Adesso posso dire che l'[[arte]] è una sciocchezza. (da ''Minute per ''Una Stagione in Inferno, 1972)
 
*Ho orrore di ogni mestiere. Padroni e operai, tutti bifolchi, ignobili. La [[mano]] per scrivere vale la mano per arare. — Che secolo di mani! — Io non avrò mai la mia mano. (da ''Cattivo sangue'', 1995)
*È la visione dei numeri. Noi andiamo verso lo ''Spirito''. È certissimo, è oracolo, quel che dico. (da ''Cattivo sangue'', 1995)
==''Illuminazioni''==
===[[Incipit]]===
 
====Originale====
<poem>Aussitôt que l'idée du Déluge se fut rassise,
</poem>
 
====TraduzioneDiana Grange Fiori====
Non appena l'idea del Diluvio si fu seduta,<br />Una lepre sostò fra lupinelle e campanule ondeggianti e disse la sua preghiera all'arcobaleno attraverso la tela del ragno.<br />Oh! le pietre preziose che si nascondevano, — i fiori che già guardavano.<br />Nella grande strada sporca i banchi si drizzarono, e le barche vennero trascinate verso il mare a scaglioni lassù come nelle stampe.<br />Corse il sangue, da Barbablù, — ai mattatoi, — nei circhi, dove il sigillo di Dio fece livide le finestre. Il sangue e il latte scorrevano.<br />I castori costruirono. I ''mazagrans'' fumarono nelle bettole.<br />Nella gran casa di vetro ancora grondante i bambini a lutto guardarono le splendide immagini.<br />Una porta sbatté, — e sulla piazza del borgo, il bambino roteò le braccia, compreso dalle banderuole e dai galli dei campanili di ogni dove, sotto l'acquazzone sfavillante.<br />La Signora *** collocò un pianoforte sulle Alpi. Messe e prime comunioni vennero celebrate ai centomila altari della cattedrale.
 
*La musica sapiente vien meno al nostro desiderio. (da ''Racconto'', 1972)
*Ho steso [[corda|corde]] da campanile a campanile; ghirlande da finestra a finestra; catene d'oro da stella a stella, e danzo. (da ''Frasi'', 1972)
 
*— Sgorga, stagno, — schiuma, riversati sui ponti, e al di sopra dei boschi; — drappi neri ed organi, — lampi e tuoni — salite e scorrete; — Acque e tristezze, salite e rialzate i Diluvi.<br /> Che da quando si sono dissolti, — oh le pietre preziose interrate, e i fiori aperti! — è una noia! e la Regina, la Strega che accende la sua brace nel vaso di terra, non vorrà mai raccontarci ciò che ella sa, e che noi ignoriamo. (da ''Dopo il diluvio'', 1978)
*Quest'idolo, occhi neri e crine giallo, senza parenti né corte, più nobile di una favola, messicana e fiamminga; il suo dominio, azzurro e verzura insolenti, si stende su spiagge nomate, da onde senza vascelli, con nomi ferocemente greci, slavi, celtici. (da ''Infanzia'', 1978)
*''Angelo in esilio, Satana adolescente''.
*Era un uomo alto, ben piantato, quasi atletico, dal volto perfettamente ovale di angelo in esilio, con capelli castano chiari in disordine e due occhi di un blu pallido inquietante. Ardennese, egli possedeva, oltre a un accento campagnolo troppo presto perduto, il dono della pronta assimilazione, propria delle genti di quel paese – e questo può spiegare il rapido inaridirsi, sotto il sole scialbo di Parigi, della sua vena, per dirla come i nostri avi, il cui linguaggio diretto e corretto non aveva sempre torto, in fin dei conti.
 
*Non ha fatto altro che viaggiare terribilmente e morire giovanissimo.
*Una specie di dolcezza splendeva sorridente in quegli occhi crudeli azzurro-chiari e su quella bocca vigorosa, rossa, dalla piega amara.
26 615

contributi