Differenze tra le versioni di "Jean-Paul Sartre"

raggruppo ''L'essere e il nulla''
(fonti in nota, fix template intestazione)
(raggruppo ''L'essere e il nulla'')
*''Cristo si è fermato a Eboli'', ''L'Orologio'', sono i momenti di un'autobiografia che non può svolgersi altrimenti che ricostruendo la storia della società italiana, dal fascismo ai primi anni del dopoguerra. Carlo Levi — qui è il centro della sua arte — non dipinge un quadro d'insieme di codesta società per poi, subito dopo, inserirvisi; non procede verso l'universale astratto. Nella sua opera il moto di universalizzazione è tutt'uno con l'approfondimento del concreto. Dai suoi inizi ci ha posto, sempre, contemporaneamente su due piani: quello della Storia e quello delle sue storie, specchiantisi l'uno nell'altro. Mi sia consentito affermare, in questa occasione, il mio totale consenso a un'arte dello scrivere cosí concepita. Io credo che, attualmente, non possiamo tentare nient'altro che collocare i nostri lettori in questa doppia prospettiva: di una vita che si singola-rizza, avida di gustare il sapore di tutte le altre vite, e di una universalità strutturata del vissuto che si totalizza soltanto nelle vite particolari. [...] Quella curiosità di cui poco fa ho parlato, e che ha fatto di lui lo scrittore di cui non possiamo mai dimenticarci, è nata dalla passione di vivere, che lo induce a cogliere come un valore, in se stesso e negli altri, ogni esperienza vissuta. In Levi tutto si accorda, tutto si tiene. Medico dapprima, poi scrittore e artista per una sola identica ragione: l'immenso rispetto per la vita. E questo stesso rispetto è all'origine del suo impegno politico, cosí come alla sorgente della sua arte.<ref>Da ''Galleria'', 3-6 (1967), pp. 259-60, a cura di Aldo Marcovecchio; citato in Carlo Levi, ''Cristo si è fermato a Eboli'', Einaudi, 1990, p. XII.</ref>
*Il [[lavoro]] migliore non è quello che ti costerà di più, ma quello che ti riuscirà meglio.<ref>Da ''Le mani sporche''.</ref>
*Innanzitutto era insolita l'ora del nostro appuntamento: la mezzanotte [...] Attraversando la sala, benché fosse pienamente illuminata, ebbi la sensazione di esser salito su un treno prima dell'alba e di trovarmi in uno scompartimento di gente addormentata [...] Si aprì una porta. Simone de Beauvoir ed io entrammo e quell'impressione scomparve. <br />Un ufficiale dell'esercito ribelle, coperto da un basco, mi aspettava: aveva la barba e i capelli lunghi come i soldati che erano all'ingresso, ma il volto limpido e sereno mi parve mattiniero. Era [[Che Guevara|Guevara]]. [...] Quei giovani {{NDR|Guevara e i suoi compagni}} tributano un culto discreto all'energia, tanto amata da Stendhal. Non si creda però che ne parlino, che ne ricavino una teoria. Vivono l'energia, la praticano, forse la inventano: si dimostra negli effetti, ma essi non pronunciano una parola al riguardo.<br />La loro energia si ''manifesta''. ... quasi arrivano a ripetere la frase di [[Pascal]]: "''È necessario non dormire''". Si direbbe che il sonno li abbia abbandonati, che anch'esso sia emigrato a Miami".<br />Siate sempre capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in ogni parte del mondo. Questa è la parte più bella di un rivoluzionario.<ref>Da una lettera lasciata ai suoi figli prima di partire per il Congo; da ''Così incontrai il "Che"'', in ''Ernesto Che Guevara – uomo, compagno, amico...'', Coop Erre emme edizioni.</ref>
*La società rispettabile credeva in Dio per evitare di doverne parlare.<ref>Da ''Le parole''.</ref>
*L'[[inferno]] sono gli altri.<ref>Da ''A porte chiuse''.</ref>
*L'odio mira a trovare una libertà senza limiti di fatto, cioè a sbarazzarsi del proprio impercettibile essere-oggetti-per-l'altro e abolire la propria dimensione di alienazione. Ciò equivale a proporsi di realizzare un mondo in cui l'altro non esiste. (da ''L'essere e il nulla'', 1943)
*L'uomo è una passione inutile. (da ''L'essere e il nulla'', traduzione di G. Del Bo, Il Saggiatore, 1965², p. 738)
*L'[[uomo]] è condannato ad essere libero. (da ''L'essere e il nulla'')
*Lungi dall'essere esaurito, il [[marxismo]] è ancora giovanissimo, quasi nell'infanzia: ha appena cominciato a svilupparsi. Esso rimane dunque la filosofia del nostro tempo: è insuperabile perché le circostanze che l'hanno generato non sono ancora superate.<ref>Da ''Questions de méthode'' (''Questioni di metodo''), in ''Critique de la raisson dialectique'', Gallimard, Paris, 1960, traduzione italiana di F. Ferniani, Il Saggiatore, Milano, 1976, pagg. 92-96.</ref>
*Noi non abbiamo né dietro a noi, né dinanzi a noi, in un dominio luminoso dei valori, delle giustificazioni o delle scuse. Siamo soli, senza scuse.
*Non ci sono [[bambini]] "innocenti". (da ''L'essere e il nulla'')
*Non facciamo quello che vogliamo e tuttavia siamo responsabili di quel che siamo.<ref>Da ''Situazioni''.</ref>
*[[Paul Nizan|Paul]] persisteva nel dirsi comunista. E rifletteva, ''patiemment'', come correggere la deviazione senza cadere nell'idealismo.<ref>Citato in [[Gaspare Barbiellini Amidei]], ''Perché credere?'', Arnoldo Mondadori Editore, 1991.</ref>
*La mia testa è un sabba e tu ne sei tutte le streghe.
*Quando Dio tace, gli si può far dire quello che si vuole.
 
==''L'essere e il nulla''==
*L'[[odio]] mira a trovare una libertà senza limiti di fatto, cioè a sbarazzarsi del proprio impercettibile essere-oggetti-per-l'altro e abolire la propria dimensione di alienazione. Ciò equivale a proporsi di realizzare un mondo in cui l'altro non esiste. (da ''L'essere e il nulla'', 1943)
*L'[[uomo]] è una passione inutile. (da ''L'essere e il nulla'', traduzione di G. Del Bo, Il Saggiatore, 1965², p. 738)
*L'[[uomo]] è condannato ad essere libero. (da ''L'essere e il nulla'')
*Non ci sono [[bambino|bambini]] "innocenti". (da ''L'essere e il nulla'')
 
==''La morte nell'anima''==
{{Pedia|La nausea||(1938)}}
{{Pedia|Il muro (raccolta di racconti)|''Il muro''|(1939)}}
{{Pedia|L'essere e il nulla||(1943)}}
 
[[Categoria:Filosofi francesi|Sartre, Jean-Paul]]