Differenze tra le versioni di "Jean-Paul Sartre"

raggruppo ''Il diavolo e il buon Dio'' + nota
(senza fonti in disc.; sposto explicit in fondo)
(raggruppo ''Il diavolo e il buon Dio'' + nota)
*Ciò che non è assolutamente possibile è non [[scegliere]]. (da ''L'esistenzialismo è un umanismo'', 1946)
*''Cristo si è fermato a Eboli'', ''L'Orologio'', sono i momenti di un'autobiografia che non può svolgersi altrimenti che ricostruendo la storia della società italiana, dal fascismo ai primi anni del dopoguerra. Carlo Levi — qui è il centro della sua arte — non dipinge un quadro d'insieme di codesta società per poi, subito dopo, inserirvisi; non procede verso l'universale astratto. Nella sua opera il moto di universalizzazione è tutt'uno con l'approfondimento del concreto. Dai suoi inizi ci ha posto, sempre, contemporaneamente su due piani: quello della Storia e quello delle sue storie, specchiantisi l'uno nell'altro. Mi sia consentito affermare, in questa occasione, il mio totale consenso a un'arte dello scrivere cosí concepita. Io credo che, attualmente, non possiamo tentare nient'altro che collocare i nostri lettori in questa doppia prospettiva: di una vita che si singola-rizza, avida di gustare il sapore di tutte le altre vite, e di una universalità strutturata del vissuto che si totalizza soltanto nelle vite particolari. [...] Quella curiosità di cui poco fa ho parlato, e che ha fatto di lui lo scrittore di cui non possiamo mai dimenticarci, è nata dalla passione di vivere, che lo induce a cogliere come un valore, in se stesso e negli altri, ogni esperienza vissuta. In Levi tutto si accorda, tutto si tiene. Medico dapprima, poi scrittore e artista per una sola identica ragione: l'immenso rispetto per la vita. E questo stesso rispetto è all'origine del suo impegno politico, cosí come alla sorgente della sua arte. (da «Galleria», 3-6 (1967), pp. 259-60, a cura di Aldo Marcovecchio; citato in Carlo Levi, ''Cristo si è fermato a Eboli'', Einaudi, 1990, p. XII)
*[[Dio]] è il Silenzio, Dio è l'Assenza, Dio è la Solitudine degli uomini. (da ''Il diavolo e il buon Dio'', 1951)
*Quando i ricchi si fanno la guerra, sono i poveri a morire. (da ''Il diavolo e il buon Dio'', 1951)
*La mia testa è un sabba e tu ne sei tutte le streghe. (da ''Il diavolo e il buon Dio'', 1951)
*Il [[lavoro]] migliore non è quello che ti costerà di più, ma quello che ti riuscirà meglio. (da ''Le mani sporche'')
*Innanzitutto era insolita l'ora del nostro appuntamento: la mezzanotte [...] Attraversando la sala, benché fosse pienamente illuminata, ebbi la sensazione di esser salito su un treno prima dell'alba e di trovarmi in uno scompartimento di gente addormentata [...] Si aprì una porta. Simone de Beauvoir ed io entrammo e quell'impressione scomparve. <br />Un ufficiale dell'esercito ribelle, coperto da un basco, mi aspettava: aveva la barba e i capelli lunghi come i soldati che erano all'ingresso, ma il volto limpido e sereno mi parve mattiniero. Era [[Che Guevara|Guevara]]. [...] Quei giovani {{NDR|Guevara e i suoi compagni}} tributano un culto discreto all'energia, tanto amata da Stendhal. Non si creda però che ne parlino, che ne ricavino una teoria. Vivono l'energia, la praticano, forse la inventano: si dimostra negli effetti, ma essi non pronunciano una parola al riguardo.<br />La loro energia si ''manifesta''. ... quasi arrivano a ripetere la frase di Pascal: "''È necessario non dormire''". Si direbbe che il sonno li abbia abbandonati, che anch'esso sia emigrato a Miami".<br />Siate sempre capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in ogni parte del mondo. Questa è la parte più bella di un rivoluzionario. (da una lettera lasciata ai suoi figli prima di partire per il Congo; da ''Così incontrai il "Che"'', in ''Ernesto Che Guevara – uomo, compagno, amico...'', Coop Erre emme edizioni)
*Per ottenere una verità qualunque sul mio conto, bisogna che la ricavi tramite l' altro. L'altro è indispensabile alla mia esistenza, così come alla conoscenza che io ho di me. (da ''L'esistenzialismo è un umanismo'', 1946)
*Qualche ora o qualche anno di attesa [della morte] è lo stesso, quando si è perduta l'illusione di essere eterno. (da ''il muro'')
*Quando [[Dio]] tace, gli si può far dire quello che si vuole. (da ''Il diavolo e il buon Dio'')
*Tu usi la filosofia come alibi per abdicare all'impegno" Mio caro [[Maurice Merleau-Ponty|Merleau]], [...] Tu hai criticato la mia posizione direttamente e indirettamente, sia conversando con me che pubblicamente. Io, da parte mia, mi sono limitato a difendermi. Come se la tua posizione fosse giusta, ed io invece dovessi giustificarmi di non condividerla. Perché l'ho fatto? Perché sono così: detesto mettere sotto accusa, foss'anche per difendermi, le persone che amo. (citato in ''Merleau Ponty e Le lettere del divorzio'', ''Corriere della sera'', 28 gennaio 1997)
 
*Nessuna donna ha avuto dalla sorte il suo Dio per lei sola. Un Dio piccolo che si può prendere nelle braccia e coprire di baci, un Dio caldo che sorride e respira, un Dio che si può toccare e che vive. Ed è in quei momenti che dipingerei [[Maria]], se fossi pittore, e cercherei di rendere l'espressione di tenera audacia e di timidezza con cui protende il dito per toccare la dolce piccola pelle di questo bambino-Dio di cui sente sulle ginocchia il peso tiepido e che le sorride.
*Ora l'angelo sta davanti a [[Maria]] e Maria è impenetrabile e cupa come una foresta di notte e la buona novella si è perduta in lei come un viaggiatore si perde nei boschi. E Maria è piena di uccelli e del lungo stormire delle fronde. E mille pensieri senza parola si destano in lei, pensieri pesanti di madri che accettano il dolore.
*Sono [[Cecità|cieco]], per caso, ma prima di perdere la vista, ho guardato più di mille volte le immagini che contemplerete.
 
==''Il diavolo e il buon Dio''==
*[[Dio]] è il Silenzio, Dio è l'Assenza, Dio è la Solitudine degli uomini. (da ''Il diavolo e il buon Dio'', 1951)
*Quando i ricchi si fanno la guerra, sono i poveri a morire.<ref>Cfr. (da[[Louis ''IlBlanc]]: diavolo«È ecoi ilpoveri buonche Dio'',i 1951)ricchi fanno la guerra».</ref>
*La mia testa è un sabba e tu ne sei tutte le streghe. (da ''Il diavolo e il buon Dio'', 1951)
*Quando [[Dio]] tace, gli si può far dire quello che si vuole. (da ''Il diavolo e il buon Dio'')
 
==''La morte nell'anima''==