Differenze tra le versioni di "Jean-Paul Sartre"

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(Ordine alfabetico, aggiunto incipit)
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*Un [[uomo]] è insieme giudice e parte in causa della sua realtà, e si ignora nella misura stessa in cui [[Conoscere se stessi|si conosce]]. Tutto ciò presuppone un tipo di verità approssimativa, che è la verità propriamente filosofica, e cioè lo sforzo che fa l'uomo per scoprire se stesso e per eliminare quanto c'è di troppo umano in ogni frase che dice sul suo conto.
{{NDR|''Incontro con Jean Paul Sartre: i poteri dell'intellettuale'' (1966), Rai Storia, 21 giugno 2011}}
 
===Senza fonte===
{{senza fonte}}
*Anche il povero ha una precisa funzione nella vita sociale: permettere al ricco l'esercizio della generosità.
:Il povero non sa che la sua funzione nella vita è permetterci l'esercizio della generosità.
*A quel tempo, una famiglia raffinata doveva sempre includere almeno un bambino delicato. Io ero un soggetto perfetto perché avevo brevemente considerato di morire alla nascita.
*È vero che non sei responsabile di quello che sei, ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei.
*Ero un bambino, cioè uno di quei mostri che gli adulti fabbricano con i loro rimpianti.
*Gli uomini divorziati che si risposano sono dei delinquenti passionali recidivi.
*Il fascismo non è definito dal numero delle sue vittime, ma dal modo con cui le uccide.
*Il gioco del calcio è una metafora della vita.
*Il male è il prodotto dell'abilità degli uomini di rendere astratto ciò che è concreto.
*Il [[mondo]] è iniquità: se lo accetti sei complice, se lo cambi sei carnefice.
*Il mondo può benissimo fare a meno della letteratura. Ma ancor di più può fare a meno dell'uomo.
*Il più vile degli assassini è quello che ha del rimorso.
*In realtà, la gente legge perché vuole scrivere. Ad ogni modo, la lettura è come riscrivere.
*In Urss la libertà di critica è totale.
*La [[giovinezza]] non consiste nel cambiare continuamente opinioni e nella mutevolezza dei sentimenti, ma nel provare quotidianamente, a contatto con la vita, la forza e la tenacia di quelle idee e di quei sentimenti.
*La rivoluzione non è questione di merito, ma di efficacia, e non v'è cielo. C'è del lavoro da fare, ecco tutto.
*L'uomo è in primo luogo ciò che si slancia verso un avvenire e ciò che ha coscienza di progettarsi verso l'avvenire.
*L'uomo non è la somma di ciò che ha, ma la totalità di quello che non ha ancora, tra quello che potrebbe avere.
*Mangiare è possedere per mezzo della distruzione.
*Nutro per la borghesia un odio che finirà solo con me.
*Odio le vittime che rispettano i loro giustizieri.
*Quando non si fa nulla, ci si crede responsabili di tutto.
*Quelli che mi vedono, raramente si fidano della mia parola: devo aver l'aria di uno troppo intelligente per mantenerla.
*Un americano è un ebreo o un antisemita, a meno che non sia entrambi.
 
==''Bariona o il figlio del tuono''==
*Ora l'angelo sta davanti a [[Maria]] e Maria è impenetrabile e cupa come una foresta di notte e la buona novella si è perduta in lei come un viaggiatore si perde nei boschi. E Maria è piena di uccelli e del lungo stormire delle fronde. E mille pensieri senza parola si destano in lei, pensieri pesanti di madri che accettano il dolore.
*Sono cieco, per caso, ma prima di perdere la vista, ho guardato più di mille volte le immagini che contemplerete.
 
==[[Explicit]] di ''Il muro''==
Un orologio suonò mezzogiorno: Luciano si alzò. La metamorfosi era compiuta: in quel caffè, un'ora prima, era entrato un adolescente grazioso ed incerto; un uomo ne usciva, un capo tra i francesi. Luciano mosse alcuni passi nella luce gloriosa d'un mattino di Francia. All'angolo della strada delle scuole col boulevard Saint-Michael si avvicinò a una cartoleria e si guardò nello specchio: avrebbe voluto ritrovare sul suo viso l'aria impermeabile che ammirava su quello di Lemordant. Ma lo specchio non gli rimandò che un grazioso visetto ostinato che ancora non era abbastanza terribile. "Mi lascerò crescere i baffi" decise.
 
==''La morte nell'anima''==
In Alsazia, verso il 1850, un maestro di scuola carico di figli lasciò di propria volontà l'insegnamento per diventare droghiere.<br>
{{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}}
 
==[[Explicit]] dide ''Il muro''==
Un orologio suonò mezzogiorno: Luciano si alzò. La metamorfosi era compiuta: in quel caffè, un'ora prima, era entrato un adolescente grazioso ed incerto; un uomo ne usciva, un capo tra i francesi. Luciano mosse alcuni passi nella luce gloriosa d'un mattino di Francia. All'angolo della strada delle scuole col boulevard Saint-Michael si avvicinò a una cartoleria e si guardò nello specchio: avrebbe voluto ritrovare sul suo viso l'aria impermeabile che ammirava su quello di Lemordant. Ma lo specchio non gli rimandò che un grazioso visetto ostinato che ancora non era abbastanza terribile. "Mi lascerò crescere i baffi" decise.
 
==Citazioni su Jean-Paul Sartre==
*Jean-Paul Sartre, ''Bariona, o il figlio del tuono : racconto di Natale per cristiani e non credenti'', traduzione di Marco Antonio Aimo, Marinotti, 2003.
*Jean-Paul Sartre, ''La nausea'', traduzione di Bruno Fonzi, La biblioteca di Repubblica, 2003.
*Jean-Paul Sartre, ''L' esistenzialismo è un umanismo'', traduzione di G. Mursia Re, Mursia, 1990.
*Jean-Paul Sartre, ''La morte nell'anima'', traduzione di Giorgio Monicelli, introduzione di Paolo Caruso, Oscar Mondadori, 1971.
 
==Voci correlate==
*[[Simone de Beauvoir]]
 
== Altri progetti==
{{interprogetto|w|commonscat}}
===Opere===
{{Pedia|La nausea||(1938)}}
{{Pedia|Il muro (raccolta di racconti)|''Il muro''|(1939)}}
 
[[Categoria:Filosofi francesi|Sartre, Jean-Paul]]