August Strindberg: differenze tra le versioni

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*...forse potrebbe nascere una nuova arte drammatica e il teatro potrebbe tornare almeno ad essere un'istituzione per la ricreazione delle persone colte. Aspettando un siffatto teatro potremo ben scrivere per il cassetto e preparare il repertorio futuro. Io ho fatto un tentativo! Se non è riuscito, ci sarà abbastanza tempo per farne altri! (dalla prefazione a ''La signorina Julie'')<ref name= Codignola/>
 
==''LaGli signorinaisolani Juliedi Hemsö''==
===[[Incipit]]===
*'''Jean''': C'è una differenza tra di noi.<br>'''Julie''': Perché tu sei un uomo e io una donna? Che differenza c'è?<br>'''Jean''': La differenza, tra un uomo e una donna. (1982)
''Carlsson va a servizio e dà prova s'essere un volpone''.<br>Arrivò come un acquazzone una [[sera]] d'[[aprile]], con una boccia di Höganäs a tracolla. Clara e lotta erano venute a prenderlo con la barca da pesca all'approdo di Dalarö, ma ci volle un secolo prima che tutti fossero in barca. Dovevano passare dal bottegaio per una botte di catrame, dalla farmacia per l'unguento grigio del maiale, e poi alla posta per un francobollo; e poi giù alla svolta a lasciare il gallo a Fia Lövström in cambio di mezza libbra di refe per riparare i tramagli, e ora s'erano arenate alla locanda, dove Carlsson offriva il caffè e biscotti.
*Amavo mio padre, ma presi le parti di mia madre, perché non conoscevo le circostanze. Avevo appreso da lei a odiare e diffidare degli uomini – lei odiava gli uomini. Ed io giurai che non sarei mai stata schiava di nessun uomo. ('''Julie''') (1982)
 
*Ce ne sono ancora di barriere, fra noi, finché resteremo in questa casa – c'è il passato, c'è il conte – e non ho mai trovato nessuno che rispetti quanto lui – mi basta vedere i suoi guanti su una sedia e mi sento piccolo – mi basta sentire il campanello di sopra, e do uno scarto come un cavallo che prende paura – e adesso che vedo i suoi stivali, lì, rigidi e fieri, sento la schiena che s'incurva! ('''Jean''') (1982)
===Citazioni===
*Ma per me ho sempre avuto abbastanza rispetto da--- [...] -da non abbassarmi sotto la mia condizione! Provati a dire che la cuoca del conte è andata collo stalliere o col garzone dei maiali! Provati! ('''Kristin''') (1982)
*[...] chi va all'altro mondo è un santo e chi si sposa è un diavolo. (p. 101)
*[...] pialla male sul legno stagionato, chi è avvezzo a quello fresco. (p. 109)
 
==''Il sogno''==
*Cos'è la [[poesia]]?<br>Non è la realtà, ma più della realtà... Non è un sogno, ma sognare da svegli... {{NDR|Dialogo fra il poeta e la figlia}}
 
==[[Incipit]] de ''Gli isolaniLa disala Hemsörossa''==
Maggio era appena cominciato e il piccolo giardino pubblico, su al Mosebacke, non era stato ancora riaperto dopo la chiusura invernale. Ma i bucaneve, che erano riusciti a emergere dallo strato di foglie morte dell'anno precedente, stavano già per lasciare il posto ai delicati fiori di croco, e i lillà aspettavano solo il vento del sud per rifiorire.<br>
===[[Incipit]]===
{{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}}
''Carlsson va a servizio e dà prova s'essere un volpone''.<br>Arrivò come un acquazzone una [[sera]] d'[[aprile]], con una boccia di Höganäs a tracolla. Clara e lotta erano venute a prenderlo con la barca da pesca all'approdo di Dalarö, ma ci volle un secolo prima che tutti fossero in barca. Dovevano passare dal bottegaio per una botte di catrame, dalla farmacia per l'unguento grigio del maiale, e poi alla posta per un francobollo; e poi giù alla svolta a lasciare il gallo a Fia Lövström in cambio di mezza libbra di refe per riparare i tramagli, e ora s'erano arenate alla locanda, dove Carlsson offriva il caffè e biscotti.
 
==''La signorina Julie''==
===Citazioni===
*'''Jean''': C'è una differenza tra di noi.<br>'''Julie''': Perché tu sei un uomo e io una donna? Che differenza c'è?<br>'''Jean''': La differenza, tra un uomo e una donna. (1982)
*[...] chi va all'altro mondo è un santo e chi si sposa è un diavolo. (p. 101)
*Amavo mio padre, ma presi le parti di mia madre, perché non conoscevo le circostanze. Avevo appreso da lei a odiare e diffidare degli uomini – lei odiava gli uomini. Ed io giurai che non sarei mai stata schiava di nessun uomo. ('''Julie''') (1982)
*[...] pialla male sul legno stagionato, chi è avvezzo a quello fresco. (p. 109)
*Ce ne sono ancora di barriere, fra noi, finché resteremo in questa casa – c'è il passato, c'è il conte – e non ho mai trovato nessuno che rispetti quanto lui – mi basta vedere i suoi guanti su una sedia e mi sento piccolo – mi basta sentire il campanello di sopra, e do uno scarto come un cavallo che prende paura – e adesso che vedo i suoi stivali, lì, rigidi e fieri, sento la schiena che s'incurva! ('''Jean''') (1982)
*Ma per me ho sempre avuto abbastanza rispetto da--- [...] -da non abbassarmi sotto la mia condizione! Provati a dire che la cuoca del conte è andata collo stalliere o col garzone dei maiali! Provati! ('''Kristin''') (1982)
 
== Note ==
<references />
 
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