Differenze tra le versioni di "Denis Diderot"

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==Citazioni di Denis Diderot==
*Andiamo, amico, diamoci un po' meno d'importanza. Noi siamo nella natura, un momento ci stiamo bene, un momento male: credetemi, coloro che lodano la natura per aver tappezzato a primavera la terra di verde, un colore amico dei nostri occhi, sono degli impertinenti che dimenticano che questa stessa natura, di cui vogliono trovare ovunque la benevolenza, stende d'inverno una grande coltre bianca che ferisce i nostri occhi, ci dà il capogiro e ci espone a morire congelati. La natura è bella e buona quando ci è propizia, brutta e cattiva quando ci affligge. Sovente è ai nostri stessi sforzi ch'essa deve almeno una parte del suo fascino... (dal<ref>Dal ''Salon de 1767'').</ref>
*C'è chi muore oscuro perché non ha avuto un diverso teatro. (da<ref>Da ''Les deux amis de Bourbonne'').</ref>
:''Tel meurt obscur, à qui il n'a manqué qu'un autre théâtre''.
*{{NDR|Sulla [[Russia]]}} Colosso dai piedi di creta. (citato<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, ppp. 337-338).</ref>
:''C'est un colosse aux pieds d'argile''.
*Dall'elefante alla pulce, e dalla pulce alla molecola sensibile e vivente, che costituisce l'origine di ogni cosa, non c'è un punto in tutta la [[natura]] che non soffra o non goda. (da<ref>Da ''Oeuvres philosophiques''; citato in Barbara De Mori, ''Che cos'è la bioetica animale'', Carocci, Roma, 2007, p. 7). ISBN 978-88-430-4079-7</ref>
*Diffidate di chi viene a mettere ordine. (citato<ref>Citato in Tommaso Giartosio, ''Perché non possiamo non dirci'', Feltrinelli, 2004, p. 73).</ref>
*È facile criticare giustamente; e difficile eseguire anche mediocremente. (da<ref>Da ''Discours sur la poésie dramatique'').</ref>
:''Il est facile de critiquer juste; et difficile d'exécuter médiocrement''.
*Finché le cose rimangono esclusivamente nel nostro intelletto, sono nostre opinioni, sono nozioni che possono esser vere o false, accettate o contraddette. Esse acquisiscono consistenza soltanto legandosi agli enti esterni. Questo legame si realizza attraverso una serie ininterrotta di esperienze, oppure attraverso una catena ininterrotta di ragionamenti, la quale dipende in parte dall'osservazione e in parte dall'esperienza. (da<ref>Da ''Interpretazione della natura, § 7'', 1753).</ref>
*Il [[bontà|buono]] vive in società, il [[male|malvagio]] da solo. (citato<ref>Citato in [[Indro Montanelli]] e [[Roberto Gervaso]], ''L'Italia del Settecento'', Rizzoli, 1971).</ref>
*La cosa peggiore è la posizione stentata in cui ci tiene il [[bisogno]]; l'uomo bisognoso non cammina normalmente; egli salta, striscia, si contorce, si trascina, passa la vita ad assumere e a eseguire delle posizioni. (da<ref>Da ''Il Nipote di Rameau'').</ref>
*Nessun uomo ha avuto dalla natura il diritto di comandare sugli altri. La libertà è un dono del cielo e ogni individuo della stessa specie ha il diritto di fruirne non appena è dotato di ragione. [...] Il potere acquistato con la violenza è mera usurpazione e dura solo finché la forza di chi comanda prevale su quella di coloro che obbediscono; sicché, se questi ultimi diventano a loro volta i più forti e si scrollano di dosso il giogo, lo fanno con altrettanto diritto e giustizia di chi l'aveva loro imposto. La stessa legge che ha fondato l'autorità la distrugge; è la legge del più forte. (da<ref>Da ''Il pensiero politico dell'illuminismo'', a cura di E. Tortarolo).</ref>
*Quando si [[credere|crede]] troppo, si rischia tanto quanto si crede troppo poco. (citato<ref>Citato in [[Karlheinz Deschner]], ''Sopra di noi... niente'', Ariele, 2008).</ref>
*Quasi sempre ciò che nuoce alla bellezza morale raddoppia la bellezza poetica. Con la virtù si fanno soltanto quadri tranquilli e freddi; sono la passione e il vizio quelli che animano le composizioni del pittore, del poeta, del musicista. (da<ref>Da ''Lettera a Sophie Volland'').</ref>
*Se la ragione ci è stata donata dal Cielo, proprio come la fede, allora il Cielo ci ha offerto due doni incompatibili e contraddittorî. (dall<ref>Dall'''Aggiunta ai Pensieri filosofici'', 1762).</ref>
*Se un misantropo si fosse proposto di fare l'infelicità del genere umano, che avrebbe potuto inventare di meglio che la credenza in un essere incomprensibile, sul quale gli uomini non avrebbero potuto mai mettersi d'accordo e al quale avrebbero attribuito maggior importanza che alla loro stessa vita? (da<ref>Da ''L'uomo e la morale'', a cura di V. Barba, Editore Edizioni Studio Tesi, 1991, p. 88)<ref>[http://books.google.it/books?id=yKAp3P-b9fsC&dq=se+un+misantropo+infelicit%C3%A0+diderot&q=misantropo#v=onepage&q=&f=false Visibile su ''Google Books''88].</ref>
*{{NDR|Su [[Ipazia]]}} Tutte le conoscenze accessibili allo spirito umano, riunite in questa donna dall'eloquenza incantatrice, ne fecero un fenomeno sorprendente, e non dico tanto per il popolo, che si meraviglia di tutto, quanto per i filosofi stessi, che è difficile stupire.<ref>Dall'''Encyclopédie''; citato in [[Silvia Ronchey]], ''Ipazia: La vera storia'', Rizzoli, Milano, 2010, p. 19. ISBN 978-88-17-04565-0</ref>
*Un'ipotesi non è un fatto. (da<ref>Da ''Dell'interpretazione della natura'').</ref>
*[...] valorosi americani, che hanno preferito vedere oltraggiare le loro donne, trucidare i loro figli, distruggere le loro case, devastare i loro campi, incendiare le loro città, e che hanno preferito versare il loro sangue e morire, piuttosto di perdere la minima parte della loro libertà. (<ref>1987, lib. II, 5 74, pp. 327-28; citato in Losurdo 2005, p. 133).</ref>
 
==''Pensieri filosofici''==
* Il pensiero della non [[Problema dell'esistenza di Dio|esistenza di Dio]] non ha mai spaventato nessuno, ma è terrorizzante invece pensare che ne esista uno come quello che mi hanno descritto.
* Il Dio dei [[Cristianesimo|Cristiani]] è un dio che fa molto caso dei suoi pomi e poco dei suoi figli.
* Che cosa è questo [[Dio]] che fa morire Dio per placare Dio?
*Conto su pochi lettori e ambisco a poche approvazioni. Se questi pensieri non piaceranno a nessuno non potranno che essere cattivi, ma se dovessero piacere a tutti, li troverei detestabili". (Pensieri filosofici, 1746)
 
==[[Incipit]] di ''La religiosa''==
 
==Bibliografia==
*Denis Diderot, ''[http://www.liberliber.it/libri/d/diderot/index.htm La religiosa]'', traduzione originale di Antonio Di Giorgio da "La Religieuse", Bookking International, Classiques Francais, Parigi, 1993. ([http://www.liberliber.it www.liberliber.it])
*Denis Diderot, ''Saggio sui regni di Claudio e di Nerone e sui costumi e gli scritti di Sene­ca'' (1782), traduzione di Secondo Carpanetto, Luciano Guerci, Sellerio, Palermo, 1987.
*Domenico Losurdo, ''Controstoria del liberalismo'', Laterza, 2005.