Vijñānabhairava Tantra: differenze tra le versioni

+ Vol. V
(+ Vol. V)
[[File:WLA lacma Shivas Family mid-10th century.jpg|thumb|ShivaŚiva e ParvatiPārvatī, bassorilievo del X secolo]]
'''''Vijñānabhairava Tantra''''', testo sacro dello shivaismo kashmiro.
 
*34. Proiettata la [[mente]] dentro il cranio, stando immobile con gli occhi chiusi, grazie a un'intensa applicazione mentale si discerne gradualmente la meta suprema. (XI; 2002)
:''A occhi chiusi, osserva il tuo essere interiore nei dettagli. In questo modo vedi la tua vera natura.'' (s. 6; ''I segreti della trasformazione'')
*47. Colui che, nel corpo, pensi l'epidermide come un muro di cinta, meditando come nulla vi sia dentro di esso, gode del piano che trascende il meditabile. (XXIV; 2002)
:''Supponi che la tua forma passiva sia una stanza vuota con pareti di pelle – vuota.'' (s. 18; ''I segreti del risveglio'')
*57. Lo yogin mediti come questo tutto, o grande Dea, sia diventato [[vuoto]]. La sua mente si dissolverà allora in esso ed egli godrà, di conseguenza, della dissoluzione della mente. (XXXIV; 2002)
*70. Allo sperimentare una grande [[gioia]] o alla vista di un amico dopo lungo tempo, meditando sulla beatitudine sorta, ecco che [lo yogin], immerso con la mente in essa, in essa si dissolve. (XLVII; 2002)
*101. [Lo [[yoga|yogin]]<nowiki>]</nowiki> non deve immergere la mente nel dolore, non immergerla nella gioia, o Bhairavī, ma deve bensì arrivare a conoscere quella [[realtà]] che rimane nel mezzo. (LXXVIII; 2002)
:''O amata non porre l'attenzione né sul piacere né sul dolore, ma in mezzo a questi.'' (s. 12, ''I segreti del tantra'')
*104. La [[coscienza]] di una realtà percepibile e di un soggetto percettore è comune ugualmente a tutte le creature. Gli yogin si diversificano però in questo, che pongono attenzione alla relazione [che intercorre tra essi]. (LXXXI; 2002)
:''La valutazione degli oggetti e dei soggetti è uguale in una persona illuminata e in una non illuminata. La prima ha solo una cosa che lo rende grande: resta nella dimensione soggettiva, senza perdersi nelle cose.'' (s. 9; ''I segreti del risveglio'')
*109. In virtù di una subitanea caduta a terra, dopo un continuo girare intorno col corpo, si invera, arrestata la potenza di perturbazione, lo stato supremo. (LXXXVI; 2002)
*133. Non vi è per me legame, non vi è liberazione, i quali sono spauracchi per chi ha paura: tutto ciò non è che un'immagine riflessa nella mente come quella del sole nell'acqua. (CIX; 2002)
*138. Chi è congiunto anche con uno solo di essi diventa Bhairava spontaneamente, agisce con la sola parola, è autore di offuscamento e di grazia. (2002)
*145. L'[[adorazione]] non si fa con i fiori, ecc. La vera adorazione è un saldo pensiero rivolto al grande etere indifferenziato, un dissolversi intensamente in esso. (2002)
*162. Così detto, gioiosa, la Dea si attaccò al collo di Śiva. (169; 2002)
 
==Citazioni sul ''Vijñānabhairava''==
 
==Bibliografia==
*[[Osho Rajneesh]], ''Il libro dei segreti'' (''The book of the secrets'', vol. I), traduzione di Tea Pecunia Bassani e Swami Anand Videha, BombianiBompiani, 2008.
*Osho Rajneesh, ''I segreti della trasformazione'' (''The book of the secrets'', vol. II), traduzione di Gagan Daniele Pietrini e Swami Anand Videha, Bompiani, 2007.
*Osho Rajneesh, ''I segreti del tantra'' (''The book of the secrets'', vol. III), traduzione di Gagan Daniele Pietrini, a cura di Swami Anand Videha, Bompiani, 2008.
*Osho Rajneesh, ''I segreti della gioia'' (''The book of the secrets'', vol. IV), traduzione di Gagan Daniele Pietrini, a cura di Swami Anand Videha, Bompiani, 2008.
*Osho Rajneesh, ''I segreti del risveglio'' (''The book of the secrets'', vol. V), traduzione di Gagan Daniele Pietrini, a cura di Swami Anand Videha, Bompiani, 2008.
*''Vijñābhairava'', traduzione e commento di Attilia Sironi, introduzione di Raniero Gnoli, Adelphi, 2002.
 
28 514

contributi