Differenze tra le versioni di "Publio Virgilio Marone"

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*La divinità si compiace del numero dispari. (VIII, 75)
:''Numero deus impare gaudet''.
*Coglieranno le tue frutta i nepoti. (IX, 50)
:''Carpent tua poma nepotes''.
 
==''Eneide''==
*Di tanto momento era il fondare il popolo di Roma. (I, 33)
:''Tantae molis erat Romanam condere gentem''.
*Appariscono pochi che nuotano nell'ampio gorgo. (I, 118)
:(Adparent) ''Rari nantes in gurgite vasto''.
*Le [[armi]] sono al servizio del furore. (I, 150)
:''Furor arma ministrat''.
*Inorridisco nel raccontare. (II, 204)
:''Horresco referens''.
*Quanto mutato da quello. (II, 274)
:''Quantum mutatus ab illo''.
*Già ardono le vicine case di Ucalegonte. (II, 311-312)
:''Jam proxumus ardet | Ucalegon''.
*La sola [[speranza]] per i [[sconfitta|vinti]] è non sperare in alcuna [[salute|salvezza]]. (II, 354)
:''Una salus victis nullam sperare salutem.''
*Arma imbelle senza forza. (II, 544)
:''Telumque imbelle sine ictu''.
*Restai stupefatto, i capelli mi si drizzarono in testa, e la voce rimase soffocata in gola. (II, 774. Ripetuto in III, 48)
:''Obstupui, steteruntque comae, et vox faucibus haesit''-
*Resti tale cura ai nostri nipoti. (III, 505)
:''Maneat nostros ea cura nepotes''.
*{{NDR|Su Polifemo}} Orribile mostro. (III, 658)
:''Monstrum horrendum''.
*''Giace de la Sicania al golfo avanti | un'isoletta che a Plemmirio ondoso | è posta incontro, e dagli antichi è detta | per nome [[Siracusa|Ortigia]]. A quest'isola è fama | che per vie sotto al mare il greco Alfeo | vien da Dòride intatto, infin d'Arcadia | per bocca d'Aretusa a mescolarsi | con l'onde di [[Sicilia]].'' ({{Source|Eneide/Libro terzo|1093|III, 1093-1100}})
*Conosco i segni dell'antica fiamma<ref>Traduzione di [[Annibal Caro]]; con queste parole Didone confessa alla sorella il suo amore per Enea.</ref>. (IV, 23)
*Il [[lavoro]] è tenue, ma darà non tenue gloria. (IV, 6)
:''In tenui labor, at tenuis non gloria''.
*Se si può confrontare con sì grandi cose queste così piccole. (IV, 176)
:''Si parva licet componere magnis''.
*Finché il re è sano e salvo, tutte (le api) la pensano in egual maniera, ma, perduto il re, il patto è infranto. (IV, 212)
:''Rege incolumi mens omnibus una est; amisso rupere fidem.''
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