Differenze tra le versioni di "David Hume"

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*Quale particolare privilegio ha questa piccola agitazione del cervello che chiamiamo [[pensiero]], perché debba essere presa a modello dell'intero universo? La nostra parzialità verso noi stessi ce lo pone di fronte in ogni occasione. Ma una sana filosofia dovrebbe guardarsi scrupolosamente da un'illusione così naturale. (da ''Dialoghi sulla religione naturale'')
*Se disporre della [[vita]] umana fosse una prerogativa peculiare dell'Onnipotente, allora per gli uomini sarebbe ugualmente criminoso salvare o preservare la vita. Se cerco di scansare un sasso che mi cade sulla testa, disturbo il corso della natura, prolungando la mia vita oltre il periodo che, in base alle leggi generali della materia e del moto, le era assegnato. Se la mia vita non fosse del tutto mia, sarebbe delittuoso sia porla in pericolo sia disporne! (da ''Sul [[suicidio]]'', in ''Opere'', a cura di E. Lecaldano, Laterza, Roma-Bari, 1987, vol. III)
*Se dobbiamo essere sempre in preda ad errori e illusioni, preferiamo che siano almeno naturali e piacevoli (citato in: Giovanni Reale, Dario Antiseri, ''Il pensiero occidentale dalle origini ad oggi, 2, Dall'Umanesimo a Kant'', 2. ed., Brescia, La Scuola, 1983, p. 414).
*Supponete ancora che parecchie società distinte mantengano dei rapporti per il vantaggio e l'utilità che essi potrebbero reciprocamente derivare; i confini della giustizia si allargherebbero ancora, in proporzione alla larghezza delle vedute umane ed alla forza delle connessioni reciproche. La storia, l'esperienza, la ragione ci istruiscono abbastanza su questo naturale progresso dei sentimenti umani e sul graduale allargarsi della nostra considerazione per la giustizia, in proporzione alla conoscenza che acquistiamo dell'ampia utilità di questa virtù. (da ''Ricerca sui principi della morale'', pp. 41-13)
 
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