Differenze tra le versioni di "Eve Ensler"

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* Credo che ciò che non si dice non venga visto, riconosciuto e ricordato. Ciò che non diciamo diventa un segreto, e i segreti spesso creano vergogna, paura e miti. (p. 15)
* Fa paura pronunciare questa parola. "[[Vagina]]". All'inizio hai l'impressione di sfondare un muro invisibile. "Vagina". Ti senti in colpa, a disagio, come se qualcuno stesse per colpirti. Poi, dopo che l'hai detta per la centesima o la millesima volta, ti viene in mente che è la ''tua'' parola, il ''tuo'' corpo, la ''tua'' parte più essenziale. All'improvviso ti rendi conto che la vergogna e l'imbarazzo che provavi pronunciandola miravano a mettere a tacere il tuo [[desiderio]], a erodere la tua [[ambizione]]. (p. 16)
* La mia vagina è una conchiglia, una tenera conchiglia rosa rotonda, che si apre e si chiude. La mia vagina è un fiore, un tulipano eccentrico, dal centro acuto e profondo, il profumo tenue, i petali delicati ma robusti. (p. 49)
* La mia vagina è una conchiglia, un tulipano e un destino. Arrivo mentre incomincio già a partire. La mia vagina, la mia vagina, io. (p. 54)
* Amare le [[donna|donne]], amare le vagine, conoscerle e toccarle ed avere familiarità con noi stesse, cioè sapere chi siamo e di cosa abbiamo bisogno. Soddisfarci da sole, insegnare ai nostri amanti a soddisfarci, essere presenti nelle nostre vagine, parlarne ad alta voce, parlare della loro fame e solitudine e del loro dolore e senso dell'umorismo, per renderle visibili, in modo che non possano venire impunemente depredate nel buio, in modo che il nostro centro, il nostro punto, il nostro motore, il nostro sogno non sia più staccato, mutilato, paralizzato, rotto, reso invisibile o coperto di vergogna. (p. 109)
* ''Il [[cuore]] è capace di sacrificio. | E così la vagina. | Il cuore è capace di perdonare e riparare. | Può cambiare forma per farci entrare. | Può allargarsi per farci uscire. | E così la vagina. | Può soffrire per noi e tendersi per noi, | morire per noi e sanguinare | e sanguinolenti immetterci | in questo difficile mondo meraviglioso. | E così la vagina. | Io ero lì nella stanza. | Io ricordo.'' (p. 115)
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