Differenze tra le versioni di "Arthur Rimbaud"

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==Lettere==
*Fra due anni, fra un anno forse, sarò a Parigi.<br />– ''Anch'io'', signori del giornale, sarò Parnassiano! – Ho in me qualcosa, non so bene… che vuol salire...– (''a Théodore de Banville''; Charleville, 24 Maggiomaggio 1870)<ref name=OpGran>In ''Opere'', a cura di Diana Grange Fiori, 1992.</ref>
*Caro Signore,<br />quel che lei mi consigliava di non fare, l'ho fatto: sono venuto a Parigi, ho abbandonato la casa materna! Ho combinato questo bello scherzo il 29 Agostoagosto.<br />Arrestato all'arrivo perché non avevo un soldo [...] (''a Georges Izambard''; Parigi, 5 Settembresettembre 1870)<ref name=OpGran/>
*È falso dire: Io [[pensiero|penso]]: si dovrebbe dire io sono pensato. – Scusi il gioco di parole.<br />[[Io|IO]] è un altro. (''a Georges Izambard''; Charleville, 13 Maggiomaggio 1871)<ref name=OpGran/>
:''JE est un autre.''<ref name=OpGran/>
*Chiuso perpetuamente in questa inqualificabile contrada ardennese, senza frequentare un solo uomo, raccolto in un lavoro infame, inetto, ostinato, misterioso, rispondendo col silenzio alle domande, alle apostrofi grossolane e cattive, mostrandomi dignitoso nella mia posizione extra-legale, ho finito col provocare risoluzioni atroci, da parte d'una madre inflessibile quanto settantatré amministrazioni dai berretti di piombo. (''a Paul Demeny''; Charleville, 28 Agostoagosto 1871)<ref name=OpGran/>
*Ho una sete, da far temere la cancrena: i fiumi arduani e belgi, le spelonche, ecco il mio rimpianto. (''a Ernst Delahye''; Parmerda, Giugno 1872)<ref name=OpGran/>
*Ritorna, ritorna, amico mio, caro, unico amico, ritorna. Ti giuro che sarò buono. Se sono stato grossolano con te, era uno scherzo in cui m'incaponivo, me ne pento più di quel che non sia possibile dire. Ritorna, tutto sarà dimenticato. Che disgrazia, che tu abbia dato peso a quello scherzo. Da due giorni non smetto di piangere. (''a [[Paul Verlaine]]''; Londra, 4 Luglioluglio 1873)<ref name=OpGran/>
*Mi annoio molto, sempre; anzi, non ho mai conosciuto nessuno che si annoi quanto me. [...] Costretto a parlare il loro ostrogoto, a mangiare le loro schifose pietanze, a subire i mille fastidi che provengono dalla loro pigrizia, dal loro tradimento, dalla loro stupidità! (''alla famiglia''; Harar, 4 Agostoagosto 1888)<ref name=OpGran/>
 
===''Lettera del Veggente''<ref>Spedita a Paul Demeny il 15 maggio 1871. Questa lettera è considerata fondamentale; ne esiste un'altra detta ugualmente del ''Veggente'', spedita a Georges Izambard due giorni prima, il 13 maggio del 1871.</ref>===
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