Differenze tra le versioni di "Osamu Tezuka"

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*I nuovi [[Lettura|lettori]] hanno mentalità, mode, sentimenti completamente diversi da quelli dei lettori precedenti. Dovrei forse disegnare fumetti seguendo i miei primi lettori nella loro crescita? O dovrei smettere di fare il fumettista?... Più o meno ogni tre anni un fumettista per bambini si trova alle strette. Anch'io, ogni tre anni, vivo una crisi. Quindi mi decido e mi rimetto all'opera per i miei nuovi lettori come se fossero i primi. ...È per questo che ho la certezza che i bei lavori che disegnerò riusciranno a rendere felici i lettori di tutti i tempi.<ref>Da ''Il mio diario manga'', 1966; citato in AA.VV., ''Osamu Tezuka: Una biografia manga'', vol. 3, traduzione di Marta Fogato, Coconino press, Bologna, 2001, p. 26. ISBN 8888063102</ref>
*La [[fantascienza]] e i manga avevano gli stessi lettori... La maggior parte degli scrittori di fantascienza poi aveva fatto qualche esperienza nel fumetto e alcuni ne erano stati addirittura assorbiti del tutto... Non riesco a capire bene perché chi ama la fantascienza ama anche i manga e viceversa. Sono due generi caratterizzati da una satira pungente e nel peggiore dei casi vengono definiti "stravaganti". ...Entrambi sono tesi verso il futuro e quindi contengono avventure romantiche rivolte ai giovani.<ref>Da ''Io fumettista''; citato in AA.VV., ''Osamu Tezuka: Una biografia manga'', vol. 3, traduzione di Marta Fogato, Coconino press, Bologna, 2001, p. 73. ISBN 8888063102</ref>
*Sento che c'è della sensualità... dell'erotismo primario nelle cose che si muovono, come gli animali e gli insetti. Riuscire a infondere il movimento a delle immagini fisse... mi dà la gioia del creatore che soffia la vita in cose che vita non hanno. Anche il movimento deve essere sufficientemente circolare e dolce... in modo da esprimere tutto il suo erotismo. Nel creare cartoni animati ho sempre in mente un ideale, ma... a metà dell'opera finisco per dubitare della giustezza di quanto sto facendo. Quindi ripongo sempre tutte le mie aspettative nell'opera successiva. [...] Spesso dico per scherzo che i fumetti sono la mia vera moglie e che i cartoni animati sono la mia amante. Il fatto che io sia completamente dedito all'animazione, la mia amante... è perché mi permette di esprimere in modo sublime... l'interessante metamorfosi di un corpo che cambia. Per me, il più grande divertimento, non c'è dubbio, sta proprio nel disegnare e dare movimento a dei processi di cambiamento. Ricerco sempre nei miei cartoni questa metamorfosi.<ref>Da ''Intervista all'autore'', in Osamu Tezuka, ''Jumping''; citato in AA.VV., ''Osamu Tezuka: Una biografia manga'', vol. 4, traduzione di Marta Fogato, Coconino press, Bologna, 2001, p. 178. ISBN 8888063188</ref>
*Sono convinto che i [[Fumetto|fumetti]] non debbano solo far ridere. Per questo nelle mie storie trovate lacrime, rabbia, odio, dolore e finali non sempre lieti.<ref>Citato in Helen McCarthy, ''Osamu Tezuka: il dio del manga'', traduzione di Fabio Deotto, Edizioni BD, 2010, quarta di copertina.</ref>
*Tanto tempo fa, molti dei piccoli inferni che si svolgevano nei campi proprio vicino a casa mia mostravano la gioia del vivere, instancabilmente e nonostante tutto.<ref>Da ''Salviamo il pianeta di vetro''; citato in AA.VV., ''Osamu Tezuka: Una biografia manga'', vol. 1, traduzione di Marta Fogato, Coconino press, Bologna, 2000, p. 106. ISBN 888806303X</ref>