Differenze tra le versioni di "Tat'jana L'vovna Tolstaja"

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[[File:T.L.Tolstaya by Repin.jpg|thumb|Tat'jana Tolstaja, in un ritratto del 1893 di [[Il'ja Efimovič Repin.]]]]
'''Tat'jana L'vovna Tolstàja''' coniugata '''Suchotina''' (1864 – 1950), attivista e scrittrice russa, figlia di [[Lev Tolstoj]].
 
*Si discuteva una sera a Jasnaja Poljana della divisione del lavoro. In quel tempo mio padre stava scrivendo il saggio ''[[Lev Tolstoj#Che fare?|Cosa bisogna fare?]]'', opera colma di appassionata rivolta contro lo sfruttamento dei lavoratori da parte della classe privilegiata, che dimostra l'ingiustizia della cosiddetta «divisione del lavoro».<br />«Il lavoro manuale è sempre necessario,» diceva, «mentre il più delle volte il nostro lavoro, scientifico o artistico, non serve che a un cerchio ristretto di persone [...].»<br />Il pittore [[Il'ja Efimovič Repin|Repin]], nostro ospite, l'interruppe:<br />«Permettete Lev Nikolaevič, una mia osservazione personale. [...] Mi capita spesso di vedere operai attaccati ai cavi, che alano parti del battello in costruzione. Un giorno che il pezzo era più pesante del solito, e gli operai sembravano esausti dalla fatica, vidi due di loro staccarsi dal gruppo e saltare sulla trave che stavano trascinando. Con bella voce vigorosa, intonarono un'allegra canzone. La loro energia si comunicò ai compagni che, ritrovate le forze, sentirono meno grave il loro compito.»<br />«E allora?» chiese mio padre, che aveva ascoltato attentamente e aspettava la conclusione.<br />«Ebbene,» disse Repin in modo discreto, «penso che debbano pure esistere coloro che confortano la vita dei lavoratori con la loro arte. Hanno un compito da assolvere. Mi sento uno di loro. Voglio essere fra coloro che cantano.»<br />«Molto bene,» riprese mio padre ridendo. «Il male è che sono in troppi a voler saltare sulla cosa che si sta trascinando e pochi a trascinarla. Il problema è questo!» (pp. 199-200)
*Un nostro amico, Vasilij Maklakov, spirito aperto e colto, parlando dei discepoli di Tolstoj era solito dire: «Coloro che capiscono Tolstoj non l'imitano. Coloro che l'imitano non lo capiscono.»<br />Ho potuto constatare più di una volta l'esattezza di tale riflessione. Fra i numerosi visitatori arrivati da ogni parte del mondo per conoscere mio padre, molti erano tolstoiani soltanto di nome: si limitavano a copiare il comportamento e le maniere del «maestro» senza capire il significato profondo delle sue idee. Quelli che capivano sapevano anche che Tolstoj lasciava ognuno libero di vivere e di risolvere i suoi problemi come credeva. E non cercavano di imitarlo nel comportamento esteriore, che per loro non aveva nessuna importanza.<br />Una volta notai, che coloro che stavano attorno a mio padre, un giovane sconosciuto con un camiciotto russo, pantaloni a sbuffo e grosse scarpe.<br />«Chi è?» domandai.<br />Papà si chinò verso di me e, con la mano davanti alla bocca, mi sussurrò all'orecchio:<br />«È un giovane membro della setta che mi è più estranea e incomprensibile: quella dei [[Tolstoismo|tolstoiani]]. (p. 208)
*{{NDR|Su ''[[Della vita]]''}} Quest'opera grandiosa per semplicità e saggezza riuscì a toccare il cuore di mia madre {{NDR|[[Sof'ja Tolstaja|mia madre]]}}. Lo testimonia la corrispondenza con la sorella: «Sono sola, del tutto sola. Ho scritto tutto il giorno. Ho copiato il lavoro di Lev intitolato ''Della vita e della morte''. Lo sta leggendo in questo momento all'università per l'Associazione di psicologia. Un buon articolo. Un articolo strettamente filosofico, senza tensioni, senza tendenziosità. Mi sembra profondo, ben concepito e tocca la mia coscienza.» Toccava la sua coscienza a tal punto che non si accontentò di copiarlo ma lo tradusse in francese. (pp. 248-249)
*[[Vladimir Čertkov|Čertkov]]... mia sorella Maša e io sentimmo subito di avere trovato in lui un validissimo alleato nel compimento di un nostro particolare compito: la cura dei manoscritti di mio padre. Čertkov procurò un copialettere: così riuscimmo a conservare tutte le lettere di mio padre in due esemplari. Fino a quel momento ci eravamo accontentate di copiare a mano quelle che trattavano argomenti di particolare importanza. Il diario di mio padre veniva copiato e affidato a Čertkov appena scritto. In una parola: Čertkov diventò il sostegno di mio padre. (p. 253)
*Mio padre era solito dire che il disordine dello spirito non è che una forma esasperata di egoismo.<br />Le anomalie psichiche della mamma si manifestarono proprio in quella forma. Lei, che era stata sempre pronta a darsi interamente senza volere nulla per sé, diventò preda di morbose preoccupazioni: Cosa dicevano di lei? Cosa avrebbero detto di lei? Sarebbero arrivati un giorno a ritenerla una Santippe? Qualche motivo per temerlo, l'aveva, perché era circondata da gente che compiangeva suo marito per quanto gli faceva sopportare. (p. 264)
*Era sempre innamorata di qualcuno: altrimenti, il suo cuore era triste e vuoto; e desiderava che l'amore anonimo che percorre il mondo lasciasse i propri fiori ai suoi piedi. ([[Pietro Citati]])
*Ma il grande fantasma amoroso, che occupava la mente di Tat'jana, era il padre. Davanti a lui, era come una timida vergine, pronta a venire immolata. Lo riconosceva lei stessa: «Sì, papà è il più grande rivale di tutti i miei innamorati, e nessuno di loro ha potuto vincerlo». ([[Pietro Citati]])
*Tanja, poveretta, vuole maritarsi a ogni costo; la scelta è per fortuna migliore di quella che poteva essere. E io sono così cattivo, che nel profondo dell'animo non sono d'accordo. ([[Lev Tolstoj]])
 
==Bibliografia==
*[[Lev Tolstoj]] – padre
*[[Sof'ja Tolstaja]] – madre
*[[IlSergej L'javovič Tolstoj|Sergej Tolstoj]] – fratello
*[[Lev LIl'vovičja Tolstoj]] – fratello
*[[Lev L'vovič Tolstoj]] – fratello
*[[Marija L'vovna Tolstaja|Marija Tolstaja]] – sorella
*[[Aleksandra Tolstaja]] – sorella
 
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[[Categoria:Attivisti russi|Tolstaja, Tat'jana L'vovna]]
[[Categoria:Scrittori russi|Tolstaja, Tat'jana L'vovna]]