Vijñānabhairava Tantra: differenze tra le versioni

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===II traduzione===
<poem>Devi chiede:
"''O Shiva, qual è la tua realtà?
Che cos'è questo universo colmo di meraviglia?
Che cosa costituisce il seme?
al di sopra dello spazio e del tempo,
dei nomi e delle descrizioni?
Illumina i miei dubbi!"''</poem>
{{NDR|''Vijñāna Bhairava Tantra''; in Osho Rajneesh, ''Il libro dei segreti'', traduzione di Tea Pecunia Bassani e Swami Anand Videha, Bombiani, 2008}}
 
*14-17. Quella condizione onnicomprensiva, connessa con Bhairava, propria di chi si è identificato con Bhairava, trascendente le rappresentazioni mentali, priva di ogni misura di spazio e di tempo, non specificata da direzioni e indicazioni, impossibile ad esprimersi, ineffabile secondo realtà, essenziata da una esperienza interiore di intima beatitudine, tale la realtà che deve essere conosciuta secondo verità, immacolata, alimentatrice del tutto; e, tale essendo la suprema realtà, chi è l'adorato, chi colui che è soddisfatto e propiziato?<br />Tale condizione di Bhairava, così celebrata, è la Suprema, in forma suprema, chiamata la Suprema Dea. (2002)
*24. In alto il soffio ascendente, in basso il soffio discendente. [Il soggetto che] proferisce [è la stessa] Dea, essenziata di emissione. Nel luogo della duplice nascita, si ha, in ragione dell'onnicomprensione, lo stato onnicomprensivo. (I; 2002)
:''Quando il respiro si volge dal basso verso l'alto, e di nuovo, quando curva dall'alto verso il basso, grazie a questi due punti di svolta, comprendi.'' (s. 2; ''Il libro dei segreti'')
*25. Grazie al non ritorno del soffio vitale dai due eteri, fuori e dentro, si manifesta così, o Bhairavi, il corpo di Bhairava, di Bhairavi. (II; 2002)
:''[[Shiva]] risponde:<br />O radiosa, questa esperienza può affiorare tra due respiri. Dopo che il respiro è entrato e poco prima che risalga, il beneficio.'' (s. 1; ''Il libro dei segreti'')
*34. Proiettata la [[mente]] dentro il cranio, stando immobile con gli occhi chiusi, grazie a un'intensa applicazione mentale si discerne gradualmente la meta suprema. (XI; 2002)
:''A occhi chiusi, osserva il tuo essere interiore nei dettagli. In questo modo vedi la tua vera natura.'' (s. 6; ''I segreti della trasformazione'')
*57. Lo yogin mediti come questo tutto, o grande Dea, sia diventato [[vuoto]]. La sua mente si dissolverà allora in esso ed egli godrà, di conseguenza, della dissoluzione della mente. (XXXIV; 2002)
*70. Allo sperimentare una grande [[gioia]] o alla vista di un amico dopo lungo tempo, meditando sulla beatitudine sorta, ecco che [lo yogin], immerso con la mente in essa, in essa si dissolve. (XLVII; 2002)
*71. Se uno, in occasione del dischiudersi della beatitudine gustativa, manifestata da cibi e bevande, realizza nella meditazione tale stato di pienezza, allora si invera la grande [[beatitudine]]. (XLVIII; 2002)
:''Mangiando o bevendo, diventa il sapore del cibo o della bevanda e siine ricolma.'' (s. 5; ''I segreti del tantra'')
*81. Per colui che mediti, stando su di un seggio, su di un letto, come il proprio corpo sia senza appoggio, allora, estintesi le funzioni mentali, trovano d'un subito estinzione anche le impressioni latenti. (LVIII; 2002)
:''Quando sei sdraiata su un letto o seduta su una sedia, lasciati diventare senza peso, oltre la mente.'' (s. 12; ''Il libro dei segreti'')
*88. In chi recita il fonema A senza bindu e senza visarga, nasce, o Dea, all'improvviso un grande flusso di conoscenza, il Supremo Signore. (LXV; 2002)
*98. Quel principio che ha come qualità la [[coscienza]] è presente indifferentemente in tutti i corpi, sicché colui che mediti come il tutto sia essenziato di esso, diventa vincitore del mondo. (LXXV; 2002)
*101. [Lo yogin] non deve immergere la mente nel dolore, non immergerla nella gioia, o Bhairavī, ma deve bensì arrivare a conoscere quella [[realtà]] che rimane nel mezzo. (LXXVIII; 2002)
:''O amata non porre l'attenzione né sul piacere né sul dolore, ma in mezzo a questi.'' (s. 12, ''I segreti del tantra'')
*109. In virtù di una subitanea caduta a terra, dopo un continuo girare intorno col corpo, si invera, arrestata la potenza di perturbazione, lo stato supremo. (LXXXVI; 2002)
*133. Non vi è per me legame, non vi è liberazione, i quali sono spauracchi per chi ha paura: tutto ciò non è che un'immagine riflessa nella mente come quella del sole nell'acqua. (CIX; 2002)
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