Differenze tra le versioni di "Paul Auster"

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*Nessuno è mai stato me. Può darsi che io sia il primo. (da ''Il libro delle illusioni'' - Einaudi, traduzione a cura di Massimo Bocchiola)
*Basta guardare qualcuno in faccia un po' di più, per avere la sensazione alla fine di guardarti in uno specchio. (da ''Mr Vertigo'' - Einaudi, traduzione a cura di Susanna Basso)
*Per me la più piccola [[parola]] è circondata da acri ed acri di silenzio, e perfino quando riesco a fissare quella parola sulla pagina mi sembra della stessa natura di un miraggio, un granello di dubbio che scintilla nella sabbia. (da ''Leviatano'')
 
==[[Incipit]] di alcune opere==
====''La stanza chiusa''====
Adesso mi sembra che Fanshawe ci sia sempre stato. È lui il luogo dove per me tutto comincia, senza di lui non credo che saprei chi sono. Quando ci siamo incontrati non sapevamo ancora parlare, eravamo lattanti che arrancavano carponi fra l'erba, e a sette anni ci eravamo già punti le dita con uno spillo proclamandoci fratelli di sangue per la vita. Ogni volta che ripenso alla mia infanzia, vedo Fanshawe. Era lui che mi stava vicino, la persona con cui condividevo i miei pensieri e che vedevo appena alzavo gli occhi da me stesso.
 
==Bibliografia==
*Paul Auster - ''Leviatano'' (1995), Guanda, traduzione a cura di Eva Kampmann.
*Paul Auster - ''Leviatano'' (2004), Einaudi, traduzione a cura di Eva Kampmann.
 
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