Differenze tra le versioni di "Michele Valori"

Nessun cambiamento nella dimensione ,  8 anni fa
m
Automa: sistemo automaticamente alcuni degli errori comuni...
m (Automa: Correzione automatica punteggiatura e spazi.)
m (Automa: sistemo automaticamente alcuni degli errori comuni...)
*A Roma sta succedendo un fatto strano. Tutti occupati, tutti presi dai problemi del Piano Regolatore, gli Architetti non parlano più di Architettura e non parlandone e non scrivendone finiscono col non farne. Sembra che si sia rimandato il problema a un momento più calmo. Ma intanto si costruisce lo stesso, e l'edilizia, quella che sanno fare tutti anche i costruttori pizzicagnoli o i costruttori fabbricanti di caramelle, dilaga ovunque.
*Al "Modern of Art" di New York. Molte cose interessanti. Soprattutto interessante il pubblico. Stupore e compresa attenzione di questa folla di gioventù americana per le nostre cose europee. Provo un senso di superiorità. Sono molto contento di essere europeo. [[Picasso]], i tedeschi espressionisti, i futuristi italiani, [[Salvador Dalí|Dalì]], i francesi ultimi, mi sembrano fratelli, amici.
*Alle ore 2 e mezzo appuntamento con [[Ludwig Mies van der Rohe]]. Abita al numero 230 della Ohio Street. Una brutta casa ottecentesca di mattoni color vino e pietra bianca. Leggo con una certa commozione e tenerezza il suo nome sulla lista degli inquilini, insieme a tanti altri. E'È un uomo alto, un po' grasso, zoppica da una gamba, ha gli occhi leggermente strabici. Parla lentamente, arrotando le parole, si sente il tedesco dietro il suo inglese. Ha un'aria stanca, un po' impaurita, ma serena e distaccata. Mi colpisce il suo abbigliamento povero, porta un vestito blu scuro a doppio petto, lustro, una camicia bianca con un colletto informe, scarpe gialle dalla grossa suola e calzini di lana grigi pesante, nonostante il caldo soffocante. Nel taschino il fazzoletto bianco e matite gialle. Parlando si passa ogni tanto la mano destra sui radi capelli, e durante la nostra visita fumerà un sigaro. Non ricordo bene che domande abbiamo fatto e cosa ci ha risposto. Ricordo solo che ha detto ad un certo punto. "Mi piace l'acciaio": L'ha detto con una semplicità ed una naturalezza straordinaria. "I like the steel". E quegli "L" erano così liquidi da fare pensare subito alle pareti trasparenti dei suoi edifici.
*Così i cosiddetti intellettuali impegnati sono sempre più relegati ai margini dei fatti nazionali. Tra poco non conteranno più niente, assolutamente niente. Vedi il caso di [[Nicola Signorello]], segretario della DC romana, che utilizza persone di nessun valore culturale, con ottimi risultati.
*Il1967 si chiude in una situazione incerta. La guerra del Vietnam pesa su tutti, pensieri per la crisi americana che ne consegue. Dissensi gravi nel Mercato Comune. Francia e Italia schierate su opposte posizioni per l'Inghilterra. L'Italia cerca di uscire da una situazione chiusa e particolare per avviare l'Europa unita. Olanda, Belgio e Lussemburgo sono apparentemente d'accordo, ma tiepidi. La Germania non vuole disgustare la Francia. Paris Presse, giornale gollista, ci definisce "il ventre molle d'Europa". Questo ci offende e ci fa un po' ridere. Questa Francia che vive tutta perché l'America l'alleva e fa l'anti-americana è comica e tragica. Francia finita. Italia in cammino. Sarà vero?
69 545

contributi