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{{intestazione|''Fede, cultura, culture: il modello cristologico'', in ''Vita e Pensiero'', 2/2010}}
*La [[fede]] non esiste mai senza [[cultura]].
*Un approccio “teologico”"teologico" non dice soltanto il genere di contenuti che ci si può aspettare di sentire esporre; piuttosto denota la forma del discorso, la prospettiva.
*La [[rivelazione]] è parola ed evento di salvezza che si comunica e si fa conoscere e, nello stesso tempo, grazia che tocca il cuore dell’uomodell'uomo e lo dispone a riconoscere e accogliere il dono di Dio.
*Gesù Cristo offre e comunica la possibilità di credere, sperimentando lui per primo e mostrando come si vive di [[fede]].
*Gesù si presenta come l’originel'origine e il modello della [[fede]].
l’esperienzal'esperienza di Gesù, con il suo carattere originario e fondante, a conferire alla tradizione culturale e religiosa ebraica tutto il valore che noi ora le riconosciamo.
*Per noi l’ebraismol'ebraismo ha un valore inestimabile e una preziosità incomparabile non perché siamo ebrei, ma perché Gesù è un ebreo e noi lo possiamo capire e accogliere pienamente solo se facciamo nostro anche il suo essere ebreo.
*Solo a partire da una sintesi culturalmente compiuta diventa possibile trasmettere e assumere la fede dentro un nuovo contesto culturale.
*L’illusioneL'illusione di radice illuministica, a ondate ritornante, è di poter distillare astoricamente una origine cristiana pura, scevra da ogni contaminazione teologica e quindi culturale.
*La [[Chiesa cattolica|Chiesa]] con la sua storia è una sintesi vivente di fede e cultura universale entro cui convivono armonicamente molteplici sintesi di fede e culture etnicamente e antropologicamente caratterizzate.
 
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