Differenze tra le versioni di "Flannery O'Connor"

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==''Il volto incompiuto''==
*Chiunque sia sopravvissuto alla propria [[infanzia]], possiede informazioni sulla vita per il resto dei propri giorni.
*Il dovere dello [[scrittore]] è contemplare l’esistenzal'esistenza, non dissolversi in essa.
*Il mondo dello scrittore di narrativa è colmo di materia.
*Il tipico problema dello scrittore di racconti è come far sì che l’azionel'azione descritta riveli quanto più possibile del mistero dell’esistenzadell'esistenza.
*Imparare a [[guardare]], infatti, è la base per l’apprendimentol'apprendimento di qualsiasi arte, tranne la musica.
*La caratteristica principale, e più evidente, della narrativa è quella d’affrontared'affrontare la realtà tramite ciò che si può vedere, sentire, odorare, gustare, toccare.
*La [[narrativa]] riguarda tutto ciò che è umano e noi siamo polvere, dunque se disdegnate d’impolverarvid'impolverarvi, non dovreste tentar di scrivere narrativa.
*La stesura di un romanzo degno di questo nome è una sorta di duello personale.
*Lo scrittore di narrativa deve rendersi conto che non è possibile suscitare la compassione con la compassione, l’emozionel'emozione con l’emozionel'emozione, o i pensieri con i pensieri. A tutte queste cose bisogna dare corpo, creare un mondo dotato di peso e di spessore.
*Più a lungo guardate un oggetto e più mondo ci vedrete dentro.
*Più la prospettiva personale è ampia e complessa, più è facile da condensare nella narrazione.
*Se non riuscite a cavare qualcosa da un’esperienzaun'esperienza ridotta, probabilmente non vi riuscirà da un’esperienzaun'esperienza più vasta.
*Un racconto dove mi rivelo completamente sarà un pessimo racconto.
 
 
==Bibliografia==
*Flannery O’ConnorO'Connor, ''Il volto incompiuto'', a cura di Antonio Spadaro, traduzioni di Elena Buia e Andrew Rutt, Bur, 2011
*Flannery O'Connor, ''Sola a pre­sidiare la fortezza. Lettere'', traduzione di Giovanna Granato. Einaudi, 2001.
 
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