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"Il delta di Venere": sistemo così, non mi sembra ortodosso, ma il problema è che non dovrebbero esserci Incipit (problema che già sollevai)
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m ("Il delta di Venere": sistemo così, non mi sembra ortodosso, ma il problema è che non dovrebbero esserci Incipit (problema che già sollevai))
*I [[sogno|sogni]] sono necessari alla vita.
 
==''UnaIl spiadelta nelladi casa dell'amoreVenere''==
====''L'avventuriero ungherese''====
===[[Incipit]]===
====[[Incipit]]====
Lo scopribugie era addormentato quando sentì squillare il telefono.<br>Dapprima credette che fosse la sveglia che gli ordinava di alzarsi, ma poi si risvegliò completamente e si ricordò la sua professione.<br>La voce che udì era rauca, come contraffatta. Non riusciva a capire cosa l'alterasse: se l'alcool, le droghe, l'ansia o la paura.<br>Era la voce di una donna; ma avrebbe potuto essere un'adolescente che imitava una donna, o una donna che imitava un'adolescente.
===Citazioni===
*La [[colpa]] è proprio l'unico fardello che gli esseri umani non possono sopportare da soli. (p. 6)
*Dev'essere necessario un grande [[coraggio]] per donare a molti quel che spesso non si dà che all'amato. (p. 119)
*Ascoltate il linguaggio del futuro. La [[parola]] scomparirà del tutto ed è così che si parleranno gli esseri umani! (p. 133)
===Citazione sull'opera===
*È la 'scoperta dello spazio interiore' di una donna che cerca di abbinare l'amore alla libertà, la fantasia alla sicurezza, l'emancipazione alla femminilità: vere e proprie quadrature del cerchio della vita. ([[Sandra Artom]] in nota di copertina)
 
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Henry & June''===
''PARIGI. OTTOBRE 1931''
 
Mio cugino Eduardo è venuto a Louveciennes ieri.Abbiamo parlato per sei ore. È arrivato alla stessa conclusione a cui sono arrivata anch'io: che ho bisogno di una mente più adulta, di un padre, di un uomo più forte di me, di un amante che sappia guidarmi nell'amore, perché tutto il resto è cosa che si costruisce troppo autonomamente.In me l'impeto a crescere e a vivere intensamente è così potente che non posso resistergli. Voglio lavorare, voglio amare mio marito, ma voglio anche realizzare me stessa.
 
===''Il delta di Venere''===
====''L'avventuriero ungherese''====
Il libero, inafferrabile avventuriero, che saltava da un ramo d'oro all'altro, per poco non cadde in una trappola, una trappola di amore umano, quando una sera incontrò la ballerina brasiliana Anita al teatro Peruviano. I suoi occhi allungati non si chiudevano come quelli delle altre donne, ma come gli occhi delle tigri, dei puma e dei leopardi, con le palpebre che si socchiudevano pigre e lente, e verso il naso sembravano quasi uniti da una sottile sutura, che li faceva sembrare piccoli, e con uno sguardo lascivo e obliquo simile a quello che lascia cadere una donna che non vuol vedere cosa vien fatto al suo corpo.
====Citazioni====
*Il [[vagina|suo sesso]] era come un gigantesco fiore di serra, il più grande che il Barone avesse mai visto, e i peli intorno erano folti e ricciuti, neri come il carbone. E queste labbra le imbellettava come fossero una bocca, in modo elaborato, fino a farle assomigliare a camelie rosso sangue, che, aperte a forza, mostravano il bocciolo interno ancor chiuso, una gemma del fiore più pallida, con la pelle più chiara. (pp. 16-17)
 
====''Matilde''====
====[[Incipit]]====
Matilde era una modista di Parigi appena ventenne quando fu sedotta dal Barone. Nonostante la loro relazione non fosse durata più di due settimane, in quel breve periodo, come per contagio, la ragazza assorbì la concezione della vita dell'amante e il suo modo di risolvere le cose mettendosi gli stivali delle sette leghe. Le era rimasta impressa una cosa che il Barone le aveva detto una sera casualmente: che le donne parigine erano tenute in gran conto in Sud America per la loro esperienza in materie amorose, la loro vivacità e il loro spirito che contrastava con l'atteggiamento di molte mogli sudamericane ancora legate a una tradizione di modestia e di obbedienza, che sminuiva la loro personalità ed era da attribuire, probabilmente, alla riluttanza degli uomini a far delle amanti delle proprie mogli.
 
====''Il collegio''====
====[[Incipit]]====
Questa è una storia vera che avvenne in Brasile molti anni fa, lontano dalle città, dove prevalevano ancora le usanze di un rigoroso cattolicesimo. I ragazzi di buona famiglia venivano mandati in collegi tenuti dai Gesuiti, che conservavano le severe abitudini del medio evo. I ragazzi dormivano su giacigli di legno, si alzavano all'alba, assistevano alla messa senza colazione, si confessavano ogni giorno ed erano costantemente sorvegliati e spiati. L'atmosfera era austera e costrittiva. I monaci consumavano i loro pasti appartati e creavano intorno a sé un'aura di santità. Erano raffinati nei gesti e nei discorsi.
====Citazioni====
*Durante la confessione, il [[prete]] tempestava i ragazzi di domande, e quanto più sembravano innocenti, tanto più a lungo li interrogava nell'oscurità del piccolo confessionale. I ragazzi inginocchiati non riuscivano a vedere il prete seduto all'interno e la sua voce bassa, che giungeva loro attraverso una piccola grata, chiedeva: "Hai mai avuto delle fantasie sessuali? Hai mai pensato alle donne? Hai mai provato a immaginare una donna nuda? Cosa fai a letto di notte? Ti sei mai toccato? Ti sei mai accarezzato? Cosa fai il mattino appena sveglio? Hai un'erezione? Hai mai cercato di guardare gli altri ragazzi mentre si vestono? O in bagno?" (p. 38)
 
====''L'anello''====
====[[Incipit]]====
In Perù è d'uso tra gli indios scambiarsi degli anelli in occasione del fidanzamento. Si tratta di anelli che si passano di padre in figlio e a volte hanno la forma di una catena.<br />Un indio molto bello si innamorò di una donna peruviana di discendenza spagnola, ma la famiglia di lei si opponeva violentemente a questa unione. Si diceva infatti che gli indios erano pigri e degenerati e procreavano figli deboli e instabili, soprattutto quando si univano a persone di sangue spagnolo.
 
====''Maiorca''====
====[[Incipit]]====
Trascorrevo l'estate a Maiorca, a Deya, vicino al monastero dov'erano stati George Sand e Chopin. Il mattino presto salivamo in groppa a degli asinelli e percorrevamo la strada difficile e scoscesa che dalla montagna scendeva al mare. Ci voleva circa un'ora di lento travaglio giù per i sentieri di terra rossa, le rocce, i massi infidi, attraverso gli ulivi d'argento e giù per i villaggi di pescatori, fatti di capanne costruite lungo i fianchi della montagna.
 
====''Artisti e modelle''====
====[[Incipit]]====
Una mattina fui convocato in uno studio del Greenwich Village, dove uno scultore stava incominciando una statuetta. Il suo nome era Millard. Aveva già sbozzato la figura ed era arrivato al punto in cui aveva bisogno di una modella.<br />La statuetta aveva indosso un vestito aderente e il corpo risaltava in ogni linea e curva. Lo scultore mi chiese di svestirmi del tutto, perché altrimenti non poteva lavorare.
====Citazioni====
*"Più vicina, più vicina," risposi.<br>"Voglio insegnarti una cosa," disse Millard. "Lasci che te la insegni?"<br>Mi [[penetrazione sessuale|mise un dito nel sesso]]. "Ora voglio che tu ti contragga intorno al mio dito. Hai un muscolo lì, che può contrarsi e allentarsi intorno al pene. Prova."<br>Provai. Il suo dito era un piacevole tormento. Dato che non lo muoveva, cercai di muovermi io, dentro alla vagina, e sentii il muscolo di cui mi aveva parlato aprirsi e chiudersi, dapprima debolmente, intorno al dito.<br>Millard disse: "Sì, così. Più forte adesso, fallo più forte." (p. 72)
 
====''Lilith''====
====[[Incipit]]====
Lilith era sessualmente fredda e il marito la sospettava, a dispetto di tutte le sue finzioni. Questo fatto portò al seguente episodio.<br />Lilith non usava mai lo zucchero perché non voleva ingrassare, lo sostituiva quindi con un succedaneo: pastigliette bianche che portava sempre con sé nella borsetta. Un giorno le finì e chiese al marito di comprargliene delle altre tornando a casa dall'ufficio. Così lui le portò una boccetta come quella che aveva chiesto, e Lilith mise le sue due pillole nel caffè.
 
====''Marianne''====
====[[Incipit]]====
Mi chiamerò la madame di una casa di prostituzione letteraria, la madame di un gruppo di scrittori affamati che producevano letteratura erotica per venderla a un "collezionista". Io fui la prima a scrivere per lui, e ogni giorno davo il mio lavoro da battere a macchina a una giovane donna.<br />
Questa ragazza, Marianne, era una pittrice, e batteva a macchina la sera per guadagnarsi da vivere.
====Citazioni====
*Il giorno dopo questo episodio, Marianne ripeté la sua genuflessione adorante, e l'estasi alla vista della bellezza del sesso di lui. Di nuovo si inginocchiò e pregò questo strano [[pene|fallo]] che chiedeva solo ammirazione. Di nuovo lo leccò con attenzione, con passione, facendo partire dal sesso scintille di piacere che risalivano lungo il corpo, di nuovo lo baciò, [[fellatio|chiudendolo tra le labbra]] come un frutto meraviglioso, e di nuovo egli tremò. Poi, con suo gran stupore, sentì una gocciolina lattiginosa di una sostanza salata dissolversi nella sua bocca: preannunciava il desiderio e Marianne aumentò la pressione e i movimenti della lingua. (p. 88)
 
====''La donna velata''====
====[[Incipit]]====
George una volta andò in un bar svedese che gli piaceva, e sedette a un tavolo a godersi una serata oziosa. Al tavolo accanto notò una coppia bella e molto raffinata: l'uomo affabile e vestito elegantemente, e la donna tutta in nero, con un velo sul viso splendente e dei gioielli multicolori e brillanti. Gli sorrisero entrambi. I due non si dicevano niente, come due vecchie conoscenze che non hanno bisogno di parlare.
 
====''Elena''====
====[[Incipit]]====
Aspettando il treno per Montreux, Elena guardava la gente sul marciapiede. Ogni viaggio le suscitava la stessa curiosità, la stessa speranza che si prova a teatro prima che si alzi il sipario, la stessa ansiosa aspettativa.<br />Individuò vari uomini coi quali le sarebbe piaciuto parlare, chiedendosi se avrebbero preso il suo stesso treno, o se stavano soltanto salutando altri passeggeri. Aveva delle voglie vaghe, poetiche.
====Citazioni====
*Quando ebbero esaurito la novità della [[pornografia]], trovarono un nuovo regno: quello della gelosia, del terrore, del dubbio, della rabbia, dell'odio, dell'antagonismo, della lotta che gli esseri umani a volte intraprendono contro i legami che li vincolano all'altro. (p. 130)
*Non sapeva che, quando in una donna l'[[erotismo|erotico]] e il tenero si mescolano, danno origine a un legame potente, quasi una fissazione. (p. 136)
*Invece di un solo centro sessuale, il [[corpo]] di Elena sembrava avere milioni di aperture sessuali, ugualmente sensibili, ogni cellula della pelle dotata della sensibilità di una bocca. La carne stessa delle sue braccia si apriva e si contraeva al passaggio della lingua o delle dita di Leila. Elena gemeva, e Leila le mordeva la carne come per strapparle gemiti più forti. La sua [[lingua]] tra le gambe di Elena era come un pugnale, agile e affilato. Quando venne l'[[orgasmo]], fu così vibrante che scosse i loro corpi dalla testa ai piedi. (p. 151)
 
====''Il Basco e Bijou''====
====[[Incipit]]====
Era una notte piovosa, le strade come specchi, a riflettere ogni cosa. Il Basco, con trenta franchi in tasca, si sentiva ricco. La gente aveva incominciato a dirgli che, alla sua maniera ingenua e cruda, era un grande pittore. Non si rendevano conto che copiava dalle cartoline illustrate. Gli avevano dato trenta franchi per il suo ultimo quadro, e questo lo aveva reso euforico, bisognava festeggiare.
====Citazioni====
*Aveva un cazzo capriccioso. Di fronte a una vagina che era come una casella postale, si ribellava. Di fronte a un tubo astringente, si ritraeva. Era un intenditore, un gourmet del piccolo forziere delle donne. (p. 174)
 
====''Pierre''====
====[[Incipit]]====
Da ragazzo, un mattino molto presto, Pierre se ne andò a zonzo lungo l'argine del fiume. Dopo un po' che passeggiava, si fermò vedendo un uomo che cercava di recuperare un corpo nudo dall'acqua e di tirarlo sul pontile di una delle chiatte. Il corpo era impigliato nella catena dell'ancora. Pierre corse ad aiutare l'uomo e insieme riuscirono a tirare il corpo sul pontile.<br />Allora l'uomo disse a Pierre: "Aspetta qui, intanto che vado a chiamare la polizia," e corse via.
====Citazioni====
*La natura stava lavorando a favore dell'umanità di Pierre. L'estate rese languida Martha. L'estate la scoprì. Indossando meno indumenti, la ragazza diveniva sempre più consapevole del suo corpo. La brezza sembrava toccarle la pelle come una mano. Di notte si rigirava nel letto in preda a un'inquietudine che non riusciva a spiegarsi. I capelli sciolti le davano la sensazione che qualcuno glieli avesse sparsi intorno al collo e li accarezzasse. (p. 229)
 
====''Manuel''====
====[[Incipit]]====
Manuel aveva coltivato una forma di piacere del tutto particolare che aveva indotto la sua famiglia a ripudiarlo, ed egli viveva come un bohémien, a Montparnasse. Quando non era ossessionato dalle sue esigenze erotiche, era un astrologo, un cuoco straordinario, un grande conversatore e un eccellente compagno di caffè. Ma non una di queste occupazioni riusciva a distogliere la sua mente dalla sua ossessione. Prima o poi, Manuel doveva aprirsi i pantaloni e mettere in mostra il suo membro piuttosto straordinario.
 
====''Linda''====
====[[Incipit]]====
Linda era in piedi davanti allo specchio e si esaminava criticamente alla luce piena del giorno. Passati i trent'anni, incominciava a preoccuparsi dell'età, benché niente in lei tradisse un declino della bellezza. Era snella e d'aspetto giovanile. Poteva ingannare chiunque, ma non se stessa. Ai suoi occhi, la sua carne stava perdendo un po' della sua fermezza, un po' di quello splendore marmoreo che tante volte aveva ammirato nello specchio.
====Citazioni====
*Era convinto che prima o poi nella vita una donna dovesse essere una [[prostituzione|puttana]]. Pensava che ogni [[donna]], sotto sotto, desiderasse essere una puttana per una volta nella vita e che quest'esperienza le fosse utile. Era il modo migliore per conservare la sensazione di essere femmine. (pp. 255-256)
 
====''Marcel''====
====[[Incipit]]====
Marcel venne sulla chiatta, gli occhi azzurri pieni di sorpresa e di meraviglia, pieni di riflessi, come il fiume. Occhi affamati, avidi, nudi. Sopra lo sguardo innocente, intenso, spuntavano sopracciglia folte, incolte come quelle di un selvaggio. Questo impetuoso disordine era attenuato dalla fronte luminosa e dalla sericità dei capelli. Anche la pelle era fragile, il naso e la bocca vulnerabili, trasparenti, ma le mani da contadino, come le sopracciglia, confermavano ancora la sua forza.
====Citazioni====
*È strano come il carattere di una persona si rifletta nell'[[sesso|atto sessuale]]. Se uno è nervoso, timido, impacciato, pauroso, l'atto sessuale è lo stesso. Se uno è rilassato, l'atto sessuale è gradevole. Il pene di Hans non si affloscia mai, e così lui se la prende comoda, per la sicurezza che gliene deriva. Si installa nel suo piacere, come si installa nel momento presente, per godere con calma, fino all'ultima goccia. (p. 271)
 
==''Una spia nella casa dell'amore''==
===[[Incipit]]===
Lo scopribugie era addormentato quando sentì squillare il telefono.<br>Dapprima credette che fosse la sveglia che gli ordinava di alzarsi, ma poi si risvegliò completamente e si ricordò la sua professione.<br>La voce che udì era rauca, come contraffatta. Non riusciva a capire cosa l'alterasse: se l'alcool, le droghe, l'ansia o la paura.<br>Era la voce di una donna; ma avrebbe potuto essere un'adolescente che imitava una donna, o una donna che imitava un'adolescente.
===Citazioni===
*La [[colpa]] è proprio l'unico fardello che gli esseri umani non possono sopportare da soli. (p. 6)
*Dev'essere necessario un grande [[coraggio]] per donare a molti quel che spesso non si dà che all'amato. (p. 119)
*Ascoltate il linguaggio del futuro. La [[parola]] scomparirà del tutto ed è così che si parleranno gli esseri umani! (p. 133)
===Citazione sull'opera===
*È la 'scoperta dello spazio interiore' di una donna che cerca di abbinare l'amore alla libertà, la fantasia alla sicurezza, l'emancipazione alla femminilità: vere e proprie quadrature del cerchio della vita. ([[Sandra Artom]] in nota di copertina)
 
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Henry & June''===
''PARIGI. OTTOBRE 1931''
 
Mio cugino Eduardo è venuto a Louveciennes ieri.Abbiamo parlato per sei ore. È arrivato alla stessa conclusione a cui sono arrivata anch'io: che ho bisogno di una mente più adulta, di un padre, di un uomo più forte di me, di un amante che sappia guidarmi nell'amore, perché tutto il resto è cosa che si costruisce troppo autonomamente.In me l'impeto a crescere e a vivere intensamente è così potente che non posso resistergli. Voglio lavorare, voglio amare mio marito, ma voglio anche realizzare me stessa.
 
===''Incesto''===
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