Differenze tra le versioni di "James Stewart"

*Dopo aver comandato quei B-29, Jimmy non si sentiva a posto a tornare nel cinema. A metà di ''"La vita è meravigliosa"'', il suo primo film del dopoguerra, mi disse... mi disse che secondo lui fare l'attore non era una cosa dignitosa. Recitare era diventato una cosa sciocca, insignificante, a paragone di quello che aveva visto. Mi disse che pensava di finire il film e poi di smettere. Nel film c'era Lionel Barrymore che pensava che recitare fosse una delle più onorevoli e importanti professioni mai inventate - e te lo cantava chiaro anche. Un giorno mi dice: "E' bravo quel Jimmy Stewart", "eh si" gli rispondo io "ma pensa di smettere". "Sul serio? Perchè?" E gli riferii quello che mi aveva detto Jimmy. Qualche giorno dopo Lionel Barrymore parlò a Jimmy. "Mi dicono che secondo te non vale la pena di recitare" comincia, e poi gli fa una predica sull'arte dell'attore come non ne ho mai più sentite in vita mia. "Ma non ti rendi conto che tocchi la coscienza di milioni di persone, che dai forma alle loro vite, che gli comunichi un senso di esaltazione... quale altra professione ti dà in consegna un simile potere? [...] Recitare è una delle più antiche e nobili professioni del mondo giovanotto." Jimmy non me ne ha mai parlato, ma secondo me il discorso di Barrymore fece effetto. Non lo ha mai detto, ma secondo me Jimmy ha deciso che se doveva essere un attore, sarebbe stato il migliore di tutti. ([[Frank Capra]])
*Era bravo a fare tutto. Recitava se stesso, ma recitava anche il personaggio... al pubblico piace, piace sempre. ([[John Ford]], p.364-365)
*Era un tipo talmente divertente, a starci insieme. Che risate ci facevamo! ([[Henry Fonda]], p.359)
*In nessun modo questa spontanea umanità ha mai diminuito la sua statura di protagonista; anzi, mostrava una vulnerabilità con la quale l'uomo medio, in circostanze simili, avrebbe potuto identificarsi. La sua capacità di vincere la paura e il dolore lo resero ancor più un eroe del quotidiano: l'eroico uomo qualunque che divenne a partire da ''"La vita è meravigliosa"'' di [[Frank Capra]]. (Peter Bogdanovich)
*Jimmy aveva una sua peculiare difficoltà di espressione. (George Stevens, p.362)
*Jimmy era così. Il suo personaggio, il modo di parlare, tutto. Era così lui. ([[Henry Fonda]], p.359)
*Jimmy aveva l'abilità di parlare con naturalezza. Sapeva che nella vita reale, le persone quando conversano spesso si interrompono a vicenda, e che non è sempre facilissimo formulare un pensiero. Ai tecnici del suono è occorso un po' di tempo per abituarsi, ma ha avuto un impatto enorme. Poi, anni dopo, arriva [[Marlon Brando|Marlon]] e rifà la stessa cosa. ([[Cary Grant]])
*Jimmy ha fatto con un tocco di enfasi la stessa cosa che [[Marlon Brando|Brando]] ha fatto con un tocco di ritrosia. ([[George Stevens]], p.364)
*Quando interpreta ruoli di duro non recita se stesso. Fondamentalmente, Jimmy è un idealista. ([[Frank Capra]])
*Quando dovevamo girare ''"Mister Smith va a Washington"'', la scelta era fra [[Gary Cooper]] e Jimmy Stewart. Jim era più giovane e io sapevo che avrebbe fatto un Mister Smith fantastico. Aveva l'aria del ragazzo di campagna, Jimmy, dell'idealista. Il personaggio era molto vicino a lui. Non c'è dubbio, quel film ha dato l'impronta alla sua immagine, al vero Jimmy Stewart. ([[Frank Capra]])
*Sai gli è capitato di fare l'attore. Gli offrirono un ruolo e lui accettò, così, per gioco. Finita quella, stava per tornare a casa, ma gli è capitata un'altra offerta, e ha accettato. Finita anche quella scrittura, stava facendo i bagali per tornare a casa sul serio, ma hanno continuato a capitargli delle occasioni. Fino a quando, dai e dai, ha cominciato a rendersi conto che stava diventando bravo a recitare. E bravo lo era eccome. Senza studi, senza preparazione. Io recitavo da dieci anni e quando lo vidi nel 1934 mi dissi: questo disgraziato! Questo gran figlio di buona donna! Che diritto ha di essere così bravo? ([[Henry Fonda]], p.359)
*Semplicemente non esiste in tutta la storia del cinema un'interpretazione dell'angoscia per la perdita dell'amore più memorabile di quella che diede Jimmy in ''"La donna che visse due volte"'' di [[Alfred Hitchcock]]. ([[Peter Bogdanovich]])
*Stava tutto nei toni e nelle sfumature: e Stewart era un autentico maestro degli uni e delle altre. ([[Peter Bogdanovich]])
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