Differenze tra le versioni di "James Stewart"

 
==Chi c'è in quel film? Ritratti e conversazioni con le stelle di Hollywood==
*Ci credeva il mondo intero a James Stewart. Non l'hanno mai beccato a recitare. ([[Peter Bogdanovich]], p.370)
*Una certa stoica fragilità faceva parte integrante del suo personaggio, e degli ambigui eroi che aveva spesso interpretato. ([[Peter Bogdanovich]], p.351)
*Nessun'altra star di sesso maschile ha mai saputo mostrare altrettanto bene il dolore e la paura provocati dalla violenza. O anche l'angoscia devastante provocata dalla perdita dell'amore. Emozioni cristallizate nei brevi attimi della frenetica lotta finale di ''"La finestra sul cortile"'', quando il cattivo scaraventa Jimmy attraverso la finestra di casa sua: dolore straziante e terrore concentrati in pochi secondi. ([[Peter Bogdanovich]], p.351)
*Una sera uscivamo da un ristorante, e gli si avvicinarono un uomo e sua moglie. "Senta, per lei non significherà niente" gli disse l'uomo "ma volevo solo dirle che ho visto i suoi film molte volte, e che lei mi è sempre piaciuto moltissimo". E Stewart, trattenendo nella sua la mano dell'uomo, gli disse con affetto e convinzione: "Anzi, per me significa tutto". ([[Peter Bogdanovich]], p.369)
*Semplicemente non esiste in tutta la storia del cinema un'interpretazione dell'angoscia per la perdita dell'amore più memorabile di quella che diede Jimmy in ''"La donna che visse due volte"'' di [[Alfred Hitchcock]]. ([[Peter Bogdanovich]], p.351)
*In nessun modo questa spontanea umanità ha mai diminuito la sua statura di protagonista; anzi, mostrava una vulnerabilità con la quale l'uomo medio, in circostanze simili, avrebbe potuto identificarsi. La sua capacità di vincere la paura e il dolore lo resero ancor più un eroe del quotidiano: l'eroico uomo qualunque che divenne a partire da ''"La vita è meravigliosa"'' di [[Frank Capra]]. ([[Peter Bogdanovich]], p.351)
*La sua interpretazione nervosa e aggressiva in ''"Winchester '73"'' resta una delle sue più coinvolgenti. ([[Peter Bogdanovich]], p.356)
*Jimmy era così. Il suo personaggio, il modo di parlare, tutto. Era così lui. ([[Henry Fonda]], p.359)
*Sai gli è capitato di fare l'attore. Gli offrirono un ruolo e lui accettò, così, per gioco. Finita quella, stava per tornare a casa, ma gli è capitata un'altra offerta, e ha accettato. Finita anche quella scrittura, stava facendo i bagali per tornare a casa sul serio, ma hanno continuato a capitargli delle occasioni. Fino a quando, dai e dai, ha cominciato a rendersi conto che stava diventando bravo a recitare. E bravo lo era eccome. Senza studi, senza preparazione. Io recitavo da dieci anni e quando lo vidi nel 1934 mi dissi: questo disgraziato! Questo gran figlio di buona donna! Che diritto ha di essere così bravo? ([[Henry Fonda]], p.359)
*Jimmy aveva una sua peculiare difficoltà di espressione. ([[George Stevens]], p.362)
*{{NDR|Sull'interpretazione di "Una donna vivace"}} Tutto il film era incentrato sulla divertente frustrazione dell'impossibilità di comunicare. Era molto vicino alla vena di Jimmy Stewart, con la sua perenne lotta per riuscire a dire qualcosa. ([[George Stevens]], p.362)
*{{NDR|Su [[Katharine Hepburn]]}} Sul set di ''"Scandalo a Filadelfia"'' la Hepburn lo ferma, e con la sua tipica dizione scandita gli dice: "Tu voli". "Beh sì...". Con la stessa cadenza militare la Hepburn gli comunica che lo aspetta la mattina seguente alle sette precise all'aeroporto. Mentre raccontava Jimmy quasi si mise sull'attenti; e aggiunse che la Hepburn lo terrorizzava. Certo, esagerava per potenziare l'effetto, ma era divertentissimo. ([[Peter Bogdanovich]], p.384)
*Aveva alcune delle qualità di [[Gary Cooper]]. Quella indefinibile integrità personale, è durissima far sembrare cattivo Jimmy Stewart. ([[Frank Capra]], p.362)
*Quando dovevamo girare ''"Mister Smith va a Washington"'', la scelta era fra [[Gary Cooper]] e Jimmy Stewart. Jim era più giovane e io sapevo che avrebbe fatto un Mister Smith fantastico. Aveva l'aria del ragazzo di campagna, Jimmy, dell'idealista. Il personaggio era molto vicino a lui. Non c'è dubbio, quel film ha dato l'impronta alla sua immagine, al vero Jimmy Stewart. ([[Frank Capra]], p.363-364)
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