Differenze tra le versioni di "Laurence Olivier"

*In fondo al cuore so soltanto di non capire bene quando recito e quando no o meglio, per essere ancora più sincero, quando mento e quando no. Perché, cosa è la recitazione se non menzogna e cosa è la buona recitazione se non menzogna convincente? (p. 15)
*Spesso la gente mi chiede quali sono i miei hobbies, cosa faccio per divertimento. Non riesco mai a pensare a nulla. Mi prendono dei grossi sensi di colpa all"idea di fare una vacanza; e mi sento molto a disagio se sto facendo qualcosa che non sia il mio lavoro. Il lavoro è vita per me, è l"unica ragione di vita; e in più ho anche la fede quasi religiosa che essere utili è tutto. Mi capita qualche volta di trovarmi a contatto con gente triste che mi chiede: "Per cosa vivo, quale è la mia ragione di vita?". La risposta "Lavoro" non va sempre bene. E allora rispondo prontamente, anche se un po" sentenziosamente: "Essere utili; se tu soltanto potessi credere in quest"ideale, se tutti potessero, allora nessuno, dalla regina alla più umile donna di fatica, avrebbe mai la sensazione di vivere per nulla". (p. 31)
*Il mio solo dispiacere durante la tournée di The farmer's wife fu quello di non essermi innamorato e sposato. Morivo dalla voglia di sposarmi così, con la benedizione di Dio, avrei potuto godermi il sesso, dal cui pensiero cominciavo a essere ossessionato ininterrottamente. Potreste forse pensare, e con ragione, che ciò ostacolasse il mio lavoro; non fu così, perlomeno non in modo pregiudizievole. Non ci furono avventure romantiche, oh no, no certamente - senza matrimonio sarebbe stato un peccato più che mortale e io ero molto religioso, e lo ero sinceramente. La fede religiosa avrebbe dovuto avere la meglio sui "cattivi pensieri" e scacciarli. Ma, evidentemente, non avevo la stoffa del martire e quasi sempre i pensieri sessuali vincevano. Travagliato da questo compromesso continuai nelle mie convinzioni e abitudini religiose fino all'età di ventitré anni, fino al giorno in cui, di fatto, mi sposai; pensatela come vi pare. (p.48)
*Aveva annusato fin dall'inizio che io ero un tipo dalla risata facile. Potevo a stento controllarmi alle risate del pubblico, anche se erano le stesse tutte le sere. Un giorno Noel mi prese in disparte e mi disse: "Senti un po', Larry mio, tu sei uno che ha la risata facile, vero?". "Si," risposi. "Allora ascoltami: ho intenzione, ho deliberatamente intenzione, di tormentare questa tua debolezza. Abbiamo davanti a noi tre mesi a Londra e poi quattro a New York. Ecco quello che farò. Farò tutto quello che potrò per farti ridacchiare fino a farti morire a ogni spettacolo [...] e se nove mesi di questo trattamento non cancelleranno questa macchia da dilettante nel tuo per altro brillante giovane talento, allora farai davvero meglio a incominciare a vedere di rimediarti un altro lavoro." (p.51)
 
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