Differenze tra le versioni di "Romanzo criminale (film)"

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==Citazioni su ''Romanzo Criminale''==
* Il film nasce da un bel libro, Bigazzi è il mio direttore della fotografia, ed è anche un direttore "etico". Bisognava stare attenti a non trasformare i personaggi in eroi. Sullo sfondo c'è lo scempio dell'Italia, Bologna, i cadaveri. Più che un film di criminali, ho cercato di fare un film civile. La mia storia è Rosi, Petri, Damiani e Bellocchio. C'è sempre una grande sincerità in quello che faccio. ([[Michele Placido]])
* Innanzitutto devo dire che è un film che mi ha riportato con la mente proprio a [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] e al suo ''[[Accattone]]'', perché ho sempre pensato, romanticamente che i protagonisti della pellicola di [[Michele Placido]] fossero quei ragazzini che Accattone incontra quando torna nella sua baracca. In fondo, Libano, Freddo e Dandi sono come i ragazzi di periferia che Pasolini raccontava nei suoi film e nei suoi romanzi. ([[Pierfrancesco Favino]])
* L'unico rischio di ''Romanzo Criminale'' – libro, film, serie – è quello di dare una dignità letteraria a personaggi che tutto erano fuorché eroi. ([[Andrea Scanzi]])
* Mi sono emozionato quando ho letto la sceneggiatura, poi ho letto il romanzo, che è di una bellezza straordinaria; in più c'è tutta la tragedia del nostro paese. Ho voluto raccontare quegli anni, accentuando anche episodi come quello della strage di Bologna per far conoscere quel periodo terribile dell'Italia ai più giovani. Nel film si vedono le macerie attraverso gli occhi del Freddo che ne rimane scioccato: volevo far risaltare quanto sia stato scandaloso quell'attentato, che risulta scandaloso anche allo sguardo di un criminale come lui. ([[Michele Placido]])
* Non è solo una storia di gangster, già nel romanzo c'era una connotazione politica. Ad un certo punto la banda viene manovrata, nel film è più evidente. Non si poteva seguire pedissequamente il romanzo perché lo si sarebbe tradito. La differenza di linguaggio obbliga a dei cambiamenti. Un pezzo della storia d'Italia è stata anche una storia criminale. ([[Giancarlo De Cataldo]])
 
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