Romeo e Giulietta: differenze tra le versioni

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*Gli piace sentirsi parlare; parla più in un'ora di quanto ascolti in un mese. (Romeo a proposito di Mercuzio: atto II, scena IV)
*Chi è troppo veloce, arriva tardi, come chi va troppo lentamente. (atto II, scena VI)
*Le gioie violente hanno violenta fine, e muoiono nel loro trionfo, come il fuoco e la polvere da sparo, che si distruggonoconsumano al primo [[bacio]]. Il più squisito [[miele]] diviene stucchevole per la sua stessa dolcezza, e basta assaggiarlo per levarsene la voglia. Perciò ama moderatamente: l'amore che dura fa così. (Frate Lorenzo: atto II, scena VI)
*'''Tebaldo''': Mercuzio, tu tieni corda a Romeo?<br/>'''Mercuzio''': Corda? E che ci hai preso, per violinisti? Se ci credi violinisti, non sentirai da noi che stonature. Ecco l'archetto del mio violino (''mostra la spada'') che ti farà ballare. Altro che tenere corda!<br/>'''Benvolio''': Non ci mettiamo a discutere qui: può passare gente [...]. Qui abbiamo gli occhi di tutti addosso.<br/>'''Mercuzio''': E lasciali guardare! Gli occhi son fatti per questo. Non mi scomodo per i begli occhi di nessuno, io! (atto III, scena I, traduzione italiana di Cesare Vico Lodovici)
*'''Mercuzio''': Sono ferito. La peste alle vostre famiglie. A tutte e due. Sono spacciato. E quell'altro che è scappato, non ha nulla?<br/>'''Benvolio''': Oh! Sei ferito?<br/>'''Mercuzio''': Uno sgraffio – uno sgraffio – ma perdío! quanto basta [...]. <br/>'''Romeo''': : Coraggio amico, la ferita non sarà profonda.<br/>'''Mercuzio''': No, non come un pozzo, né grande come la porta di una chiesa: ma è quanto basta, e basterà. Ventite tutti a cercarmi domani a casa mia: mi troverete nella tomba. Sono condito a dovere, per questo mondo, ve lo assicuro (''ride''). La peste alle vostre due famiglie. Per Giuda! un cane, un topo, un sorcio, graffiare a morte un uomo. Un gradasso, un mascalzone, un ribaldo, che si batte coll'abbacco alla mano. [...] Aiutami ad arrivare a casa, Benvolio, o vi casco qui. La peste alle vostre due famiglie: hanno fatto di me pasto da vermi. Ah, la mia l'ho avuta, e a dovere... Le vostre famiglie! (atto III, scena I)
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