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*''Ei sol tarpò del Franco ardir le penne: | L'onor d'[[Italia]] vilipesa e quello | Del Borbonico nome Egli sostenne''. (Canto terzo, p. 21)
*''L'ali apersi a un sospiro, e l'infinito | Amor nel libro, dove tutto è scritto, | II mio [[peccato]] cancellò col dito''. (Canto terzo, p. 22)
*''Non altrimenti a volo strano e vago | D'ogni parte erompea l'oscena schiera, | Ed ulular s'udiva, a quell'imago | Che fan sul margo d'una fonte nera | I [[Lupo|lupi]] sospettosi e vagabondi, | A ber venuti a truppa in sulla sera''. (Canto terzo, p. 26)
*''Vôta stringendo la terribil ugna''. (I, 3, citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 249)
 
===Citazioni sull'opera===
*Assai edizioni della ''Bassvilliana'' si moltiplicarono per Italia, e specialmente in [[Milano]], dove l'immortale [[Giuseppe Parini|Parini]], maravigliato all'ardire dal nuovo poeta, disse quella memorabile sentenza, ''che il Monti'' cioè ''sempre minaccia di cadere colla repentina sublimità de' suoi voli, e non cade mai''. Nell'edizione di [[Pavia]] si posero alcune forti note, nelle quali magnificandosi l'autore col titolo di ''Dante redivivo'', fu censurata quella espressione di freddo e caldo. ([[Francesco Cassi]])
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