Differenze tra le versioni di "Friedrich Dürrenmatt"

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*Come era stato facile scacciarli era facile raccoglierli, tramite la Grazia, poiché essa era l'impossibile, possibile solo con il Grande Vecchio, era qualcosa di totalmente immeritato. Infatti se la Grazia fosse meritata non sarebbe più Grazia bensì ricompensa. Davanti al Grande Vecchio gli ultimi erano i primi e i poveri erano ricchi, e i ricchi maledetti. Ma chi possedeva la Grazia non ne aveva bisogno poiché la Grazia era già in lui, e quindi la Grazia era riservata a loro, i ricchi, i maledetti, i sazi, la grazia con cui venivano incoronati come la sola faccia dell'umanità che ne aveva bisogno.
 
==''La Promessa''==
===[[Incipit]]===
Nel marzo scorso dovevo tenere a Coira, presso la Società Andreas Dahinden, una conferenza sull'arte di scrivere romanzi polizieschi. Vi arrivai in treno che già annottava; nuvole basse e un nevischio deprimente, e gelo dappertutto. La conferenza si tenne nella sala dell'Unione Commercianti. Il pubblico era piuttosto scarso, dato che quella stessa sera Emil Staiger parlava nell'Aula magna del Liceo sull'ultimo Goethe. Non ero in vena quella sera - neanche gli spettatori lo erano del resto - e parecchi del luogo lasciarono la sala prima che la conferenza fosse finita. Mi intrattenni brevemente con qualche membro della presidenza, con due o tre professori liceali che avrebbero certo preferito essere andati anche loro ad ascoltare l'ultimo Goethe, una dama di beneficenza, presidentessa onoraria dell'Associazione delle domestiche della Svizzara orientale, e dopo aver incassato previa ricevuta onorario e rimborso spese mi ritirai nell'albergo che mi avevano destinato, L'hotel Steinbock, vicino alla stazione. Ma anche qui desolazione.
 
==[[Incipit]] de ''Il minotauro''==
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