Differenze tra le versioni di "Rome: Total War"

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'''Rome: Total War''' è un videogioco di strategia per pc sviluppato dalla Creative Assembly ed edito dall'Activision nel 2004.
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==Introduzioni della campagna==
 
*'''Giulii''': Per gli dei! Odio i Galli! Anche mio nonno li odiava. Prima ancora che gli cavassero gli occhi. Credi che mi troverei in questa sperduta frontiera senza un buon motivo? Sì, Roma necessita di una frontiera sicura. No, Roma non ha bisogno di luridi barbari alle sue porte. Così, eccomi qui, il capo della famiglia Gulia, a portare l'ordine romano a questi Galli puzzolenti. Vendetta. Anche quella servirà. Questa guerra contro i Galli non durerà a lungo. Ho dei progetti per quando sarà finita. È una questione di potere. Del potere a Roma. Percorrere quella strada significa affrontare i miei avversari. Il Senato. I Greci. Quei Cartaginesi coi loro elefanti. Anche le famiglie dei Corneli e dei Valeri. Dopotutto, chiunque comandi a Roma comanda il mondo! E un giorno io sarò imperatore...
 
*'''Valeri''': Noi Valeri siamo gli unici veri Romani. Abbiamo combattuto per l'Urbe. Siamo tra gli artefici della Repubblica. Perciò la nostra famiglia merita rispetto. Rispetto. E obbedienza. Sappiamo noi cos'è meglio per Roma. Nuove terre. Spazio vitale. Territori. Schiavi. So io ciò che va fatto. I Greci. Guardano tutti noi Romani con sufficienza e ci detestano. Darò loro un motivo per odiarci. Dopo che li avrò ANNIENTATI! L'acciaio romano, questa è la risposta! Acciaio romano in mano ai Valeri. E le altre grandi famiglie romane? I Corneli? Spazzatura. Non hanno rispetto per le tradizioni dell'Urbe, per noi. I Giuli si prostituiscono! Come se la plebe contasse qualcosa. Bah! Noi Valeri DOBBIAMO guidare Roma...
 
*'''Corneli''': La mia famiglia, i Corneli, è prediletta dagli dei. Una vanteria, forse, ma nondimeno vera. In cambio, abbiamo servito Roma, governandola bene e guidando le sue armate alla gloria! Ci è costato caro, malgrado il favore degli dei. Talvolta, l'odio degli uomini è più forte! Molti sono i nostri caduti per mano cartaginese, e alcuni anche per mano greca. Perfino lame romane hanno ucciso dei Corneli. Non lo dimentichiamo né lo perdoniamo. Dunque l'ora è giunta. Gli spiriti dei defunti chiedono un tributo di sangue! Guiderò la nostra famiglia in questa impresa. Gli dei ci concederanno la vendetta! Quando la Sicilia sarà romana, quando Cartagine sarà in ginocchio, quando le altre famiglie di Roma saranno sparite, quando il mondo sarà mio! Allora potrò stare di fronte agli dei e sentirmi degno del loro amore. E degno di governare Roma!
 
*'''Barbari''': Prima che il nonno di mio nonno nascesse, questa era la nostra terra. È una buona terra. I nostri dei vivono qui, negli alberi e nei fiumi. Ci custodiscono. Siamo felici. Cacciamo. Amiamo. Abbiamo famiglie, case, una buona vita. Ma a volte dobbiamo combattere. I Romani disturbano gli dei. Incendiano le foreste. Ci strappano ciò che è nostro: mogli, figli, terre. E i Romani dicono di aiutarci, di proteggerci. Ci cullano con promesse dorate. Al nostro risveglio, tutto ciò che avevamo è sparito, rubato! Prendono i nostri figli e li trasformano in piccoli Romani! Ah! Così ci battiamo per ciò che è nostro, che deve restare nostro! Non può esserci pace. Nessuna pace con i Romani, uomini di pietra, di ferro e di menzogna. Può esserci soltanto guerra.
 
*'''Greci''': I Greci potrebbero dominare il mondo. Alessandro lo fece. Guidò le armate greche fino al lontano Indo. Non gli restava altro da conquistare. Il mondo era suo. Ma Alessandro è morto. Il suo impero dissolto. Così viviamo tempi oscuri. Gli uomini liberi di Grecia si combattono l'un l'altro anziché affrontare i veri nemici, coloro che invidiano tutto ciò che i Greci hanno fatto. Se i morti potessero piangere, Alessandro lo farebbe. Io piangerei al suo posto. Ma continuerei a sperare. Il mondo cambia. Ciò che fu può tornare a essere. Il Fato tesse in continuazione la trama della vita umana. Forse ora gli dei vogliono una nuova grandezza per i Greci. Forse un nuovo Alessandro brandirà la spada. Porterà ordine dove domina il caos. Plasmerà il mondo degli uomini a suo piacimento. Forse...
 
*'''Egiziani''': Sono stato al servizio del faraone per molti, molti anni. Il mio compito è trascrivere ogni sua decisione. Mio padre lo faceva prima di me. E suo padre prima di lui. Abbiamo visto e registrato fedelmente molte cose. Il faraone è il nostro signore e padrone. Egli è Horus rinato e sarà Osiride nell'aldilà. Tutto l'Egitto vive e muore secondo il suo divino volere. Ed è così che dev'essere. Noi siamo suoi figli. Il faraone ci ama tutti. Conquisteremmo il mondo, affinché tutti potessero conoscere la sua saggezza. Perfino se egli non lo chiedesse, lo faremmo. I suoi nemici verranno annientati. La notte e l'oscurità li avvolgeranno. Le sabbie si tingeranno di rosso. E ciò avverrà, poiché il faraone l'ha decretato. Così è scritto. E così sarà.
 
*'''Cartaginesi''': L'altra notte m'ha tenuto desto il pianto dei bambini. E ho avuto una visione spaventosa. Ho visto la caduta della nostra città. Ossa sbiancate sotto il sole impietoso. Cartagine... scomparsa! Perché Baal invierebbe una visione simile? Non è crudele. Si è preso cura di noi. Abbiamo ottenuto molte vittorie in guerra. I nostri mercanti salpano per i quattro angoli del mondo. E tuttavia ora ho paura. Non posso farci niente. Siamo l'invidia dei popoli inferiori. Dicono terribili menzogne sul nostro conto. Non capiscono, perciò mentono. Ma i Romani, sono i maestri della falsità! Verrà la guerra. Ne sono certo. Così non avrò più false visioni. E... credo che stanotte i bambini faranno silenzio.
 
*'''Guerrieri dell'est''': Il deserto è nostro. È la mia casa. Gli invasori arrivano qui, e qui restano. Loro non capiscono il deserto. Non capiscono come esso dia la vita. O come la tolga. Così, muoiono. E noi diventiamo più forti. I morti, si sa, i morti non possono trasmettere la saggezza appena acquisita. Così gli invasori continuano ad arrivare, tentando di prenderci terre e averi. D'altronde, questa terra trabocca di ricchezze. È il debole della nostra gente l'amore per la ricchezza. È più dolce dell'acqua, più potente della spada. Qualunque spada cede davanti a una moneta d'oro. L'oro comprerà mille guerrieri. E mille guerrieri sono senza dubbio l'inizio di un impero!
 
==Discorsi dei generali==
 
*Salve. Oggi siamo qui per dare battaglia. Spiacevole, lo so, ma che ci volete fare, è la vita. Dover fare qualcosa che non hai voglia di fare solo perché qualcuno ti dice di farlo. Io stesso non vorrei essere qui, ma mia madre ha detto che dovrei mettermi in luce in qualche modo, e così, eccoci qua...
*La paura non mi è amica! Molti mi conoscono. Ma so che la paura può strappare a un uomo la dignità e l'onore. In questo momento la paura sta facendo il suo lavoro tra le schiere nemiche. Presto noi faremo il nostro!
*Non temo uomo vivo o morto. Non mi aspetto lo stesso da voi, ma in battaglia ricordate questo: il codardo muore migliaia di volte, il valoroso una sola. Battetevi bene, e non vi accorgerete del sopraggiungere della morte.
*Be', ragazzi, oggi ci sarà da divertirsi! Quei cornuti sono in tanti, non è vero? Sono qui solo per stare alla larga dalle loro mogli, inappagate e petulanti. Non mi stupisce, vista la loro scarsa virilità! Mostriamo loro di cosa sono capaci i veri uomini!
*Miei valorosi! Ho acquistato grande fama guidando uomini alla vittoria. Non vedo perché oggi dovrei cambiare l'abitudine di una vita.
*Mi considerano una specie di filosofo. Taluni mi chiedono 'Perché siamo qui?'. La risposta è spesso complessa... ma oggi siamo qui per far fuori quei bastardi!
*Voi tutti mi conoscete! Sono un vero romano vecchio stile. Credo nella diciplina, nella dignità e nel dovere. Credo che Roma sia destinata a governare il mondo. Credo anche che abbiamo un destino, e che esso abbia inizio qui!
*Il giorno è sorto. E sarà un giorno sanguinoso, comunque vada.
*Il sole è spuntato. Quanti tra noi che vediamo quest'alba vivranno per vedere la sera?
*Preghiamo gli dei perché ci concedano la vittoria. E poi armiamoci fino ai denti, nel caso gli dei non ci avessero udito.
*Vi chiederete il perché di questo appuntamento notturno. Al campo c'è abbastanza vino da far galleggiare una nave. Sarà tutto vostro quando quelli saranno morti. Oh, e ho fatto sì che troviate... dolce compagnia di ritorno al campo.
*Una battaglia non è mai una cosa facile da affrontare, specie prima di colazione. Ma sappiate questo: loro non stanno meglio e non hanno me a guidarli verso la vittoria!
*Oggi siamo qui consapevoli che il destino di questa città è nelle nostre mani! Se periremo anch'essa morirà! Perciò vivremo, ed essa con noi! I nemici si abbatteranno su questo luogo come onde contro uno scoglio, ma non l'avranno vinta! Alla fine saremo noi a resistere!
*Questa è la fine del cammino, l'ultima battaglia. I nemici non hanno più dove fuggire. Devono respingerci in questo luogo o svanire, come tanti spettri. Perciò impugniamo le armi un'ultima volta, affilate le lame e siate pronti! Questo sarà il giorno della loro sconfitta definitiva!
*Stamattina abbiamo controllato gli auspici. Ben di rado ho veduto interiora tanto pulite! Questo prodigio ci assicura una vittoria trionfale in battaglia!
*Amici, i presagi sono pessimi, ma non m'interessa! So di avere al mio fianco uomini coraggiosi. L'unico ostacolo è il nemico!
*Solo uno stolto darebbe retta a presagi e auspici, per quanto avversi! Saremo noi a forgiare il nostro destino; il volo degli uccelli non ha alcun potere su di noi!
*Voglio sangue! Voglio farci il bagno! Voglio lavarmi col sangue nemico per una settimana! E ora... uccideteli tutti!
*E chi raggiungerà il nemico per primo, berrà il mio vino migliore!
*Ehm... dov'ero rimasto? Ah, sì. Attaccate gli elefanti, uomini! Colpite quei brutti mostri rosa! E c'era... qualcos'altro...
*Ehm... dov'ero rimasto? Ah, sì. Attaccate gli uomini, miei elefanti! Colpite quei piccoli straccioni rosei! Ehm... devo aver sbagliato... A me il vino!
*E ricordate: i gufi mi hanno promesso il loro aiuto in questa battaglia! Come possiamo perdere?
*Ora, recitiamo le nostre preghiere, come ogni uomo buono dovrebbe fare prima di compiere azioni cattive. Mondate le vostre anime e gli dei vi proteggeranno in battaglia. Saranno loro a darci la vittoria!
*Io ho ottenuto per Roma molte grandi vittorie. Abbiate fede, marciate e preparatevi alla prossima. E sappiate che, finché vivremo e moriremo da veri Romani, noi trionferemo!
*Ecco il vostro grido di battaglia: ""Vittoria! Vittoria! E gloria a Roma!""
*E soprattutto, ricordate che i nostri dei ci guardano! Fate che siano fieri di voi!
*E ora, alle armi! Induriamo i nostri cuori, pensiamo a Roma e a cosa possiamo fare per lei! Faremo il nostro dovere con onore!
*Ho già affrontato molte volte quel popolo, che è troppo stupido per imparare la lezione. Oggi, prima di capire che deve starci alla larga, perderà molti altri uomini!
*Ho combattuto contro quegli uomini e ho perso, ma non succederà un'altra volta. Oggi, io mi vendicherò e voi assaggerete i frutti della vittoria!
 
==Citazioni attribuite a personaggi famosi==
 
*Torna con questo scudo o sopra di esso. (Una donna spartana al figlio soldato)
*Come mai caddero i forti in mezzo alla battaglia? (II Samuele, I, 25)
*Le mura tremeranno al fragore dei cavalieri, delle ruote e dei carri (Ezechiele, XXVI, 10)
*"Date l'allarme e scogliete i mastini della guerra!" (Shakespeare: Giulio Cesare, III, 1)
 
===Agide II di Sparta===
*Un nemico morto ha sempre un buon odore
 
==''Proverbi, massimee edmassime estratti''==
===Proverbi latini===
 
 
===''Proverbio latino''===
*La vittoria ama la prudenza
*Le armi mantengono la pace
*In guerra non è permesso sbagliare due volte
 
===''ProverbioProverbi greco''greci===
*Al termine della guerra, stringi alleanze
 
===''MassimaMassime militare''militari===
*Marciate divisi e combattete uniti
*Dividi e comanda
 
===''Una donna spartana al figlio soldato''===
*Torna con questo scudo o sopra di esso
 
===''II Samuele, I, 25''===
*Come mai caddero i forti in mezzo alla battaglia?
 
===''Ezechiele, XXVI, 10''===
*Le mura tremeranno al fragore dei cavalieri, delle ruote e dei carri
 
===''Shakespeare: Giulio Cesare, III, 1''===
*"Date l'allarme e scogliete i mastini della guerra!"
 
 
==''Introduzioni della campagna''==
 
 
*'''Giulii''': Per gli dei! Odio i Galli! Anche mio nonno li odiava. Prima ancora che gli cavassero gli occhi. Credi che mi troverei in questa sperduta frontiera senza un buon motivo? Sì, Roma necessita di una frontiera sicura. No, Roma non ha bisogno di luridi barbari alle sue porte. Così, eccomi qui, il capo della famiglia Gulia, a portare l'ordine romano a questi Galli puzzolenti. Vendetta. Anche quella servirà. Questa guerra contro i Galli non durerà a lungo. Ho dei progetti per quando sarà finita. È una questione di potere. Del potere a Roma. Percorrere quella strada significa affrontare i miei avversari. Il Senato. I Greci. Quei Cartaginesi coi loro elefanti. Anche le famiglie dei Corneli e dei Valeri. Dopotutto, chiunque comandi a Roma comanda il mondo! E un giorno io sarò imperatore...
 
*'''Valeri''': Noi Valeri siamo gli unici veri Romani. Abbiamo combattuto per l'Urbe. Siamo tra gli artefici della Repubblica. Perciò la nostra famiglia merita rispetto. Rispetto. E obbedienza. Sappiamo noi cos'è meglio per Roma. Nuove terre. Spazio vitale. Territori. Schiavi. So io ciò che va fatto. I Greci. Guardano tutti noi Romani con sufficienza e ci detestano. Darò loro un motivo per odiarci. Dopo che li avrò ANNIENTATI! L'acciaio romano, questa è la risposta! Acciaio romano in mano ai Valeri. E le altre grandi famiglie romane? I Corneli? Spazzatura. Non hanno rispetto per le tradizioni dell'Urbe, per noi. I Giuli si prostituiscono! Come se la plebe contasse qualcosa. Bah! Noi Valeri DOBBIAMO guidare Roma...
 
*'''Corneli''': La mia famiglia, i Corneli, è prediletta dagli dei. Una vanteria, forse, ma nondimeno vera. In cambio, abbiamo servito Roma, governandola bene e guidando le sue armate alla gloria! Ci è costato caro, malgrado il favore degli dei. Talvolta, l'odio degli uomini è più forte! Molti sono i nostri caduti per mano cartaginese, e alcuni anche per mano greca. Perfino lame romane hanno ucciso dei Corneli. Non lo dimentichiamo né lo perdoniamo. Dunque l'ora è giunta. Gli spiriti dei defunti chiedono un tributo di sangue! Guiderò la nostra famiglia in questa impresa. Gli dei ci concederanno la vendetta! Quando la Sicilia sarà romana, quando Cartagine sarà in ginocchio, quando le altre famiglie di Roma saranno sparite, quando il mondo sarà mio! Allora potrò stare di fronte agli dei e sentirmi degno del loro amore. E degno di governare Roma!
 
*'''Barbari''': Prima che il nonno di mio nonno nascesse, questa era la nostra terra. È una buona terra. I nostri dei vivono qui, negli alberi e nei fiumi. Ci custodiscono. Siamo felici. Cacciamo. Amiamo. Abbiamo famiglie, case, una buona vita. Ma a volte dobbiamo combattere. I Romani disturbano gli dei. Incendiano le foreste. Ci strappano ciò che è nostro: mogli, figli, terre. E i Romani dicono di aiutarci, di proteggerci. Ci cullano con promesse dorate. Al nostro risveglio, tutto ciò che avevamo è sparito, rubato! Prendono i nostri figli e li trasformano in piccoli Romani! Ah! Così ci battiamo per ciò che è nostro, che deve restare nostro! Non può esserci pace. Nessuna pace con i Romani, uomini di pietra, di ferro e di menzogna. Può esserci soltanto guerra.
 
*'''Greci''': I Greci potrebbero dominare il mondo. Alessandro lo fece. Guidò le armate greche fino al lontano Indo. Non gli restava altro da conquistare. Il mondo era suo. Ma Alessandro è morto. Il suo impero dissolto. Così viviamo tempi oscuri. Gli uomini liberi di Grecia si combattono l'un l'altro anziché affrontare i veri nemici, coloro che invidiano tutto ciò che i Greci hanno fatto. Se i morti potessero piangere, Alessandro lo farebbe. Io piangerei al suo posto. Ma continuerei a sperare. Il mondo cambia. Ciò che fu può tornare a essere. Il Fato tesse in continuazione la trama della vita umana. Forse ora gli dei vogliono una nuova grandezza per i Greci. Forse un nuovo Alessandro brandirà la spada. Porterà ordine dove domina il caos. Plasmerà il mondo degli uomini a suo piacimento. Forse...
 
*'''Egiziani''': Sono stato al servizio del faraone per molti, molti anni. Il mio compito è trascrivere ogni sua decisione. Mio padre lo faceva prima di me. E suo padre prima di lui. Abbiamo visto e registrato fedelmente molte cose. Il faraone è il nostro signore e padrone. Egli è Horus rinato e sarà Osiride nell'aldilà. Tutto l'Egitto vive e muore secondo il suo divino volere. Ed è così che dev'essere. Noi siamo suoi figli. Il faraone ci ama tutti. Conquisteremmo il mondo, affinché tutti potessero conoscere la sua saggezza. Perfino se egli non lo chiedesse, lo faremmo. I suoi nemici verranno annientati. La notte e l'oscurità li avvolgeranno. Le sabbie si tingeranno di rosso. E ciò avverrà, poiché il faraone l'ha decretato. Così è scritto. E così sarà.
 
*'''Cartaginesi''': L'altra notte m'ha tenuto desto il pianto dei bambini. E ho avuto una visione spaventosa. Ho visto la caduta della nostra città. Ossa sbiancate sotto il sole impietoso. Cartagine... scomparsa! Perché Baal invierebbe una visione simile? Non è crudele. Si è preso cura di noi. Abbiamo ottenuto molte vittorie in guerra. I nostri mercanti salpano per i quattro angoli del mondo. E tuttavia ora ho paura. Non posso farci niente. Siamo l'invidia dei popoli inferiori. Dicono terribili menzogne sul nostro conto. Non capiscono, perciò mentono. Ma i Romani, sono i maestri della falsità! Verrà la guerra. Ne sono certo. Così non avrò più false visioni. E... credo che stanotte i bambini faranno silenzio.
 
*'''Guerrieri dell'est''': Il deserto è nostro. È la mia casa. Gli invasori arrivano qui, e qui restano. Loro non capiscono il deserto. Non capiscono come esso dia la vita. O come la tolga. Così, muoiono. E noi diventiamo più forti. I morti, si sa, i morti non possono trasmettere la saggezza appena acquisita. Così gli invasori continuano ad arrivare, tentando di prenderci terre e averi. D'altronde, questa terra trabocca di ricchezze. È il debole della nostra gente l'amore per la ricchezza. È più dolce dell'acqua, più potente della spada. Qualunque spada cede davanti a una moneta d'oro. L'oro comprerà mille guerrieri. E mille guerrieri sono senza dubbio l'inizio di un impero!
 
 
==''Discorsi dei generali''==
 
*Salve. Oggi siamo qui per dare battaglia. Spiacevole, lo so, ma che ci volete fare, è la vita. Dover fare qualcosa che non hai voglia di fare solo perché qualcuno ti dice di farlo. Io stesso non vorrei essere qui, ma mia madre ha detto che dovrei mettermi in luce in qualche modo, e così, eccoci qua...
*La paura non mi è amica! Molti mi conoscono. Ma so che la paura può strappare a un uomo la dignità e l'onore. In questo momento la paura sta facendo il suo lavoro tra le schiere nemiche. Presto noi faremo il nostro!
*Non temo uomo vivo o morto. Non mi aspetto lo stesso da voi, ma in battaglia ricordate questo: il codardo muore migliaia di volte, il valoroso una sola. Battetevi bene, e non vi accorgerete del sopraggiungere della morte.
*Be', ragazzi, oggi ci sarà da divertirsi! Quei cornuti sono in tanti, non è vero? Sono qui solo per stare alla larga dalle loro mogli, inappagate e petulanti. Non mi stupisce, vista la loro scarsa virilità! Mostriamo loro di cosa sono capaci i veri uomini!
*Miei valorosi! Ho acquistato grande fama guidando uomini alla vittoria. Non vedo perché oggi dovrei cambiare l'abitudine di una vita.
*Mi considerano una specie di filosofo. Taluni mi chiedono 'Perché siamo qui?'. La risposta è spesso complessa... ma oggi siamo qui per far fuori quei bastardi!
*Voi tutti mi conoscete! Sono un vero romano vecchio stile. Credo nella diciplina, nella dignità e nel dovere. Credo che Roma sia destinata a governare il mondo. Credo anche che abbiamo un destino, e che esso abbia inizio qui!
*Il giorno è sorto. E sarà un giorno sanguinoso, comunque vada.
*Il sole è spuntato. Quanti tra noi che vediamo quest'alba vivranno per vedere la sera?
*Preghiamo gli dei perché ci concedano la vittoria. E poi armiamoci fino ai denti, nel caso gli dei non ci avessero udito.
*Vi chiederete il perché di questo appuntamento notturno. Al campo c'è abbastanza vino da far galleggiare una nave. Sarà tutto vostro quando quelli saranno morti. Oh, e ho fatto sì che troviate... dolce compagnia di ritorno al campo.
*Una battaglia non è mai una cosa facile da affrontare, specie prima di colazione. Ma sappiate questo: loro non stanno meglio e non hanno me a guidarli verso la vittoria!
*Oggi siamo qui consapevoli che il destino di questa città è nelle nostre mani! Se periremo anch'essa morirà! Perciò vivremo, ed essa con noi! I nemici si abbatteranno su questo luogo come onde contro uno scoglio, ma non l'avranno vinta! Alla fine saremo noi a resistere!
*Questa è la fine del cammino, l'ultima battaglia. I nemici non hanno più dove fuggire. Devono respingerci in questo luogo o svanire, come tanti spettri. Perciò impugniamo le armi un'ultima volta, affilate le lame e siate pronti! Questo sarà il giorno della loro sconfitta definitiva!
*Stamattina abbiamo controllato gli auspici. Ben di rado ho veduto interiora tanto pulite! Questo prodigio ci assicura una vittoria trionfale in battaglia!
*Amici, i presagi sono pessimi, ma non m'interessa! So di avere al mio fianco uomini coraggiosi. L'unico ostacolo è il nemico!
*Solo uno stolto darebbe retta a presagi e auspici, per quanto avversi! Saremo noi a forgiare il nostro destino; il volo degli uccelli non ha alcun potere su di noi!
*Voglio sangue! Voglio farci il bagno! Voglio lavarmi col sangue nemico per una settimana! E ora... uccideteli tutti!
*E chi raggiungerà il nemico per primo, berrà il mio vino migliore!
*Ehm... dov'ero rimasto? Ah, sì. Attaccate gli elefanti, uomini! Colpite quei brutti mostri rosa! E c'era... qualcos'altro...
*Ehm... dov'ero rimasto? Ah, sì. Attaccate gli uomini, miei elefanti! Colpite quei piccoli straccioni rosei! Ehm... devo aver sbagliato... A me il vino!
*E ricordate: i gufi mi hanno promesso il loro aiuto in questa battaglia! Come possiamo perdere?
*Ora, recitiamo le nostre preghiere, come ogni uomo buono dovrebbe fare prima di compiere azioni cattive. Mondate le vostre anime e gli dei vi proteggeranno in battaglia. Saranno loro a darci la vittoria!
*Io ho ottenuto per Roma molte grandi vittorie. Abbiate fede, marciate e preparatevi alla prossima. E sappiate che, finché vivremo e moriremo da veri Romani, noi trionferemo!
*Ecco il vostro grido di battaglia: ""Vittoria! Vittoria! E gloria a Roma!""
*E soprattutto, ricordate che i nostri dei ci guardano! Fate che siano fieri di voi!
*E ora, alle armi! Induriamo i nostri cuori, pensiamo a Roma e a cosa possiamo fare per lei! Faremo il nostro dovere con onore!
*Ho già affrontato molte volte quel popolo, che è troppo stupido per imparare la lezione. Oggi, prima di capire che deve starci alla larga, perderà molti altri uomini!
*Ho combattuto contro quegli uomini e ho perso, ma non succederà un'altra volta. Oggi, io mi vendicherò e voi assaggerete i frutti della vittoria!
 
 
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