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*L'atletismo ai massimi livelli. Costantemente capace di migliorarsi, in grado di stupire (Wimbledon) e ristupire (Australian Open). Ha liberato il tennis dalla affliggente Dittatura Catacombale del Vegano, e questo basta per benedirlo. Poi, certo, non è il bene maggiore ma il male minore. Lo spettacolo è un'altra cosa, come il talento puro. [[Rafael Nadal|Nadal]] è la straordinarietà della grinta, il recupero impossibile, la resistenza inumana: da qui, e da alcune sue frequentazioni non immacolate, la strisciante accusa di doping. Però non è neanche giusto definirlo mano quadra: nel tempo ha migliorato rovescio, servizio e persino gioco di volo, grazie a quella umiltà che Federer mai ha avuto.<ref name=fab/>
*L'unico rischio di ''Romanzo Criminale'' – libro, film, serie – è quello di dare una dignità letteraria a personaggi che tutto erano fuorché eroi.<ref name=rc>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=42&ID_sezione=&sezione Goodfellas all'amatriciana]'', ''La Stampa'', 17 gennaio 2009</ref>
*La beatificazione postuma, nonché acritica, è una italianissima maniera per sdoganare artisti sottovalutati in vita. È certo il caso di [[Rino Gaetano|Gaetano]]: troppo ironico e troppo poco «schierato», nel marasma politicizzato dei Settanta. La sua morte (nel 1981) ne ha complicato l'analisi artistica. E non hanno aiutato, se non nel riverbero del ricordo, certe fiction ben poco filologiche. Gaetano era una supernova. Ha brillato tre anni, dal '76 di ''Mio fratello è figlio unico'' al '78 di ''Nuntereggae più''. Il successo sanremese di ''Gianna'' lo spiazzò, non ebbe il tempo di venirne a capo.<ref name=rino>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/musica/grubrica.asp?ID_blog=37&ID_articolo=1334 Ancora Rino, fratello
unico e immortale]'', ''La Stampa'', 25 marzo 2009</ref>
*{{NDR|Su [[Stefan Edberg]]}} La bellezza, l'estetica, la purezza. Il serve and volley ai massimi livelli. La volèe di rovescio era accecante, così come il rovescio.<ref name=amati/>
*La serie [''[[Romanzo criminale - La serie|Romanzo criminale]]''], prodotta appunto da Sky e Cattleya, è stata la vera sorpresa televisiva del 2008. Forse la migliore serie mai prodotta in Italia. Una sorta di ''[[Quei bravi ragazzi|Goodfellas]]'' all'amatriciana, che piacerebbe a [[Martin Scorsese]]. Su questo sono concordi pubblico (400mila spettatori a puntata) e critica.<ref name=rc/>
*Leggo adesso di un [[Novak Đoković|Djokovic]] involuto da due anni, bruttino e insipiente: l'idea di un peggioramento presuppone però un'antecedente epoca dell'oro, durante la quale Djokovic sciorinava spettacolo e praticava un tennis champagne. Quando, di grazia? Sa dirmi qualcuno quando mai il gioco del Fingitore Fiorelliano è andato oltre un'idea soporifera di Meccano? Quando, per dirla coi filosofi presocratrici, Djokovic è stato meno palloso di adesso? Rispondiamo con certezza iconoclasta: mai. Djokovic è (sempre stato) il più brutto tennista dei Fab Four, noioso e ripetitivo, tignoso e allegramente chiagnefottista.<ref name=jurgen>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=269&ID_sezione=523 Roland Garros: Jurgen vive (Eurosport no)]'', ''La Stampa'', 3 giugno 2010</ref>
*Lendl, nella sua personificazione del Male, anzi del Maligno, in quella sua liturgia di tic bestiali (le ciglia spulciate, l'orrido detergersi nella segatura) e look orrorifico (quei polsini più lunghi del Tamigi) aveva un merito. Uno solo: rappresentava benissimo il ruolo del Cattivo. Non aveva pregi e non pretendeva di averne. Era l'uomo da odiare, l'anti McEnroe, l'anti-Bellezza. E il mondo (quello salvo, almeno) gioiva nel vederlo umiliato a Wimbledon, più ancora irriso dal servizio "da sotto" di Chang.<ref name=fab/>
*''Live & Rarities'', la raccolta di Rino Gaetano autorizzata dalla famiglia, dice soprattutto due cose: che Rino era un gigante (e questo si sapeva) e che è più vivo lui da morto che molti suoi colleghi da vivi (e questo non avremmo voluto saperlo).<ref name=rino/>
*{{NDR|Su [[Novak Đoković]]}} Mira al potere, anela alla dittatura, baratterebbe qualsiasi cosa per lo Scettro, ma tiene alle buone maniere. Non vuole solo la botte piena, ma pure la moglie ubriaca. Il plauso di pubblico e critica. E allora fa burlesche imitazioni (dei colleghi), racconta barzellette (come Berlusconi), continua a canticchiare quel motivetto celentaniano che fa "Eppure son simpatico". Col risultato di non essere né carne né pesce. Né buono, né cattivo. Solo antipatico. E soporifero: non un tennista ma un Meccano. La filosofia di Djokovic è il chiagnefottismo. È l'uomo dei capelli a spazzola tenuti insieme dal Vinavil, dei ritiri e del medical time out. Se perde è colpa di infortuni imprecisati, di dolori impalpabili, del buco nell'ozono o della crisi finanziaria. È sotto di un set? Tac, chiama il medico, un quarto d'ora di pausa e l'altro perde il ritmo.<ref name=fab/>
*{{NDR|Su [[Fabrice Santoro]]}} Non è sempre stato Mago. A inizio carriera (molto, molto tempo fa) era un pallettaro anonimo. Poi si è messo improvvisamente a giocare a un gioco tutto suo, da quadrumane, dritto e rovescio a due mani e ricami continui. Intortatore sublime, creatore di colpi impensabili.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=47&ID_sezione=523 Australian Open Day 3: Le ultime magie di Santoro]'', ''La Stampa'', 221 gennaio 2009</ref>
*Quanto a Federer, lodi e peana. Definitivamente schumacheriano, totalitario e imperturbabile nel correre da solo. Quindicesimo slam, record su record e tanti altri vassalli da spennare. Direte: ma lui che colpa ha? Nessuna, al di là di quella stitica frigidità passionale. Non è certo colpa sua se è troppo più forte degli altri, né – più ancora – se gli altri si accontentano di esserci. Preferendo, al morso, un imprecisato quanto sterile abbaiare. Senza mai smettere di scodinzolare al Padrone.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=160&ID_sezione=523 Wimbledon finale: Un vassallo è per sempre]'', ''La Stampa'', 5 luglio 2009</ref>
*{{NDR|Su [[Pat Cash]]}} Quella fascetta a scacchi, quella scalata sulle tribune di Wimbledon. Quel suo modo, tra il playboy e l'ombroso, di sbertucciare il malefico Lendl nella sacra finale erbivora. Serve and volley paradigmatico. Era ancora un tempo in cui gli australiani giocavano così e non come Hewitt. Era buontempo.<ref name=amati/>
*Riascoltati oggi, perfino gli «scarti» di [Rino] Gaetano raccontano il presente più della maggior parte dei suoi colleghi vivi. Anche nelle sue tracce figlie di un Dio minore, c'è quel mix di lunarietà e ironia disillusa.<ref name=rino/>
*Se mi chiedessero di fare il nome del tennista più sottovalutato del tennis attuale, non avrei dubbi: [[Ivan Ljubičić]].<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=240 Ljubo, il grande sottovalutato]'', ''La Stampa'', 21 marzo 2010</ref>
*{{NDR|Su [[Andy Roddick]]}} Totalmente sprovvisto di grazia, senza un briciolo di talento, ha vinto (troppo) per mancanza di avversari sfruttando, come Lleyton Hewitt, l'interregno Sampras/Federer. Da tempo staziona stancamente nella top ten, per il colpevole lassismo degli avversari. Un tennista-clavatore, senza la prima di servizio faticherebbe a stare nei primi 50. A rete commette sciagure, tatticamente è dadaista (ma non sa cosa vuol dire dadaista). Uno scempio estetico prolungato, inenarrabile. Inaccettabile. E non lo aiuta quel cappellino perennemente gocciolante (mai vista una visiera sudare così). Malissimo.<ref>Da ''[http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=75&ID_sezione=523 Tennis Playlist: la Flop Ten]'', ''La Stampa'', 20 febbraio 2009</ref>