Differenze tra le versioni di "Enzo Striano"

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===[[Citazioni]]===
*Si rappresenta ''Pulcinella-Werther'', una parodia del romanzo di Goethe. Pulcinella è servo d'un giovane padrone, innamorato fradicio d'una bella ragazza, però promessa ad un altro. Il giovanotto piange, proclama di volersi ammazzare. Straziato, Pulcinella gli fa eco: si torce, ulula. D'un tratto Werther decide di trascinar seco nella tomba il fedele servitore, Pulcinella piomba nella più nera angoscia. Le segue con attenzione, è la prima volta che vede [[Pulcinella]]. S'accorge presto che l'attore mascherato si muove, parla, gesticola secondo un preciso rituale. Quando cammina, ad es., i passetti silenziosi delle babbucce hanno ritmo striano. Rappresentano un discorso. (p. 231).
*Addio addio anche a te Vincenzo. Caro Vincenzo della mia giovinezza in questa cara città. Amore mio tu pure, ovunque ti trovi adesso. Speriamo che riesca a salvarti. (p. 402).
 
===[[Explicit]]===
==Bibliografia==
*Enzo Striano, ''Il resto di niente'', Mondadori, Milano, 1987, ISBN 88-0451-052-8.
*S.V. ''Resto di niente (Il)'', in “Dizionario"Dizionario delle opere e dei personaggi”personaggi", Milano, Bompiani, 2006, pp. 8076-77, ISBN 9-771825-788794.
 
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