Differenze tra le versioni di "Maria Giuseppa Guacci"

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''Cortesemente, o mia canzon, saluta<br />Quante donne vedrai,<br />E di lor tua ragione e l'esser mio:<br />E s'odi che tuo vol poco alto sale,<br />Di', che t'impiuma l'ale<br />La sola carità del suol natio,<br />E che la [[patria]] con pietosi lai<br />Lor s'accomanda omai,<br />Perché il nemico del suo mal non rida,<br />E tutta sua speranza a lor confida''.
 
{{NDR|Maria Giuseppa Guacci, ''Rime'', Stamperia del Fibreno, Napoli 1832,; citato in ''Giornale arcadico di scienze, lettere, ed arti'', Volume 52, Stamperia di Antonio Boulzaler, Roma 1831-32}}
 
[[Categoria:Poeti italiani|Guacci, Maria Giuseppa]]
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