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*Quando si [[Sofferenza|soffre]], dice [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]], si prova consolazione nel pensare alle sofferenze altrui che sono più grandi delle nostre. A Tolstoj piaceva ripetere questo pensiero che, secondo me, è errato. Credo, al contrario, che si soffra maggiormente quando si sa che anche gli altri soffrono. (p. 36)
*[[Nikolaj Strachov|Strachov]] era uomo modesto e amabile e la sua presenza era davvero piacevole. (p. 37)
*Chi ha letto quest'opera [''[[Guerra e pace]]''] si ricorderà del gran cuore dell'autore che cercò perfino nel passato del suo popolo l'eterno segreto dell'amore. In ''[[Anna Karenina]]'' si vedono già distintamente, nella personalità e nella vita di Levin, le aspirazioni dello stesso Tolstoj, che diventano sempre più coscienti e definite. La critica della società moderna con tutte le sue istituzioni, la sua scienza e la sua letteratura, la tendenza verso una vita semplice e naturale del popolo, alcune idee originali e nuove rispetto alla religione, tutto ciò incomincia ad assumere, nel cuore e nel cervello dell'autore, una forma più o meno precisa. (pp. 114-115)
*Nella sua profonda opera ''[[Della vita]]'', che era anche il libro preferito di mia madre, Tolstoj parla della ragione come fonte stessa della nostra vita. Questo testo fu scritto con un vigore e un fervore eccezionali. In quel periodo si videro rinascere di nuovo in mio padre allegria e buon umore. Il suo lavoro lo appassionava ed era il segno più evidente della sua riuscita. Infatti questo libro di Tolstoj, poco noto alla massa dei lettori, è una delle più notevoli tra le sue opere filosofiche e religiose.<br />«La vera vita inizia solo nel momento in cui si manifesta la ragione.» La ragione è l'unica forza che riveli in noi l'amore.<br />Ed è ancora una nuova forma di fede che Tolstoj scopre all'interno della sua anima e che ci espone in quest'opera. A mio giudizio, ''Della vita'' e ''[[Il regno di Dio è in voi]]'' sono le opere religiose capitali di mio padre.<br />In quest'ultima opera di una chiarezza sorprendente e perfettamente armoniosa, Tolstoj esprime al meglio la propria dottrina, rivolgendosi direttamente agli uomini dalle professioni più disparate e predicando le sue idee. Zar, generali, ministri, giudici, preti, uomini di scienza, ognuno trova in questo sermone una parola che lo tocca personalmente e che lo invita a cambiare vita.<br />Fu l'ultima grande opera prettamente religiosa di mio padre e tutte quelle che scrisse in seguito non sono altro che ripetizioni. (pp. 123-124)