Raimon Panikkar: differenze tra le versioni

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*[[Brahman]] nel primo periodo vedico significa preghiera e persino sacrificio; nel periodo delle ''Upaniṣad'' significa Essere e Fondamento assoluto, proprio perché il sacrificio era considerato essere tale Fondamento. Il significato formale di Brahman non è cambiato; solo il contenuto materiale del concetto è stato "riempito" diversamente; in un caso Brahman era "sacrificio"; nell'altro "essere".<br />Inutile dire che il processo è stato lungo e continuo, e le parole "essere" e "sacrificio" non rendono con precisione la nozione di Brahman in nessuno dei due casi. (p. 564)
*Un genere di riflessione è sostanzialmente assente dall'intera esperienza vedica: è la domanda, in seguito così tormentosa, del ''perché''. Il fatto di soffrire, la realtà dell'[[angoscia]] umana, viene accettato semplicemente, come un dato di fatto, come qualcosa con cui bisogna aver a che fare, sia riguadagnando la felicità e l'equilibrio perduti, sia trascendendo totalmente la dolorosa condizione umana. La speculazione vedica, tuttavia, non se ne chiede il perché. (p. 638)
*Questo Brahman, sorgente e fine di ogni cosa, non è un "essere" separato, non è solo all'inizio e alla fine del pellegrinaggio ontico: Brahman è [[coscienza]]. Tutti gli esseri non sono altro che riflessi, ombre, pensieri, oggetti, creature di questa coscienza pura. Noi siamo solo in quanto siamo in Brahman e veniamo da Brahman. Egli è l'Unità ultima della [[realtà]]. (p. 918)
 
==Bibliografia==
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