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*Durante le assemblee, i ''[[Purana|Purāṇa]]'' erano tradizionalmente recitati da specialisti di padre ''kṣatriya'' e madre brahmana, mentre oggi sono recitati da particolari figure note col termine hindi «''bhaṭ''». (p. 148)
*La ''[[Bhagavadgītā|Bhagavad-gītā]]'' elabora in forma narrativa gli interessi dell'ortodossia hindu: l'importanza del ''dharma'' e del mantenimento della stabilità sociale, l'importanza dell'azione corretta e responsabile, l'importanza della devozione verso il trascendente sotto forma di un signore personale non dissimile dal re ideale. Nella ''Gītā'' sono confluite diverse componenti, tra cui il culto bhaktico di [[Krishna|Kṛṣṇa]], la filosofia del ''[[Sāṃkhya]]'', idee e terminologie buddhiste. (p. 169)
*Mentre nelle forme «purificate» di induismo brahmanico l'idea del [[sacrificio]] è rimossa dal rito e confinata nel regno del simbolismo o della mitologia, nella religione popolare di villaggio il sacrificio di sangue è parte integrante del culto delle dee locali. (p. 250)
*Come [[Shiva|Śiva]], la [[Devi|Dea]] incarna il paradosso e l'ambiguità: ella è sensuale ma distaccata, dolce ed eroica, bella e terribile. Poiché è sia l'energia che rende schiavi sia quella che libera, la Dea è la [[Shakti|Śakti]], ossia l'energia e il potere di Śiva. (p. 241)
*Mentre nelle forme «purificate» di induismo brahmanico l'idea del [[sacrificio]] è rimossa dal rito e confinata nel regno del simbolismo o della mitologia, nella religione popolare di villaggio il sacrificio di sangue è parte integrante del culto delle dee locali. (p. 250)
*In realtà la Dea si manifesta – secondo gradi diversi – in tutte le [[donna|donne]]. Una delle più importanti pratiche tantriche è la venerazione rituale di una donna o di una fanciulla da parte di devoti sia di sesso maschile sia di sesso femminile. Una fondamentale cerimonia, celebrata soprattutto nel Bengala e nel Nepal, è la venerazione di una fanciulla (la ''kumārī-pūjā'') in cui una giovane vergine di circa dodici anni è collocata su un «trono». La Dea è installata o fatta discendere nella fanciulla come avverrebbe con un'icona, e la giovinetta viene poi venerata. (p. 252)
*La Dea è inoltre associata con [[Kundalini|Kuṇḍalinī]], la dea «attorcigliata», ossia con il potere che giace dormiente alla base del corpo, finché non viene risvegliato per mezzo dello yoga perché penetri i diversi centri della fisiologia sottile e si riunisca con Śiva alla sommità del capo. (p. 254)
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