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*A [[Udine]] la famiglia Bresadola conta quattro professori in facoltà. Il capostipite è Fabrizio, ordinario, direttore della cattedra di [[Chirurgia]] generale ed ex presidente dell'azienda ospedaliera. Nel SUO stesso dipartimento è associato suo figlio Vittorio: nel 2001 Vinse un concorso a Siena, ma subito fu chiamato dall'università friulana Marco, invece, si è laureato in Filosofia, ma è riuscito comunque a insegnare a [[Medicina]], alternando la sua attività di ricercatore tra Ferrara (dove è inquadrato) e Udine. Anche la moglie di Vittorio, Maria Grazia Marceli, che si è specializzata a [[Ferrara]], figura nel personale della clinica chirurgica. «Non c'è niente di irregolare — tuona Fabrizio Bresadola — se le progressi di carriera sono giuste, non c'è nepotismo». Assicura che è così anche Anna Pusiol, ricercatrice in [[Pediatria]] e moglie di Umberto Baccarani, ricercatore in Chirurgia generale e a sua Volta figlio dell'ematologo Michele, ora a [[Bologna]], in passato a [[Udine]]. «Io ho fatto un concorso, ero l'unica candidata e ho vinto.» Non si sente una privilegiata: «guadagno 1200 euro al mese e lavoro come una dannata dalla mattina alla sera...» ([[Davide Carlucci]]).
*Nel corso del 2004 gli uomini del Gruppo di investigazione sulla [[criminalità organizzata]] (Gico) di [[Bologna]] indagano su un giro di fatture gonfiate utilizzate per sovvenzionare medici e docenti universitari che in cambio «promuovevano» medicinali ben oltre le reali necessità dei pazienti. Il giochetto è quello di sempre: l'azienda finanzia convegni e corsi di studio, ma ai professori che gestiscono gli eventi fa arrivare molti più soldi di quanti realmente occorrano. Un'agenzia si premura di tenere la contabilità e organizzare il tutto. Al momento del rendiconto, però, fattura spese inesistenti facendo così scivolare nelle tasche di baroni e baronetti i soldi per le vacanze, l'auto nuova, gli investimenti immobiliari ([[Davide Carlucci]]).
*I figli dei docenti sono più bravi perchèperché hanno tutta una ''forma mentis'' che si crea nell'ambito familiare tipico di noi professori. Questa infelice frase a metà novembre scorso è scappata di bocca al professor Giuseppe Nicotera mentre mi spiegava al telefono come il suo figliuolo Ludovico avesse vinto in solitaria un concorso per ricercatore nell'università più chiacchierata d'Italia ([[Nino Luca]]).
*Sono trascorsi 5 minuti dalle ore 14 di sabato 5 ottobre. Siamo nel 2002 e i professori Francesco Mazzoleni, Cristiano Dominici, Roberto Bracaglia si riuniscono nei locali del dipartimento di Scienze ortopediche, ricostruttive e del lavoro dell'Università degli studi di [[Firenze]]. «Dopo lunga, attenta e approfondita discussione nella quale intervengono ripetutamente tutti i presenti, la commissione delibera all'unanimità vincitore della valutazione comparativa Giulia Lo Russo». Ecco il giudizio: «Ottime le qualità e l'impegno scientifico della candidata: è adatta a ricoprire il ruolo di ricercatore universitario». Alle ore 14,30 termina la seduta. Lunga discussione? Ma come: letto, approvato e sottoscritto in 25 minuti per un posto che durerà tutta la vita? Già perché la concorrente era l'unica a partecipare. Un posto per tutta la vita che fa gola solo ad una persona... Giulia Lo Russo è figlia dell'ordinario Domenico Lo Russo. Entrambi lavorano presso l'università di [[Firenze]] nella facoltà di [[Medicina]], in Chirurgia plastica. Quindi la candidata era la figlia del prof ed è stata l'unica a presentarsi, altro che valutazione comparativa come scrivono i commissari. Che fortuna! Alla seconda prova scritta è stato "estratto" il seguente tema: «Il lembo di muscolo grande gluteo». Poteva essere estratto, e già questa è una fortuna, anche il muscolo piccolo oppure quello medio. Eppure è uscito il glande. «Che grande colpo di [[Natiche|gluteo]]!» ([[Nino Luca]]).
*Se si presenta una persona con trenta pubblicazioni da [[premio Nobel]], ''in primis'' è costretto a presentarne solo alcune, mettendosi al pari dei candidati scadenti, e poi se sono su tematiche che non son attinenti alle competenze del bando sono escluse... per favorire il candidato di basso profilo. Comunque col sistema attuale dei concorsi decentrati, con il membro interno, con la possibilità di limitare le pubblicazioni e mettere profili per i candidati vincitori, non penso che si possa favorire il merito. Tutto chiaro? ([[Nino Luca]]).
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