Differenze tra le versioni di "Alexandre Koyré"

nessun oggetto della modifica
 
==''Scritti su Spinoza e l'averroismo''==
*{{NDR|Sulla nonmancanza di congenialità, allatra la cultura espressa dai Romani, die alcune aree del sapere (matematica, scienza, filosofia)}} È curioso constatare — e insisto si questo punto. perché mi sembra di importanza capitale, e perché, pur essendo noto, non mi sembra abbastanza sottolineato — è curioso constatare l'indifferenza pressoché totale del mondo romano per la scienza e la filosofia. Il cittadino romano si interessa alle cose pratiche. L'[[agricoltura]], l'[[architettura]], l'[[arte della guerra]], la [[politica]], il [[diritto]], la [[morale]].</br>Ma si cerchi in tutta la letteratura latina classica un'opera scientifica degna di questo nome, e non si troverà; un'opera filosofica, ancor meno. Si troverà [[Gaio Plinio Secondo|Plinio]], cioè un insieme di aneddoti e racconti da comare; [[Seneca]], cioè un'esposizione coscienziosa della morale e della fisica stoiche, adattate — il che significa semplificate — ad uso del pubblico romano; [[Marco Tullio Cicerone|Cicerone]], cioè i tentativi filosofici di un letterato dilettante; o [[Macrobio]], un manuale di scuola elementare.</br></br>È veramente stupefacente, se vi si presta attenzione, che i Romani, non producendo nulla essi stessi, non abbiano nemmeno mai sentito il bisogno di procurarsi delle traduzioni. In effetti, al di fuori di due o tre dialoghi platonici (tra cui il ''Timeo'') tradotti da Cicerone — trasduzione di cui non ci è pervenuto nulla — né [[Platone]], né [[Aristotele]], né [[Euclide]], né [[Archimede]] sono mai stati tradotti in latino. Almeno nell'età classica. Perché se è vero che l'''Organon'' di Aristotele e le ''Enneadi'' di [[Plotino]] lo furono, è parimenti vero che in fin dei conti ciò avvenne molto tardi e per opera di [[Cristianesimo|cristiani]] (pp. 63-64).
 
==Note==
Utente anonimo