Differenze tra le versioni di "Joseph Conrad"

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===Citazioni===
 
La strada sarebbe stata lunga. Sono lunghe tutte le strade che conducono a ciò che il cuore brama. Ma questa strada l'occhio della mia mente la poteva vedere su una carta, tracciata professionalmente, con tutte le complicazioni e difficoltà, eppure a suo modo sufficientemente semplice. O si è marinaio o non lo si è. E io di esserlo non avevo dubbi. (<ref name=edizione>Joseph Conrad, La linea d'ombra, traduzione di Flavia Marenco, Einaudi, 2006,.</ref> (p.67)
 
Il moderno spirito della fretta si manifestava con voce sonora negli ordini di «Vira a lasciare» - di «Ammaina la scala di barcarizzo», e in pressanti inviti rivolti a me, «Sbrigatevi, signore! Siamo in ritardo di tre ore per voi...La nostra ora è le sette, sapete!»
Salii in coperta. dissi: - No! Non lo so -. Lo spirito della fretta moderna era incarnato in un individuo magro, con braccia e gambe lunghe, e una barba grigia tagliata corta. La sua mano ossuta era calda e asciutta. Dichiarò febbrilmente:
- Sulla forca, se vi aspettavo altri cinque minuti, comandante del porto o non comandante del porto.<ref name=edizione/> (Joseph Conrad, La linea d'ombra, traduzione di Flavia Marenco, Einaudi, 2006, p. 69)
 
Sì, era là. Divorai con gli occhi, felice, lo scafo, l'attrezzatura. Quel senso di vacuità della vita che mi aveva reso così irrequieto negli ultimi mesi perse la sua amara ragione d'essere, la sua malefica influenza, dissolvendosi in un fiotto di emozione gioiosa.<ref name=edizione/> (Joseph Conrad, La linea d'ombra, traduzione di Flavia Marenco, Einaudi, 2006, p. 73)
 
Una voce dietro di me disse in un odioso tono equivoco: - Spero, capitano, che ne siate soddisfatto -. Non voltai neppure la testa. Era il comandante del piroscafo, e qualsiasi cosa intendesse dire, qualsiasi cosa lui pensasse della nave, sapevo che, al pari di alcune rare donne, essa era una di quelle creature la cui semplice esistenza è sufficiente a suscitare un diletto disinteressato. Uno sente che è bello essere al mondo, quel mondo in cui essa esiste.<ref name=edizione/> (Joseph Conrad, La linea d'ombra, traduzione di Flavia Marenco, Einaudi, 2006, p. 73-74)
 
==[[Incipit]] di alcune opere==
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