Differenze tra le versioni di "Joseph Conrad"

Salii in coperta. dissi: - No! Non lo so -. Lo spirito della fretta moderna era incarnato in un individuo magro, con braccia e gambe lunghe, e una barba grigia tagliata corta. La sua mano ossuta era calda e asciutta. Dichiarò febbrilmente:
- Sulla forca, se vi aspettavo altri cinque minuti, comandante del porto o non comandante del porto. (Joseph Conrad, La linea d'ombra, traduzione di Flavia Marenco, Einaudi, 2006, p. 69)
 
Sì, era là. Divorai con gli occhi, felice, lo scafo, l'attrezzatura. Quel senso di vacuità della vita che mi aveva reso così irrequieto negli ultimi mesi perse la sua amara ragione d'essere, la sua malefica influenza, dissolvendosi in un fiotto di emozione gioiosa. (Joseph Conrad, La linea d'ombra, traduzione di Flavia Marenco, Einaudi, 2006, p. 73)
 
Una voce dietro di me disse in un odioso tono equivoco: - Spero, capitano, che ne siate soddisfatto -. Non voltai neppure la testa. Era il comandante del piroscafo, e qualsiasi cosa intendesse dire, qualsiasi cosa lui pensasse della nave, sapevo che, al pari di alcune rare donne, essa era una di quelle creature la cui semplice esistenza è sufficiente a suscitare un diletto disinteressato. Uno sente che è bello essere al mondo, quel mondo in cui essa esiste. (Joseph Conrad, La linea d'ombra, traduzione di Flavia Marenco, Einaudi, 2006, p. 73-74)
 
==[[Incipit]] di alcune opere==
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