Differenze tra le versioni di "Terry Pratchett"

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Stelle, nient'altro che stelle, disseminate nell'oscurità come se al Creatore fosse andato in pezzi il parabrezza dell'automobile non si fosse fermato a raccattare i frantumi. <br />
Questo è l'abisso fra gli universi, quella gelida plaga del cosmo che non contiene altro che molecole vaganti, qualche cometa smarrita e...<br /> ...Ma un cerchio di tenebra si sposta lentamente, l'occhio muta prospettiva e quel che sembrava la tremenda distanza del comesichiama intergalattico diventa un mondo avvolto nell'oscurità; le sue stelle, la luce di ciò che si chiamerà, caritatevolmente, civiltà.
 
====Citazioni====
*Si volse allora verso il fiume, allungò le mani innanzi a sé, ne congiunse le palme e poi, pian piano, allargò le braccia. <br />Si udì allora un fragore di risucchio, e le acque del Djel si divisero. La folla emise un'esclamazione di stupore, ma questo non fu nulla in confronto alla sorpresa di una decina di coccodrilli che si ritrovarono a nuotare a mezz'aria.
 
===8. ''A me le guardie!'' (1989)===
====[[Incipit]]====
È lì che sono andati a finire i draghi.<br />
Giacciono...<br />
Non morti, non addormentati. Non in attesa perché ciò implicherebbe aspettative. Forse il termine che stiamo cercando è... ''quiescenti''.<br />
Anche se lo spazio che occupano non è come lo spazio normale, sono comunque ammassati tutti insieme. Non c'è un singolo centimetro cubo che non dia alloggio a un artiglio, un unghione, una squama o la punta di una coda così che l'effetto è quello di un disegno deformante e solo alla fine gli occhi realizzano che lo spazio fra ogni dragone è, in realtà, un altro dragone.<br />
Potrebbero rammentare una scatola di sardine, se le sardine fossero enormi, squamose, orgogliose e arroganti.<br />
Forse, poi, da qualche parte, c'è la chiave.
====Citazioni====
*Potete chiamarli Guardie di Palazzo, Guardie Cittadine o Guardie e basta. Qualunque nome abbiano, in ogni opera di genere fantasy-eroico il loro scopo è lo stesso: più o meno al capitolo 3 (o dopo dieci minuti di film) irrompono nella stanza, attaccano l'eroe uno alla volta e vengono massacrati. <br />Nessuno chiede mai se sono d'accordo. <br />Questo libro è dedicato a quei nobilissimi uomini.
*Il viaggio fu lungo circa cinquecento miglia e, sorprendentemente, poco movimentato. La gente che supera i due metri di altezza e mostra spalle quasi altrettanto larghe spesso gode di viaggi poco movimentati. Alcuni gli spuntano di fronte all'improvviso da dietro una roccia, ma poi dicono subito: «Oh, mi scusi. L'avevo scambiata per un'altro». <small>(pag. 37)</small>
*Il sergente Colon doveva trent'anni di felice matrimono al fatto che la signora Colon lavorava tutto il giorno e lui tutta la notte. Comunicavano tra loro lasciandosi bigliettini. Lui le preparava il tè prima di partire di notte e lei gli lasciava la colazione pronta e calda nel forno di mattina. Avevano tre figli ormai grandi, tutti nati, immaginava Vimes, dal risultato di una corrispondenza estremamente persuasiva. <small>(pag. 56)</small>
*Un gran numero di religioni di Ankh-Morpork esercitavano ancora il sacrificio umano, solo che ormai non avevano più molto bisogno di esercitarsi perché erano diventate piuttosto brave. La legge cittadina imponeva che venissero presi soltanto i criminali già condannati, ma non era un gran problema perché, nella maggior parte di dette religioni, rifiutarsi di offrirsi volontari per il sacrificio veniva considerato un reato punibile con la morte. <small>(pag. 268)</small>
*«Lei vuole, ehm, che noi lo attacchiamo?» domandò la guardia con espressione miseranda. <br />Per quanto fossero sciocche, le guardie di palazzo erano consapevoli come chiunque altro delle convenzioni: quando vengono chiamate le guardie per affrontare un singolo uomo in circostanze surriscaldate, non è un buon momento per loro. Quel tipo deve essere l'eroe, stava pensando la guardia. <br />E la guardia non aveva alcuna intenzione di correre verso un futuro da morto. <small>(pag. 279)</small>
*Afferrò la mannaia con l'altra mano e riprese a colpire le catene, rendendosi conto che altre guardie stavano accorrendo, ma con quello speciale passo di corsa tipico delle guardie. Era una corsa che diceva: siamo una dozzina, perché devo essere proprio io il primo ad arrivare? Diceva: pare pronto a uccidere, nessuno mi paga per essere ucciso, forse se correrò abbastanza piano se ne andrà via... (pag. 310)
 
===10. ''Stelle cadenti'' (1990)===
 
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''A me le guardie!''===
È lì che sono andati a finire i draghi.<br />
Giacciono...<br />
Non morti, non addormentati. Non in attesa perché ciò implicherebbe aspettative. Forse il termine che stiamo cercando è... ''quiescenti''.<br />
Anche se lo spazio che occupano non è come lo spazio normale, sono comunque ammassati tutti insieme. Non c'è un singolo centimetro cubo che non dia alloggio a un artiglio, un unghione, una squama o la punta di una coda così che l'effetto è quello di un disegno deformante e solo alla fine gli occhi realizzano che lo spazio fra ogni dragone è, in realtà, un altro dragone.<br />
Potrebbero rammentare una scatola di sardine, se le sardine fossero enormi, squamose, orgogliose e arroganti.<br />
Forse, poi, da qualche parte, c'è la chiave.
 
===''Il mare e i pesci piccoli''===
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