Differenze tra le versioni di "Carlo Ginzburg"

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*Si riconoscono facilmente i temi delle ricerche di Dumézil, tradotti nelle preoccupazioni (o ossessioni) che dominavano i protagonisti del Collége, Bataille e Caillois. Schematizzando potremmo dire che per Bataile era il nesso tra la [[morte]] (e la [[sessualità]]) e il [[sacro]], per Caillois quello tra il sacro e il [[potere]]. In entrambi, questi temi, implicavano un atteggiamento estremamente ambiguo nei confronti delle ideologie fasciste e naziste. (p. 230)
*Le divagazioni di Caillois su una [[comunità]] [[aristocrazia|aristocratica]] composta da individui spietati, tirannici, pronti ad affrontare i rigori di un'imminente età glaciale che avrebbe provocato una selezione implacabile, avevano un suono ancora più ecquivoco. Le connotazioni fascistizzanti di questi discorsi furono prontamente segnalate da [[critico|critici]] di [[sinistra]], [[socialismo|socialisti]] e [[comunismo|comunisti]], nonché da un ascoltatore assiduo delle conferenze del Collège come [[Walter Benjamin]]. (p. 230)
*Già in una lettera scritta a [[Raymond Queneau]] a Roma, nel 1934, subito dopo aver visitato la mostra sulla rivoluzione fascista, Bataille confessava il fascino esercitato su di lui da quell'esibizione di [[simboli]] mortuari, di drappi neri, di [[teschio|teschi]], osservando che si trattava nonostante tutto di qualcosa di serio, che non doveva rimanere dominio esclusivo della propaganda fascista. In una conferenza su «Le pouvoir», tenuta al Collège da Bataille il 19 febbraio 1938, in sostituzione di Caillois ammalato, la fascinazione esercitata dalla simbologia fascista si traduceva addirittura nella contrapposizione tra il [[fascio littorio|fascio]] effigiato in Italia «sur le ventre de toutes les locomotives» e il [[crocifisso]] collegato [[James Frazer|frazerianamente]] a una «représentation obsessionnelle de la mise à mort du roi». La scure [[littorio|littoria]], commentava Bataille, in quanto strumento delle esecuzioni capitali, «est opposé ostensiblement à l'immage du roi supplicié». La stessa atmosfera torbida, intimamente colpevole attrazione per i riti mortuari del nazismo fa da sfondo<ref>nota del coautore della voce: essendo stato, tale romanzo, da me letto, presento il fatto che, personalmente, tale atmosfera ed eventuali rapporti d'essa coi riti mortuari del nazismo può essere denotata verso la fine d'esso e non nella sua totalità. Ma questa può pur sempre essere un'impressione personale.</ref> al romanzo ''Le blue du ciel'', scritto nel 1935 e pubblicato più di vent'anni doppodopo. (p. 230)
*Il testo della conferenza di Bataille su «Hitler et l'[[ordine teutonico|ordre teutonique]]» (24 gennaio 1939) non ci è rimasto: possiamo solo congetturare le sue probabili divergenze dalla lucidissima ricostruzione storica di [[Hans Mayer]] su «Les rites des associations politiques dans l'Allemagne romantique» (18 aprile 1939) e il loro rapporto con le associazioni protonaziste e naziste. (p. 231)
* [[Alexandre Kojève]], che pure tenne una conferenza al Collège su «Les conceptions [[hegel|hégéliennes]]», aveva osservato ironicamente che il programma di Bataille e Caillois era paragonabile al tentativo di un prestigiatore di credere alla [[magia]] attraverso i propri trucchi. (p. 231)
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