Differenze tra le versioni di "Stefano Cafaggi"

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Automa: Correzione automatica trattini in lineette.
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===Citazioni===
* La donna che gli aprì la porta era una polposa sessantenne, un inventario di curve che culminavano in una cascata di boccoli eccessivamente biondi. In mezza alla criniera, un frivolo nasino all’insù sormontava un sorriso scintillante incorniciato da due gommoni dipinti di rosso. La donna lo invitò ad accomodarsi in un salottino dal gusto vagamente retrò, stile impero, forse liberty. Nonostante l’età, l’ammaliante vegliarda scivolava per casa su tacchi da quindici centimetri, la minigonna le conferiva un aspetto decisamente equivoco. La signora Daniela stappò una bottiglia di Moet & Chandon ed invitò il visitatore a brindare in flute di cristallo di Boemia. XN non capiva quale fosse l’occasione da festeggiare, ma non aveva motivi per rifiutare quella gazzosa per ricchi...
* XN tornò al mondo contingente, che presentava una realtà fenomenica di questo tipo: un ufficiale della Repubblica era lì per interrogarlo sulla morte di Marta Brindelli, alias Daniela Testa Della Torre, diplomata a Brera, professione meretrice, già attrice in pellicole di dubbia moralità, ultimo visitatore notato alla porta della vittima: XN; Marta Brindelli, attualmente in attesa di autopsia all’ospedale Niguarda, in quel momento stesa su un lettino d’acciaio con il formoso corpo trapassato da tre coltellate: cuore, carotide e stomaco. Un fiume di sangue, una vita spezzata; quattro persone in una stanza a trentacinque gradi centigradi che non si erano mai viste prima, cinque e cinquanta: l’alba. Se c’era una cosa che XN odiava erano le ore che andavano dalle tre alle sette del mattino. Un lasso di tempo che non era previsto per la vita, ma solo per il sonno che, fatal quiete, sempre scende invocato. Una sola certezza: la giornata cominciava in anticipo, iniziava con i peggiori auspici degli dei. Marescalchi terminò il resoconto con un letale: - Da questo casino non ti tirerebbe fuori nemmeno Perry Mason...
*Nel mezzo del cammino della sua vita, XN vagava senza meta da una bottiglia all’altra, senza soldi ed un futuro di solitudine all’orizzonte..
*Alle due e mezzo del mattino XN varcò il confine di Milano. Le notti milanesi, file di luci rosse e bianche delle auto, crocchi di persone lungo i marciapiedi, solitari nottambuli in cerca di una meta. Ad ogni metro di asfalto, le insegne dei locali offrono antidoti alla depressione, cocktail di solitudine a prezzi da boutique. In via Brera, per cinquanta euro, l’uomo barbuto vende un futuro migliore in un mazzo di carte. L’auto di XN arranca davanti al Piccolo Teatro, l’Arena e poi finalmente l’ultima spiaggia di un uomo disperato: negrolandia. Una terra di nessuno, popolata da volti scuri invisibili nella notte, risuona di una lingua babelica, in quelle strade il passaporto con l’italico stellone è un miraggio, un lasciapassare per schiudere le porte dell’inferno. In quelle vie incombono paure ancestrali, leggende, esseri mitologici. XN cercava proprio uno di quegli uomini dal passato epico, un uomo che ha attraversato i mari e la storia di due mondi: Omero. Le luci della pizzeria cinese Mergellina, vedi Shangai e poi muori, illuminavano di un’opaca luce rossa una decina di uomini dai colori esotici. Il gruppetto bivaccava sul marciapiede, individui seduti a terra con le gambe incrociate fumavano sigarette, bevevano vino da scatole di tetrapack, gli occhi fissi verso il cantore. Omero seduto, come sempre, sul gradino della vetrina illuminata narrava leggende. Impartiva lezioni di letteratura avanzata ad individui che non possedevano nemmeno l’idea astratta di libro, insegnava a scrivere e leggere: almeno quanto bastava per compilare i moduli della questura. XN aveva conosciuto il cantore di strada qualche anno prima, un’altra vita, un’era felice e perfetta.
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