Differenze tra le versioni di "Roberto Calasso"

*Se da [[Brahma]] discende l'ordine e l'autorità sacerdotale, [[Shiva|Śiva]] è la perpetua certezza che a un certo punto quell'ordine verrà abbattuto, che non reggerà all'urto di una qualche forza che sussiste al di là del rito. (p. 136)
*Dal ''Ṛgveda'' alla ''[[Bhagavadgītā|Bhagavad Gītā]]'' si elabora un pensiero che non riconosce mai un soggetto singolo, ma presuppone al contrario un soggetto duale. Così è perché duale è la costituzione della [[mente]]: fatta di uno sguardo che percepisce (mangia) il [[mondo]] e di uno sguardo che contempla lo sguardo rivolto al mondo. La prima enunciazione di questo pensiero si ha con i due uccelli dell'inno 1, 164 del ''Ṛgveda'': «Due uccelli, una coppia di amici, sono aggrappati allo stesso albero. Uno di loro mangia la dolce bacca del ''pippala''; l'altro, senza mangiare, guarda». Non c'è rivelazione che vada oltre questa, nella sua elementarità. E il ''Ṛgveda'' la presenta con la limpidezza del suo linguaggio enigmatico. La costituzione duale della mente implica che in ciascuno di noi abitino e vivano perennemente i due uccelli: il Sé, ''ātman'', e l'Io, ''aham''. (p. 157)
*L'India comincia e finisce con qualcosa che solo all'inizio del Novecento – e per la via imprevista della [[logica]] – è diventato centrale anche in Occidente, quando vennero scoperti i paradossi della teoria degli insiemi. (p. 161)
*L'[[Io]] si sovrappone al Sé così perfettamente che può nasconderlo. Di fatto, è ciò che avvenne durante il corso della filosofia occidentale. Che non si preoccupò mai di dare un nome al Sé, ma scelse sempre come osservatorio l'Io, anche se così lo chiamò solo in epoca tarda, con [[Immanuel Kant|Kant]]. Prima, era l'indubitabile soggetto, la prima persona del ''Cogito'' di [[Cartesio|Descartes]]. Per Sanatkumāra, invece, l'Io è l'ostacolo più temibile, quello che può precludere per sempre l'accesso al Sé. (p. 167)
 
==''Le nozze di Cadmo e Armonia''==
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