Differenze tra le versioni di "Carlo Alianello"

 
*Nella cerimonia d'ammissione io mi son votato a Lei {{NDR|alla Madonna}}, come, secondo la vecchia formulazione feudale, cavaliere a Dama e Signora. Ho giurato e, se non ho sempre mantenuto il mio giuramento, non fu mai per infedeltà, ma per debolezza, così come quando il cavaliere si alleggeriva talvolta di corazza, giaco e morione; l'armatura di ferro è dura a portarsi, dura milizia è la vita degli uomini. <br />Per quella fede donata, quel prestato giuramento non l'ho scordato nè lo dimenticherò mai per l'onore della mia Dama, neppure quando non vi saranno più nè luoghi nè tempi per correr quintane e nessun infedele porterà più colori avversi contro il suo azzurro manto. Resterà un nome solo, un tempo incommensurabile, un unico confine senza limiti nè misure: l'eternità, dico, nel nome di Dio . (da ''Lo scrittore o della solitudine'', 1970. Citato in [http://www.neoborbonici.it/portal/index.php?option=com_content&task=view&id=1640&Itemid=207 Carlo Alianello. Scrittore umano e popolare] di Gianandrea de Antonellis)
 
*Il mio talento è quello di narratore di favole, di cantastorie o, se si preferisce, di aedo. (Citato in [http://www.neoborbonici.it/portal/index.php?option=com_content&task=view&id=1640&Itemid=207 Carlo Alianello. Scrittore umano e popolare] di Gianandrea de Antonellis)
 
==''L'alfiere''==
Utente anonimo