Differenze tra le versioni di "Karen Blixen"

1 962 byte aggiunti ,  10 anni fa
nessun oggetto della modifica
m (Bot: Aggiungo: no:Karen Blixen)
{{NDR|Karen Blixen, ''La mia Africa'' (''Out of Africa''), traduzione di Lucia Drudi Demby, Garzanti, 1966.}}
 
==''Capricci del destino==
===[[Incipit]] di ''Il pranzo di Babette''===
In [[Norvegia]] c'è un fiordo – un braccio di [[mare]] lungo e chiuso tra alte montagne – che si chiama Berlevaag Fjord. Ai piedi di quelle montagne il [[paese]] di Berlevaag sembra un paese in miniatura, composto da casine di grigio, di giallo, di rosa e di tanti altri colori.<br>Settantacinque anni fa, in una delle casine gialle, vivevano due anziane signore. A quell'epoca altre signore portavano il busto, e le due sorelle avrebbero potuto portarlo con altrettanta grazia, perché erano alte e flessuose. Ma non avevano mai posseduto un oggetto di moda, e per tutta la [[vita]] si erano vestite dimessamente, di grigio o di nero. Erano state battezzate col nome di Martina e Filippa, in onore di [[Martin Lutero|Lutero]] e del suo [[amico]] Filippo Melantone.
 
{{NDR|Karen Blixen, ''Il pranzo di Babette'', traduzione di Paola Ojetti, I Racconti di Repubblica, n. 23.}}
 
===''Il pescatore di perle''===
*Rialzandosi, ella disse, gravemente: «Spererò sempre che tu venga. Perché senza [[speranza]] non si può danzare.»
*«Chiunque sia nemico degli angeli è nemico di [[Dio]], e chiunque sia nemico di Dio non ha più speranza. Io non ho speranza, e senza speranza non si può volare. Ecco perché non ho pace.»
*Le perle sono come le favole dei poeti: un malanno trasformato in [[bellezza]], e allo stesso tempo trasparente e opaco, segreti dal profondo portati alla luce per piacere alle giovani donne, che vi riconoscono i più profondi segreti racchiusi nel proprio cuore.
*La luna in cielo era piena, le lunghe onde grigie venivano avanti una alla volta, e tutto quanto era attorno a me sembrava deciso a serbare un [[segreto]].
*Come può raggiungere l'equilibrio una creatura la quale non voglia rinunciare all'idea della speranza e del [[rischio]]?
 
===''L'anello''===
*Aveva smesso da poco tempo di giocare con le bambole; ora che si acconciava i capelli da sola, soprintendeva personalmente a far stirare la propria biancheria e a sistemare i fiori nei vasi, viveva un'esperienza incantevole e amatissima: far tutto con gravità e sollecitudine, e sapere sempre che è un gioco.
*Allora fu come se vedesse sé stessa con gli occhi dell'animale selvaggio rifugiato nel proprio nascondiglio buio: la silenziosa figura bianca che si avvicinava poteva significare la morte.
*«Con quest'anello» - lasciato cadere da una parte e allontanato con un calcio dall'altra - «con quest'anello io m'unisco a te in matrimonio». Con quell'anello perduto lei s'era unita in matrimonio a qualcosa. A che cosa? Alla [[miseria]], alla persecuzione, alla [[solitudine]] assoluta. Ai dolori e all'iniquità della terra. «E ciò che Dio ha unito l'uomo non può dividere.»
 
 
==Bibliografia==
*Karen Blixen, ''La mia Africa'', traduzione di Lucia Drudi Demby, Feltrinelli, 1989.
*Karen Blixen, ''Capricci del destino'' (''Anecdotes of destiny''), trad. dall'inglese di Paola Ojetti, Feltrinelli, Milano, 1984.
 
== Altri progetti==
10

contributi