Adriano Tilgher: differenze tra le versioni

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citazioni
(citazioni)
(citazioni)
*Quali cose umane non sono esposte al pericolo della degenerazione? I [[Critico|critici]] dei critici vi porranno riparo. (p. 34)
*Il valore dell'[[opera d'arte]] è tutto e solo nella sua forma, nella sua espressione, nel suo stile, e cioè nella peculiarità intensità profondità vastità della sintesi che la costituisce. (p. 34)
*Niente diviene vecchio se non ciò che nacque vecchio. Ciò che nacque nuovo in eterno resta tale. (p. 34)
*Il [[critico]] dovrebbe, per poter dare un giudizio definitivo, rifare il corso del mondo sino all'opera d'arte da giudicare, in due parole, essere uguale a [[Dio]]. (p. 39)
*L'[[opera d'arte]] è una sintesi o un sistema di sintesi che nacquero vergini nuove originali: creazioni di rapporti non preesistenti come tali all'atto della loro creazione. Ma l'opera d'arte nata una volta entra nella circolazione del pensiero: è letta, studiata, imitata, copiata, ripetuta, sfruttata, saccheggiata. Con l'andare del tempo, le sintesiche la costituiscono come opera d'arte perdono l'aria di novità di originalità d'imprevisto che avevano nell'ora del loro primo apparire (p. 40-41)
*Secondo [[Benedetto Croce|Croce]], nessun sostanziale e intimo rapporto rilega l'[[opera d'arte]] al proprio tempo. In quanto prodotto di una personalità estetica, l'opera d'arte è fuori del suo tempo e di tutti i tempi. Non si può fare storia dell'arte perché, essendo fuori del tempo, l'arte è fuori della storia. La critica deve contentarsi di saggi sparsi, di monografie isolate, consacrate ciascuna a delineare le caratteristiche e la genesi di una personalità estetica. (p. 45)
 
{{NDR|Adriano Tilgher, ''Studi sul teatro contemporaneo'', BiblioLife, LLC}}
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