Popolo: differenze tra le versioni

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((Mencio))
*Guai al popolo che per la [[speranza]] di una grandezza impossibile o per semplice disperazione giunge a considerare il suo «Capo» come un essere provvidenziale e sacro, dotato di un [[potere]] magico e di un'onnipotenza miracolosa. Di sacro non c'è altro che il [[diritto]] [[Natura|naturale]] della persona umana. ([[Karl Jaspers]])
*Guai se la plebe comincia a gustare il sangue! È un ubbriaco che più beve, più desidera il vino. ([[Cesare Cantù]])
*Il giudizio della coltura d'un popolo, riferito alle diverse epoche della sua storia, non dipende già dal catalogo de' suoi dotti, ma dalla conoscenza del gusto o sia della tempera che le facoltà dell'animo hanno preso ne' diversi gradi del diloro sviluppo. ([[David Winspeare]])
*Il più importante di tutti è il popolo, poi viene lo Stato: l'imperatore è quello che conta meno. ([[Mencio]])
*I popoli della [[fame]] interpellano oggi in maniera drammatica i popoli dell'opulenza. La [[chiesa]] trasale davanti a questo grido d'angoscia e chiama ognuno a rispondere con [[amore]] al proprio fratello. ([[Papa Paolo VI]])
*I popoli, al pari degli individui, tanto possono quanto sanno. ([[Aristide Gabelli]])
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