Differenze tra le versioni di "Jean Améry"

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*Chi è stato [[tortura]]to rimane torturato. [...] Chi ha subito il tormento non potrà più ambientarsi nel mondo, l'abominio dell'annullamento non si estingue mai. La fiducia nell'umanità, già incrinata dal primo schiaffo sul viso, demolita poi dalla tortura, non si riacquista più. (citato in [[Primo Levi]], ''I sommersi e i salvati'', Einaudi, Torino, 1986)
*Ma come: i principi? L'Assoluto? Certo, i principi. Ma dietro di essi non deve esservi per forza l'Assoluto. Chi li pone? Il Moralista. Che magari sta fuori della storia. No, che la supera. E tutta la sua attenzione è proprio rivolta al non lasciarsi superare dalla storia. Dunque un nuovo comfort intellettuale nel cosycorner degli imperativi categorici? No, un estremo disagio piuttosto, poiché si tratta di vivere e di trasferire a ogni momento i più rigorosi princìpi morali nel mezzo di tutta la [[Morale|moralità]]. (citato in [[Eugenio Spedicato]], ''La strana creatura del caos: idee e figure del male nel pensiero della modernità'', Donzelli Editore, Roma 1977. ISBN 88-7989-348-3)
*La [[morale]] è l'arte incredibilmente difficile del possibile. E non è appunto la [[storia]] a tracciare i confini di questo possibile? Noi li tracciamo, tu e io, quello lì e quell'altro, poiché noi siamo la storia, ognuno di noi è parte del mondo, del mondo inteso come tutto ciò che accade. (citato in [[Eugenio Spedicato]], ''La strana creatura del caos: idee e figure del male nel pensiero della modernità'', Donzelli Editore, Roma 1977. ISBN 88-7989-348-3)
 
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