Differenze tra le versioni di "Jean Daniélou"

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{{NDR|Jean Daniélou, ''Il mistero della salvezza delle nazioni'', traduzione dal francese di Domenico Tenderini, Morcelliana, 1954}}
 
==''Il segno del Tempio''==
*Dio ha lasciato, in qualche modo, la creazione incompiuta, e compito dell'uomo è di portarla a termine.
*Far piacere è spesso il contrario di fare il bene.
*I Pastori ed i Magi sono come l'affiorare nel Vangelo di una vena sotterranea, elementare, che non era stata affatto guastata dalla corruzione, e nemmeno abolita dalla rivelazione mosaica. Essa continua a costituire per noi il sacro nella sua forma elementare, che è l'intuizione oscura di una presenza divina nel silenzio della notte, nell'oscurità delle foreste, nell'immensità del deserto, nella luce del genio, nella purezza dell'amore.
*Il culto è localizzato in un luogo unico. In realtà, nel piano divino, era quella una tappa necessaria; il grande pericolo era il politeismo: l'unità del santuario era come il segno dell'unicità del Dio.
*Il vero modo di trovare Dio, è quindi di staccarsi dall'uomo esteriore, da questa vita straniera nella quale noi ci alieniamo per ritrovare il nostro vero essere, l'immagine di Dio, che è il centro dell'anima.
*L'amore vero è inesorabile.
*La violenza ferisce, l'ironia punge come spillo, la carità penetra il cuore e lo guarisce.
*Le creature sono tante, attendono dall'uomo di venir condotte al proprio fine.
*Per passare dall'ignoranza del fanciullo alla vera santità non vi è un modo rapido, è necessario passare attraverso l'[[umiltà]] del peccatore.
 
{{NDR|Jean Daniélou, ''Il segno del Tempio'', traduzione di Guido Stella, Morcelliana, 1953}}
 
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